L’isola dei cani di Wes Anderson conquista il Festival di Berlino

Il cinema di animazione apre la 68esima edizione del Festival di Berlino con Isle of Dogs – L’isola dei cani, diretto dal texano Wes Anderson che torna alla stop motion dopo Fantastic Mr. Fox.

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Dopo una pausa di quattro anni, il regista americano Wes Anderson è di nuovo sul grande schermo. Ma se l’ultima volta aveva conquistato tutti con Grand Budapest Hotel, per il suo nuovo film Anderson torna a sperimentare con lo stop-motion, come aveva fatto in Fantastic Mr. Fox. Questa volta niente volpi, ma cani: il film infatti si chiama L’isola dei cani e racconta le avventure di alcuni cani giapponesi, in un futuro distopico non troppo lontano e, uscirà nelle sale americane il prossimo 23 marzo, mentre in Italia arriverà il 17 maggio.

Con Fantastic Mr. Fox, Wes Anderson aveva già dato prova di saper sfruttare al massimo le potenzialità dello stop-motion, nonostante fosse alla sua prima esperienza con questa tecnica. Il film è stato infatti nominato agli Oscar del 2009 come Miglior film d’animazione, vincendo invece il premio nella stessa categoria al New York Film Critics Circle Awards e ai Satellite Awards. Chissà se con L’isola dei cani il regista riuscirà a convincere nuovamente il pubblico: le premesse per il successo ci sono tutte.

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L’isola dei cani ci trasporta in un futuro distopico, dove i cani di un’immaginaria città giapponese chiamata Megasaki, sono stati banditi e esiliati su una isola-discarica. Il malvagio sindaco Kobayashi ritiene infatti che gli animali siano responsabili della diffusione della strana influenza canina che ha colpito i suoi concittadini. Ma il giovane Atari Kobayashi non è pronto a dire addio al suo fidato cagnolino Spots. Il dodicenne parte così alla ricerca del suo amico, cercando di raggiungere l’isola in aereo. Precipitato sull’isola, Atari dovrà affidarsi all’aiuto degli altri cani per ritrovare il suo amato Spots.

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Il giovane protagonista e il perfido sindaco hanno quindi lo stesso cognome: potrebbero essere parenti? Anderson non ha ancora smentito né confermato questa possibilità, ma tutti noi sappiamo che il regista si è spesso concentrato sulle dinamiche del rapporto tra padre e figlio. Non ci resta quindi che attendere per scoprire se anche questa volta sarà così.

L’ispirazione per L’isola dei cani è nata da una combinazione di elementi piuttosto diversi. Primo tra tutti ad aver ispirato Anderson, è stato il lavoro del regista giapponese Akira Kurosawa. Tuttavia, come lui stesso ha dichiarato, tra le più grande fonti d’ispirazione per il suo nuovo lavoro ci sono sicuramente gli speciali di Natale prodotti dalla Ranking/Bass, trasmessi ogni anno dalle tv americane. Anderson durante un’intervista, ha infatti ammesso che è proprio guardando film d’animazione come Rudolph the Red-Nosed Reindeer che si è convinto ad iniziare L’isola dei cani.

Al contrario dell’ultimo film di Anderson in stop-motion, L’isola dei cani sarà vietato ai minori di tredici anni. La Motion Picture Association of America ha infatti dichiarato che il film non è adatto ai più piccoli, data la presenza di immagini violente e tematiche troppo spigolose.

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Per il suo secondo film in stop-motion, Anderson si è affidato ad un cast d’eccezione, composto soprattutto da sue vecchie conoscenze. Tra i doppiatori spiccano infatti i nomi di Edward Norton, Bill Murray, Tilda Swinton, Jeff Goldblum, Frances McDormand,Bob Balaban e F. Murray Abraham. A loro si aggiungono poi nuovi attori, alla loro prima collaborazione con il regista: il piccolo Atari avrà la voce di Koyu Rankin, mentre  Greta Gerwing interpreterà la ragazza di cui si il giovane si innamorerà. Nel cast troveremo poi Byran Cranston, Ken Watanabe, Liev Schreiber e Scarlett Johansson.

Anche per il cast tecnico, Anderson ha chiamato esperti di tutto rispetto. Per la colonna sonora infatti, il regista ha scelto un suo vecchio collaboratore, il compositore francese Alexandre Desplat. I due hanno già lavorato insieme per Fantastic Mr. Fox, Moonrise Kingdom e Grand Budapest Hotel e, proprio grazie ai film del regista, Desplat è stato nominato due volte ai premi Oscar, vincendone uno nel 2015. Quest’anno il compositore è di nuovo in corsa per la Migliore colonna sonora per La forma dell’acqua di Guillermo del Toro.

Progettando il suo nuovo film, Anderson non ha lasciato proprio nessun dettaglio al caso. Il regista ha infatti chiamato il direttore della fotografia Tristan Oliver, esperto conoscitore dello stop-motion, con il quale ha già collaborato per Fantastic Mr. Fox. Oliver ha poi lavorato a film come Galline in fuga, Wallace e Gromit: la maledizione del coniglio mannaro (con il quale ha vinto l’Oscar per il Miglior film d’animazione) ma anche ParaNorman e Loving Vincent, in corsa ai prossimi Oscar.

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Anche per la sceneggiatura Anderson ha deciso di collaborare con dei suoi vecchi amici. Nonostante infatti risulti come unico sceneggiatore accreditato del film, il regista ha concepito la storia fin dall’inizio con l’aiuto di Roman Coppola, Jason Schwartzman e Kunichi Nomura. Coppola aveva già collaborato con il regista in Moonrise Kingdom, guadagnandosi entrambi la nomination agli Oscar per la Miglior sceneggiatura originale. Con Schwartzman invece, Anderson aveva scritto la sceneggiatura di Il treno per il Darjeeling. Nomura infine è noto più come interprete che come sceneggiatore: l’attore ha infatti recitato in Lost in Translation e Grand Budapest Hotel, ma figura anche tra i doppiatori de L’isola dei cani.

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L’isola dei cani è stato selezionato come film d’apertura della 68ª edizione del Festival di Berlino, stabilendo così un vero e proprio record: per la prima volta nella storia della manifestazione infatti, un film d’animazione è stato scelto per aprire uno dei festival cinematografici più famosi al mondo. Anderson non è poi nuovo alla kermesse tedesca. Il regista è infatti stato premiato più volte nelle scorse edizioni con I Tenenbaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou e Grand Budapest Hotel, con il quale ha vinto l’Orso d’argento.

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L’isola dei cani è distribuito da Fox Searchlight. La casa di produzione è quest’anno in corsa agli Oscar con diversi film, come La forma dell’acqua e Tre manifesti a Ebbing, Missouri: con il film d’animazione firmato da Anderson, la Fox spera di produrre il suo primo film campione d’incassi del 2018. La compagnia sta infatti seguendo la stessa strategia che aveva messo in atto nel 2014 con Grand Budapest Hotel: anche il precedente film aveva debuttato al festival di Berlino, arrivando nei cinema a marzo e incassando cifre stratosferiche al botteghino. Nonostante l’uscita a inizio anno, Grand Budapest Hotel aveva poi vinto ben quattro premi Oscar. La Fox Searchlight spera quindi che seguendo il medesimo percorso, L’isola dei cani abbia lo stesso successo.

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