Prima edizione del Premio “Giorno della Memoria”

Elaborati degli studenti universitari di Catania, storie e memorie per commemorare e ricordare la Shoah nell’Aula Magna del Rettorato

 “E così arriverò qui, oggi ieri e domani, davanti alla foto dei suonatori: un’orchestra che guida la processione infinita di quelli che camminano nella Valle dell’Ombra della Morte”

Moshé Liba, Il violinista di Auschwitz (1944)

 

In ricordo dello sterminio e delle persecuzioni degli ebrei e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, all’università di Catania, nell’aula magna del Siculorum Gymnasium affollata di studenti, sono stati proclamati i vincitori del Premio “Giorno della Memoria”, promosso dall’Ufficio Stampa dell’Ersu di Catania e dall’Università degli Studi sul tema della Shoah. Hanno aperto la manifestazione i saluti del Presidente dell’Ersu prof. Alessandro Cappellani, del direttore dell’Ufficio Stampa, Giampiero Panvini, del consigliere dell’Ambasciata di Israele Livia Link, che hanno sottolineato l’importanza del diritto allo studio, dell’impegno civile e della solidarietà, volani tutti portati avanti con grande impegno dall’Ersu, e insieme dell’entusiasmo e della generosa partecipazione degli studenti 

Al concorso hanno aderito oltre centotrenta studenti i cui lavori sono stati selezionati da una Giuria presieduta da Sarah Zappulla Muscarà, ordinaria di Letteratura Italiana, e composta dal regista Giovanni Anfuso e dal vice caporedattore de “La Sicilia” Antonello Piraneo. Il premio è stato assegnato ex aequo a Fiammetta Petralia e Francesco Boccafoschi. Quarto anno di Giurisprudenza, la studentessa Petralia è stata apprezzata per aver scelto l’idea di una intervista impossibile a un comandante delle Forze Armate del Terzo Reich, chiaro riferimento a Erich Priebke morto centenario nel 2013. Boccafoschi ha puntato invece sul dolore e la sofferenza delle giovani vittime della terribile tragedia.

L’altro vincitore del Premio è stato Salvo Ricceri, che ha realizzato un cortometraggio dal titolo “Pochi grammi di carne cruda”in cui attraverso immagini ora di repertorio ora originali si narra la storia di una coppia in una drammatica cena-confessione dove emergono scomode verità che svelano le atrocità e le crudeltà di un cannibalismo tra esseri umani che troppo spesso si continua a perpetrare ancora oggi in diverse parti del mondo.

Gli attori Agostino Zumbo e Luana Toscano hanno letto con notevole sensibilità e pathos gli elaborati dei premiati e brani tratti da opere fortemente significative che affrontano con stile e forme differenti il tema dell’Olocausto: Stefano Pirandello (dalla tragedia “Sacrilegio massimo”), figlio primogenito di Luigi, sino ad oggi obliato,  soltanto di recente edito dalla Bompiani, a cura di Sarah e Enzo Zappulla  (“Tutto il teatro” e “Timor sacro”); Salvatore Incorpora (dall’autobiografia “Quell’andare”), singolare, coinvolgente scultore, pittore, scrittore il cui realismo si sposa con toni di forte espressionismo, deportato durante il secondo conflitto mondiale, che narra gli orrori dei luoghi dello sterminio in uno struggente diario; Simona Lo Iacono ( dal romanzo “Effatà”),  raffinata scrittrice-magistrato che ha illustrato la trama e le origini della sua ispirazione letteraria. L’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano ha generosamente donato importanti pubblicazioni, e il presidente Enzo Zappulla, ha precisato “Va riconosciuto al Presidente dell’Ersu, prof. Alessandro Cappellani, il merito, promuovendo prestigiose iniziative culturali, di aver fortemente coinvolti i giovani studenti stimolando la loro creatività, la loro fantasia, incitandoli a sperimentarsi, a confrontarsi. La loro risposta è stata entusiasmante e conferma che è questa la strada giusta, che bisogna aver fiducia nei giovani, puntando sulla cultura per promuovere crescita sociale, morale, turistica e quindi anche economica, venendo così incontro alle esigenze delle nuove generazioni”.

Fra le numerose autorità civili, militari, religiose presenti alla manifestazione, elegantemente curata da Michela Giuffrida, il Prefetto Maria Guia Federico, il vice-prefetto vicario Annamaria Polimeni, il Sovrintendente ai Beni culturali Fulvia Caffo, Mons. Gaetano Zito, l’Assessore ai Saperi e alla Bellezza condivisa Orazio Licandro.

La prof. Sarah Zappulla Muscarà ha colto con saggezza i punti focali della violenza nazista, inviando un messaggio civico al numeroso pubblico: “Arduo il compito della giuria, scegliere fra oltre 130 elaborati tutti di alto livello e frutto di ricerche, di riflessioni, di imperativi a non dimenticare una così immane tragedia piuttosto trarre da una forte lezione etica per il presente. Non si può prescindere infatti dalla memoria su cui edificare con consapevolezza il nostro futuro. Le letture dalle opere di Stefano Pirandello, Salvatore Incorpora e Simona Lo Iacono infatti s’accampano come condanna di ogni forma di violenza, di esercizio del potere dell’uomo  su un altro uomo, di antisemitismo, piuttosto è necessario costruire sull’amore reciproco, sulla pacifica convivenza, sull’altruismo senza limiti di religione, di razza, di confini geografici”. Storia e memoria sono risorse fondamentali per l’umanità, permettono di utilizzare il passato per capire il presente. La memoria è l’esperienza del vissuto, porta il passato nel presente, impedisce l’oblio.

Scrisse Salvatore Quasimodo: “Da quell’inferno aperto da una scritta bianca: ‘Il lavoro vi renderà liberi’ uscì continuo il fumo”.
In quel fumo era stata trasformata l’esistenza di una moltitudine di donne, uomini, bambini.

Una lezione del passato per riflettere sulle contraddizioni e sulle speranze del nostro tempo, evitando la retorica commemorativa della “celebrazione” che produce semplificazione e banalizzazione del male. Nel complesso sistema concentrazionario dei campi lo sterminio era diventato industria, azione pianificata in tutti i suoi atroci elementi: l’architettura, il lessico, la simbologia visuale dei triangoli colorati, l’assegnazione di un numero che annullava l’essere umano costituendo una nuova identità; “la soluzione finale della questione ebraica” e di tutti gli altri che il nazismo considerava “inferiori” in nome dell’arianesimo.

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