Nasce LiberaMente Palù. Intervista al veronese Paolo Pavanello

Nel cuore della bella Verona è nata  “LiberaMente Palù”. Un gruppo di studiosi e professionisti, ha realizzato, all’interno di una chiesa sconsacrata del 1300 un centro culturale/biblioteca. Paolo Pavanello è uno dei fautori dell’importante progetto.

77

Verona, la sua bellissima città, da oggi è ancora più ricca in cultura infatti lei, Paolo Pavanello, insieme ad alcuni amici/collaboratori, ha progettato e messo in atto un centro ricreativo “dell’anima”: biblioteca, sala esposizione, centro culturale a 360°.
Ci vuole esporre com’è nata questa interessante idea?

Questa importante iniziativa è nata casualmente nel corso di una serata in cui presentavo un mio libro. Sono stato avvicinato da due signore che mi chiesero se potessi interessarmi con l’Amministrazione Comunale, per avere uno spazio dove allestire una biblioteca pubblica per la loro comunità. Devo ammettere che rimasi colpito dalla richiesta, in quanto il Comune di Palù, dove volevano allestire la biblioteca, aveva poco più di milleduecento abitanti ed io lo conoscevo molto bene in quanto sono nato proprio lì e dove qualche anno prima, avevo organizzato l’inaugurazione di un centro culturale, realizzato in una Chiesa sconsacrata del 1300, tutelata dal Ministero dei Beni Culturali. Ma dopo la sua inaugurazione con tanto di autorità civili, militari ed ecclesiastiche, la struttura era rimasta completamente inutilizzata. Da quella situazione di abbandono di un bene così prezioso per il suo valore artistico, nonché testimonianza storica dell’intera comunità, decisi di accettare la sfida e preparare un progetto credibile, ma al tempo stesso ambizioso, da presentare all’Amministrazione Comunale. Il progetto prevedeva la realizzazione di una biblioteca pubblica in una sala dell’ex chiesa dove mettere a disposizione dell’utenza volumi da poter consultare o prendere in prestito, raccogliere documentazione storica, mappe, fotografie e filmati e quant’altro potesse essere considerato di valore storico e testimonianza del nostro passato culturale. Il progetto consisteva e consiste tuttora nel raccogliere, catalogare e conservare tutta quella ricchezza storica e culturale delle nostre radici, al fine di evitare che il tutto venga disperso, perduto o distrutto nell’oblio del tempo. Contestualmente a questa attività di conservazione, si vuole affiancare una serie di attività da svolgere nella navata principale della struttura, quali convegni, mostre, concerti, rappresentazioni teatrali e serate a tema come il cineforum seguito da approfondimenti sul tema dei filmati proiettati. Chiaramente, per dare vita all’ambizioso progetto, avevo innanzitutto il supporto di altre persone di buona volontà che sposassero la mia visione progettuale. Devo ammettere che sono rimasto sorpreso dalla disponibilità che ho trovato fra i cittadini del piccolo Comune di Palù, i quali sin dall’inizio si sono messi a disposizione per lavorare al progetto, riconoscendone la bontà e soprattutto la necessità di uscire dal torpore culturale in cui versa la nostra attuale società. In questa semplice maniera è nata la nostra associazione culturale a cui abbiamo dato un nome emblematico: “LiberaMentePalù”, un’associazione nata sul desiderio di ritornare alla conoscenza ed al sapere attraverso la bellezza della storia e dell’arte in ogni sua forma“.

Quante sale saranno a disposizione degli utenti e che attività culturali si  svolgeranno?
Attualmente stiamo allestendo la sala della biblioteca, inventariando e catalogando tutti i libri che sono stati raccolti attraverso donazioni di privati cittadini. Attualmente abbiamo un patrimonio di oltre duemila volumi, ma siamo in attesa che ne arrivino molti altri. Colgo l’occasione per ringraziare il titolare della casa editrice Panda Edizioni, il Dott. Andrea Tralli che ha fatto un’importante donazione di volumi alla biblioteca.
Nella convenzione che abbiamo fatto con l’Amministrazione Comunale, abbiamo anche l’utilizzo della navata principale per dare vita a manifestazioni culturali ed artistiche, oltre a convegni collegati a degli interessi della comunità. Posso dire che siamo in una fase di condivisione ed elaborazione di idee e progetti, una cosa bellissima quando c’è la partecipazione di tante persone con un solo obiettivo, il bene comune e la salvaguardia delle espressioni artistiche del nostro passato, rappresentate sotto qualsiasi forma, siano esse dedicate alla pittura, alla musica o alle parole, l’importante che arrivino al nostro cuore ravvivando quei sentimenti che in alcuni momenti della nostra vita, abbiamo messo da parte considerandoli debolezze dell’animo umano.
Un elemento interessante e che non abbiamo previsto nel nostro progetto, è la richiesta da parte di studenti, di avere degli spazi per studiare. Infatti, le abitazioni di molti studenti, non hanno caratteristiche idonee allo studio, magari per le dimensioni dell’appartamento o la presenza nella casa di bambini piccoli che creano difficoltà alla concentrazione necessaria allo studio. Queste necessità ci porteranno sicuramente a valutare la possibilità di creare degli spazzi per loro, confortevoli e silenziosi dove possano affrontare la loro preparazione in un ambiente sereno, piacevole e stimolante”.

