Venticinque anni dalla Strage di via D’Amelio

Paolo Borsellino e gli uomini della scorta furono uccisi dalla Mafia in 19 luglio 1992 in via D'Amelio. Manifestazioni e ricordi in tutta Italia

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Esattamente il 19 luglio del 1992, nel pomeriggio, il filo delle vite di Paolo Borsellino e gli uomini della scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Limuli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina veniva tagliato in maniera netta e precisa, quasi come un colpo di bisturi dall'esplosione di una Fiat 126 imbottita da una miscela detonante e parcheggiata dalla mafia sotto casa della madre del magistrato, in via Mariano D'Amelio 21.

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Sono passati esattamente 25 anni da quel giorno e, ricordiamo che circa 60 giorni prima era stato ucciso l'amico e collega Giovanni Falcone insieme alla moglie e tre agenti di scorta. 

Molte le manifestazioni in tutta Italia per ricordare un uomo, ligio al suo dovere, definito da molti come un eroe civile, per questo motivo ucciso barbaramente.

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, oggi lo ha ricordato con un post su Facebook che recita così: " Di Paolo Borsellino ricordo il sorriso. Solare, simpatico, sempre pronto a farti uno scherzo: quante risate ci ha fatto fare quando rubava le paperelle che Giovanni custodiva gelosamente sulla sua scrivania per chiedergli poi il riscatto.... Professionalmente aveva un eccezionale talento, una passione viscerale e una ineguagliabile capacità di superare fatica e delusioni. Sapeva sempre dare il giusto consiglio ai colleghi più giovani: me ne ha dati tanti, preziosissimi, quando iniziai a studiare le carte del maxiprocesso. Il 19 luglio è un giorno che racchiude in sé dolore, emozione e pensieri, ricordi, bilanci e promesse che trovano spazio all’ombra dell’ulivo piantato nel luogo in cui un tremendo boato trascinò con sé la vita di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Il dolore e lo sconforto confondono e ridisegnano la nozione che abbiamo del tempo: ecco come venticinque anni – o cinquantasette giorni - sembrano interminabili e, al tempo stesso, volati via in un secondo. La quiete di una domenica qualunque d’estate si trasformò, in un istante, in una ferita che non potremo mai sanare. Non abbiamo dimenticato nulla di quella domenica palermitana, né della vita e dell’esempio degli uomini e delle donne vittime della furia omicida della mafia. Borsellino ha saputo, con la fermezza e la dedizione di un uomo innamorato del suo Paese, dare a tutti noi una grande lezione di coerenza e di senso del dovere. Il suo esempio è sopravvissuto all’esplosivo di Via D’Amelio, al tempo, alle calunnie, ai pezzi di verità mancanti: vive e si rafforza nei gesti di chi, ogni giorno, si impegna per la legalità e la giustizia; nella voce di quanti non rimangono più in silenzio; nel coraggio che serve per rifiutare compromessi e scorciatoie indebite; nella certezza che non cederemo mai fino a quando, e succederà, la mafia avrà una fine."

Senzanome

Stasera su Rai 1 andrà in onda il docufilm 'Paolo Borsellino-Adesso tocca a Me'. Cesare Bocci presta il volto al magistrato ucciso.  Il film è un mix di fiction con la ricostruzione della vita del magistrato e di testimonianze, di interviste, e di filmati dell'epoca. Filo conduttore del racconto saranno i ricordi di Antonio Vullo, l'unico agente della scorta sopravvissuto alla strage, che con la sua voce narrante offrirà uno sguardo privilegiato a tutta la vicenda. Con il soggetto e la sceneggiatura di Sandrone Dazieri, nel film tv insieme a Cesare Bocci, Giulio Corso, Ninni Bruschetta, Anna Ammirati. La regia è di Francesco Miccichè. Una coproduzione Rai Fiction e Aurora tv. Io, all'epoca, avevo solo 22 anni, spensierata ero al mare. Quando, nel tardo pomeriggio salii dalla spiaggia e accesi come d'abitudine la tv rimasi sconvolta, ancora oggi ricordo perfettamente quelle immagini, quella polvere e quel dolore che pareva bucare lo schermo... Non bisogna dimenticare!