L’ISIS assolda donne occidentali, ecco il ruolo chiave delle spose della jihad

Sempre più donne occidentali svolgono una funzione-chiave nell’esercito più temuto degli ultimi tempi 

Canadesi, francesi, britanniche, australiane, tedesche e anche italiane, ecco le nazionalità delle giovani donne che inspiegabilmente entrano a far parte dell’esercito di terroristi islamici, abbracciando la dottrina fondamentalista della jiahd. Stando a quanto riportato da Il Fatto Quotidiano sono sempre di più le giovani donne occidentali che stanno dando vita a un fenomeno sociale inquietante, quello delle Muhajrah, le pellegrine occidentali che cambiano paese in nome della Guerra Santa. Giovani donne partono dai paesi occidentali per raggiungere la Siria o l’Iraq e unirsi allo Stato Islamico.

Grazie a Dounia Bouza, sociologa francese, è possibile tracciare un profilo dettagliato delle donne occidentali che vogliono entrare nella jihad. L’85% delle combattenti francesi proviene dalla classe medio-alta, il 40% ha sofferto l’isolamento sociale o l’anoressia, mentre il 98% delle ragazze si è avvicinato all’ideologia dell’ISIS attraverso internet. Un dato preoccupante che mette inevitabilmente in relazione le giovani spose della jihad con il web, diventato nelle mani dell’ISIS lo strumento ideale per adescare le giovani occidentali disposte ad abbandonare tutto in nome della Guerra Santa.

Si tratta di donne giovani, anche adolescenti, che partono per i paesi islamici senza biglietto di ritorno, spesso abbandonando le famiglie contrarie a tale decisione. Apparentemente sono ragazze che conducono una vita normale fatta di lavoro, di studio, di progetti e aspirazioni. Ragazze che non disdegnano l’operato dell’ISIS quando i media lo rendono pubblico e manifestano apertamente la loro ostilità a quegli stati che, dal loro punto di vista, non incentivano la riproduzione accettando le unioni omosessuali. In particolare sono ragazze appartenenti a famiglie benestanti, ma con problemi relazionali che sfogano sul web, altra grande arma a doppio taglio sfruttata dall’ISIS.

Alla luce di ciò viene spontaneo domandarsi in che modo le donne occidentali vengono arruolate nella jihad. Stando a quanto riportato da Il Corriere della Sera viene individuata nel matrimonio con i terroristi islamici la via per entrare a far parte dell’esercito dell’ISIS. Tuttavia il ruolo che assumono le donne attraverso questo tipo di matrimonio non è quelle di semplici schiave recluse al servizio degli uomini islamici, ma di viaggiatrici che in nome della Guerra Santa abbandonano l’Occidente. I matrimoni vengono celebrati anche via skype allo scopo di accorciare le tempistiche e permettere alle nuove reclute di entrare il prima possibile tra le schiere dell’ISIS.

Secondo il Centre for the Study of Radicalisation di Londra le donne costituiscono il 10% dei terroristi europei della jihad. Il viaggio che le aspiranti “martiri” compiono dall’Occidente verso gli Stati Islamici diventa una sorta di viaggio religioso paragonabile al viaggio che i fedeli compiono verso la Mecca che prende il nome di Hijrah. Ecco come cambia il ruolo della donna per il mondo islamico, una sorta di evoluzione-involuzione del ruolo femminile rispetto al periodo di Al Qaeda. I terroristi islamici hanno capito che per fondare uno Stato Islamico hanno bisogno della donna e di assegnarle una nuova funzione rispetto al passato. Tra gli obiettivi delle donne occidentali che entrano a far parte dell’ISIS emerge quello di dare alla luce i figli del marito destinato a diventare un “martire” di Hallah. Con l’aumento delle nascite lo Stato Islamico è in continuo divenire, per questo è fondamentale la donna. Uno stato composto solo da uomini prima o poi sarà destinato a perire.

L’ISIS ha così creato il suo esercito di donne occidentali come la brigata femminile di Al Khansa, responsabile dell’applicazione della Sharia. A Raqqa è stato creato un vero e proprio programma per istruire le donne della jihad. Secondo il rapporto di Site, l’agenzia USA che monitora il jihadismo sul web, sono stati individuati diversi gruppi terroristici che accolgono le donne attraverso il web. Internet diventa il luogo perfetto per la radicalizzazione femminile poiché contribuisce a creare una cultura paritaria e al tempo stesso diventa lo strumento che rompe il filo della comunicazione familiare.

Un vero e proprio allarme sociale in corso, prima il web, poi le donne occidentali, dove altro si insidierà l’ISIS?

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