Chi oltre lei, Giampaolo, sono i promotori di questa bella iniziativa che coinvolgerà l’intera cittadinanza?
Mi dica
i lori nomi, i loro ruoli e le loro professioni?
“Indicare nomi e professioni delle persone che si sono attivate in questa speciale iniziativa sarebbe poco simpatico e fuorviante, perché la bellezza di questo progetto è nata spontaneamente dalla necessità e l’impegno di gente comune, gente semplice senza alcuna velleità di affibbiarsi l’onore e la gloria per averlo realizzato, ma solo dalla voglia di cultura, sapere e conoscenza. Perciò nel rispetto di tutte quelle persone che con la loro passione, conoscenza e disponibilità, hanno permesso la sua realizzazione, ritengo che sia giusto citare, a rappresentanza di tutti, il presidente dell’Associazione Culturale LiberaMentePalù, il signor Aldo Maestrello, imprenditore e già sindaco per due mandati del Comune di Palù, a simboleggiare tutte quelle persone che si sono prodigate nella realizzazione del progetto. A lui va sicuramente un particolare ringraziamento per la capacità di mediazione con l’Amministrazione Comunale, con la quale non è stata sempre semplice la collaborazione
“.

A volte anche se i progetti sono culturalmente elevati e degni non riescono ad andare in porto poiché la burocrazia rallenta la voglia di fare, non è così?

“Sono perfettamente d’accordo con lei, il confronto ed il dialogo con l’amministrazione pubblica quando si tratta di cultura, è sempre molto complicato, nonostante manifestino interesse ed apprezzamento davanti alla comunità e ai media, poi nella realtà diventano sfuggenti, a volte addirittura imbarazzanti, nelle scuse che esternano per rimandare ogni decisione. Faccio solo un piccolo esempio, il nostro progetto è stato rimandato per mesi, adducendo la scusa che volevano che la biblioteca da noi proposta, fosse inserita nella rete provinciale delle Biblioteche Pubbliche Comunali. Ho spiegato più volte che era una bellissima idea quella di inserirla nel circuito provinciale, ma prima di tutto bisogna avere una biblioteca, con un patrimonio librario da mettere a disposizione degli utenti dell’intera provincia. Mi sembra abbastanza ovvio che prima di entrare nel circuito delle biblioteche, bisogna prima di tutto avere una biblioteca, alla fine, dopo mesi di contrasti, lo hanno compreso. Sono convinto che i progetti culturali, non rientrino fra le priorità della politica nazionale e tanto meno locale, considerandolo un investimento senza alcun ritorno economico, considerandolo alla stregua di un inutile capriccio di qualche piccolo intellettuale. Infatti, la svolta che ha dato una accelerazione al compimento del nostro progetto, era stata l’imminente consultazione elettorale, pertanto, in Campagna Elettorale dovevano presentare la loro opportunistica facciata di vicinanza alle necessità della comunità, in questa particolare caso la biblioteca comunale. Anche in questo caso la loro maschera si è presto dissolta come neve al sole, infatti, la loro finalità era quella di inaugurare la Biblioteca Comunale prima della consultazione elettorale, senza sapere quanto lavoro necessiti l’allestimento, la catalogazione dei volumi e l’organizzazione funzionale dell’attività, tempi che non hanno permesso la sua inaugurazione prima delle elezioni. Le consultazioni hanno determinato un cambio di amministrazione all’interno del Comune, ora speriamo che con la nuova compagine si possa trovare una maggiore sinergia per completare il progetto, sia per quanto riguarda la biblioteca, sia per altre iniziative nella splendida cornice del Centro Culturale“.

