Il nuovo libro di Micalizzi “Le chiamavano Colonne Sonore – Golden 70’s”

Prima uscita ufficiale per  il nuovo libro di Franco Micalizzi “Le chiamavano Colonne Sonore – Golden 70’s”, pubblicato da poco da Viola editrice, ad accogliere l’evento nell’Urbe, il Centro Culturale in Via Boncompagni n° 22 (RO) , sabato 14 ottobre 2017 ore 18.00

Locandina

Si parlerà di un’opera che racconta oltre cinquant’anni del Re della Pulp Music, che lo ha visto protagonista dalle tournée con i grandi del momento in voga negli anni Sessanta, alle grandi colonne sonore di film diventati dei Cult nel panorama cinematografico internazionale.Le chiamavano Colonne Sonore – Golden 70’s” non risparmia neanche il Franco Micalizzi “uomo” oltre che musicista, e spazia dai momenti più intimi legati alla sua famiglia, a quelli più goliardici; dagli incontri con i grandi del mondo della musica a quelli del mondo dello spettacolo.

Innovatore, eclettico, vivace, fuori dai canoni, un poeta musicale… e se n’è accorto anche Quentin Tarantino che ha  utilizzato suoi temi in vari film da lui diretti come “Grindhouse A prova di Morte ” e “Django Unchained”; un Artista a tutto tondo che si esprime con le note musicali, con le parole, con i modi raffinati degni di un animo sensibile che riesce a trasmettere le sue sensazioni sul pentagramma come tra le righe di questa opera.

Franco Micalizzi dichiara, alla vigilia della prima presentazione al pubblico del suo libro: “Confesso di essere stato molto fortunato, perché con la Musica ho fatto il lavoro che più amavo, e non ho ancora finito. Questo libro rappresenta le tante esperienze e le infinite emozioni che la vita mi ha regalato. Vi aspetto numerosi, per un incontro che parlerà della mia vita, ma anche di un’epoca che oggi, probabilmente, non esiste più. Una volta le chiamavano colonne sonore, ed erano fondamentali per il successo dei film. Oggi non si sa più come chiamarle, ed ho voluto scrivere la mia testimonianza  per sottolineare che è importante ricordare il valore del passato, perché senza memoria il futuro  è precluso”.

Ad introdurre l’incontro, Lisa Bernardini come presidente dell’associazione culturale Occhio dell’Arte; a gestire la presentazione del volume al pubblico, invece, Simone Ceccano della Viola Editrice. Una novità dell’opera, che di fatto ne fa anche un libro “musicale”, è data dalla prima pagina: è stato inserito infatti un QC code che permette di ascoltare, grazie a questa applicazione tecnologica che tutti i telefoni di nuova generazione possono installare, l’intramontabile tema di “Lo chiamavano Trinità”, cult assoluto nel panorama internazionale delle sette note. La prefazione del volume porta la firma di un amico di sempre, il noto sceneggiatore e oramai anche scrittore di successo Marco Tullio Barboni. 

Così Barboni tratteggia il Micalizzi uomo e professionista: “Avessi dovuto decidere il titolo di questo libro sarebbe stato “Storia di un uomo entusiasta”. Bertrand Russel diceva che “l’ entusiasmo è per la vita quello che la fame è per il cibo”, ebbene credo che il nostro protagonista sia la conferma vivente di questa affermazione. Se ad un’ età che per molti coincide con quella dei nipotini accompagnati al parco, Franco raccoglie e dirige i migliori rapper in circolazione facendoli esibire sulle note delle sue musiche in uno scatenato concerto sold out, questo può essere reso possibile solo da un formidabile entusiasmo, da una voglia inesausta di sperimentare, da un sapersi porre sempre in accoglienza e mai in chiusura. Frequentando Franco ho scoperto un uomo così tenero da commuoversi per un profumo che gli ricorda l’infanzia e così risoluto da liquidare senza complimenti il presunto divo che pretende di imporgli le sue scelte; sempre disposto a mettersi in gioco e mai rassegnato davanti alle avversità; un acerrimo nemico del “fare tanto per fare” e uno strenuo sostenitore delle buone cause (…).  Franco Micalizzi si racconta e ci racconta mezzo secolo della sua musica. Impossibile e sbagliato decidere dove finisce l’uomo e comincia l’artista perché l’uno non potrebbe esistere senza l’altro. Molto più utile ed istruttivo cercare di cogliere gli ingredienti che hanno consentito alla sua vita di essere tanto intensa e gratificante perché sono gli stessi in grado di produrre benefici effetti su chiunque ne faccia uso”.

Conclude, il Barboni:E probabilmente alla fine di questo libro sarete d’accordo con chi affermava che “invecchiare non è niente se ne frattempo si è rimasti giovani”. 

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