Ai Benedettini la Misa Criolla di Ramirez con il coro del “Bellini” diretto da Petrozziello

Martedì 9 luglio alle 21, nel cortile del Monastero dei Benedettini, il Coro del Teatro Massimo Vincenzo Bellini, diretto dal maestro Luigi Petrozziello si esibirà nella “Misa Criolla”, splendida sintesi tra musica sacra, popolare e folklorica, scritta dal compositore argentino Ariel Ramirez, uno dei pochi, rari, entusiasmanti capolavori della musica latino-americana degli anni Sessanta del Novecento

coro TMB

Martedì 9 luglio alle 21, nel cortile del Monastero dei Benedettini, il Coro del Teatro Massimo Vincenzo Bellini, diretto dal maestro Luigi Petrozziello si esibirà nella “Misa Criolla”, splendida sintesi tra musica sacra, popolare e folklorica, scritta dal compositore argentino Ariel Ramirez, uno dei pochi, rari, entusiasmanti capolavori della musica latino-americana degli anni Sessanta del Novecento.

L’appuntamento – organizzato in collaborazione con il Teatro Massimo Bellini – è inserito nel calendario di eventi “Porte aperte Unict 2019 – L’Università nella città” che fino al 2 agosto propone concerti, proiezioni, spettacoli teatrali e incontri negli edifici storici dell’Università di Catania.

Composta nel 1963 per un ampio organico, appositamente immaginato per l’occasione, la Misa Criolla per due solisti, coro misto, percussioni, tastiera e strumenti andini, venne composta da Ramírez, compositore di solida formazione accademica al Conservatorio di Santa Fe, in risposta alle sollecitazioni di Atahualpa Yupanqui, celebre cantante folk argentino, che gli aveva suggerito di approfondire la musica dei gaúcho e dei creoli delle montagne andine. Da qui l’idea di un componimento che fonde l’ordinario della messa cattolica, intonato in spagnolo, con elementi del folklore andino, a livello a livello ritmico (la vidala e la baguala, utilizzati nel Kyrie, la chacarera trunta, per il Credo, e la cochahamba per il Sanctus) e delle influenze della danza (il carnavalito su cui è impostato il Gloria), fino all’Agnus Dei, che conclude il breve componimento nello stile delle musiche della Pampa argentina. Dedicata a due suore tedesche, Elisabeth e Regina Brückner, che avevano aiutato i prigionieri di un campo di concentramento, la Misa venne personalmente offerta dall’autore a Paolo VI nel 1964.

La nuova esecuzione, promossa dal Bellini, schiera come protagonista la compagine corale dell’Ente, che sarà per l’occasione diretta da Petrozziello. La locandina è completata dal tenore Antonio Alecci, dal pianista Gaetano Costa, dai chitarristi Giuseppe Raiti e Francesco Schifano, dai percussionisti Giovanni Caruso, Enrico Caruso, Pierpaolo Longo: tutti impegnati in una composizione crossover, che associa parole spagnole e musiche andine per volgere lo sguardo verso l’alto e inviare un messaggio di speranza “en las Alturas”.

I biglietti possono essere acquistati presso il botteghino presente in loco: intero 10 euro, ridotto personale universitario 7 euro, ridotto studenti 5 euro.

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