Lei Giampaolo è anche uno scrittore di successo; vuole ricordare ai lettori del GLOBUSMAGAZINE quanti libri ha scritto e come si intitolano?
Come lei sa io ho iniziato la mia carriera di scrittore in età avanzata, dopo aver avuto una vita professionale molto impegnativa che mi ha portato a viaggiare tantissimo, sia in Italia che all’estero. Terminata la mia attività lavorativa, ho scritto per alcuni settimanali con articoli d’analisi su fatti di cronaca e con una speciale rubrica di satira. Devo dire che la satira mi ha dato molte soddisfazioni ed un piacere sconosciuto sino all’ora nello scrivere. Nel 2015 mi hanno pubblicato il mio romanzo d’esordio intitolato “La città dei Sornioni”, un noir sullo sfondo della guerra dei Balcani, con intrighi internazionali legati al traffico d’armi, droga e servizi segreti deviati. Nel giugno del 2018 usciva un secondo libro intitolato “Il taccuino dell’investigatore”. A seguito, nel novembre dello stesso anno (2018) è uscito un terzo romanzo noir intitolato “La trappola dei Balcani” con sottotitolo “La vendetta della giustizia”. A fine anno o nei primi mesi del 2021 uscirà il mio ultimo lavoro, ma di cui non voglio anticipare nulla in perfetto accordo con il mio editore. Se posso permettermi in questa speciale intervista, di ringraziare i miei lettori, che mi hanno manifestato grandi apprezzamenti nella mia breve e nuova attività di scrittore. Ritengo che la più grande soddisfazione per uno scrittore, sia quando i lettori chiedono notizie sui personaggi dei tuoi libri, ricordandosi i nomi e le situazioni narrate, facendo diventare loro i protagonisti del romanzo non l’autore del testo. Lo scrittore dove trovare il suo massimo appagamento per l’opera che ha scritto, per l’empatia che è riuscito a creare fra i protagonisti della storia rappresentata ed i lettori. Poi, mi sembra giusto dire che dietro un buon libro c’è, si la bravura dell’autore ed il contenuto della storia raccontata, ma anche tutto lo staff della casa editrice e nel mio caso si tratta di Panda Edizioni di Andrea Tralli e di tutta la sua eccezionale squadra“.
Potrebbe elencare, per  gli amici che ancora non hanno visitato la sua bella Verona, tre  cose da vedere assolutamente?
Indicare tre cose da vedere assolutamente a Verona, è molto riduttivo per la Città storica in cui vivo, perché è un concentrato di opere d’arte a cielo aperto, inserito nell’ansa del fiume Adige che attraversa la Città. Comunque, cercherò di essere obiettivo, trascurando le mie simpatie e il mio amore per certe piazzette da un aspetto incantato e dal sapore dei tempi passati. Io direi che il passaggio obbligato per chi arriva la prima volta in questa città, è sicuramente piazza Bra, considerata in passato il salotto buono della città e dove si erge l’imponente Arena. Palcoscenico dove vengono ospitate opere liriche e concerti all’aperto. Io consiglierei a chi ha la possibilità, di assistere almeno ad un’opera lirica, perché si troveranno immersi in un’atmosfera d’altri tempi, scoprendo emozioni che forse erano assopite nel fondo del cuore. Visto che siamo in tema di opere, io direi di fare un salto a visitare la casa di Giulietta ed ammirare il suo balcone, in un edificio del XIII secolo situato nel centro storico. Verona è il teatro dove si è consumata la tragica vicenda amorosa di Romeo e Giulietta, resa immortale dalla penna di William Shakespeare. Altra visita da fare assolutamente è la chiesa di San Zeno, costruita nell’XI° secolo, uno dei più grandi esempi dell’architettura romanica in Italia. Per concludere, una visita in Piazza Dante e le attigue Piazza della Signoria e Piazza delle Erbe, dove svetta la torre dei Lamberti, dalla cui sommità si potrà ammirare Verona a 360° gradi. Nelle vicinanze ci sono le Arche Scaligere, Il Duomo e la splendida chiesa di Sant’Anastasio. Insomma, Verona è come tutte le grandi città d’arte, per vistarla e ammirala bisognerebbe fermarsi qualche giorno, perché ogni angolo, ogni vicolo e ogni spicchio di cielo ci rapisce e riempie il cuore della nostalgia d’altri tempi“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *