Intervista all’artista Maurizio Rocchi

Maurizio Rocchi, artista di Pesaro: simpatia, talento, bravura, classe. Con l’avvento del digitale è cambiato tutto. Non vi è arte nel digitale!

“Ho anche nuove idee per una scultura…”. Così esordisce al cellulare il maestro Maurizio Rocchi, estroversa figura del panorama artistico contemporaneo. Le sue opere sono molto valutate e lui invece resta semplice e modesto. La sua carriera artistica inizia molto presto. Potrete ammirare le sue opere e resterete a bocca aperta nell’immaginare quanto talento ci vuole per realizzare una pittura così bella artisticamente perfetta in ogni sua parte.

Come inserisce la sua idea primordiale nel contesto che potrebbe sembrare riduttivo di uno spazio limitato che si chiama tela?

“Su tutti i quadri il tipo di pittura è di getto; ovvero senza disegno preparatorio. L’unica traccia a matita è la firma   all’interno dell’opera e tutto il nero che compare nel dipinto è ricavato dal fondo”

Ad un occhio attento e preparato non sfugge il fatto che il colore è steso su supporti?

“Sì, come lei dice, il colore ad olio steso su i supporti, cartone murillo o tela  di lino, non si essicca in modo uniforme, ma lascia delle macchie lucide e opache antiestetiche, da qui la tecnica d’impasto a olio opaco ( di mia sperimentazione)!”

La Pop art è un movimento artistico nato nel Regno Unito e negli Stati Uniti tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60. Questo movimento è espressione della società e dell'immaginario collettivo, ed è un'arte rivolta alla massa e non al singolo individuo. Che rapporto hai con quest’arte e in che contesto sono inserite le tue opere che hanno avuto  molti riconoscimenti e sono valutate tanto?

Qui di seguito ti dico cosa penso della POP ART… è un movimento artistico che mi ha sempre affascinato e con cui mi sono trovato in linea per il senso di contemporaneità e il cogliere l’aspetto moderno. Della POP ho amato i colori forti e materici, quel cromatismo che anche io pongo nei miei quadri… Non mi sono sentito né un emulatore né un innovatore rispetto alla POP, ma un naturale e spontanea condivisione d’idee”.

Lei, maestro, in passato ha usato molto l’aerografo  che  è uno strumento che viene utilizzato per spruzzare vernici di vario tipo nebulizzandole tramite aria compressa. Noti sono i suoi lavori eseguiti circa 40 anni fa e per noi un grande piacere potere intervistare un grande come lei che ha portato tanta bellezza nell’arte. So che lei Maurizio non vuole parlare dei suoi lavori che risalgono a tempo fa?

“Quello che mi chiedi fa parte del curriculum; si tratta di lavori eseguiti circa quaranta anni fa. Oggi è cambiato tutto. Con l’avvento del digitale!! Le aziende, quelle poche ancora aperte, non producono più certi colori per le stoffe e l’aerografo è stato soppiantato da immagini computerizzate, così come le immagini disegnate a mano su fogli trasparenti di acetato per il cartone animato o i fogli di plastica termoretraibili, tutti materiali introvabili già da molti anni”

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