Il nuovo mercato del lavoro è colpito da continue trasformazioni e in questo scenario molte organizzazioni faticano ad orientarsi, mantenendo in essere strategie di assunzione fuori dal tempo che mal si adattano alle dinamiche dei Millenials e della Generazione Z. Come venirne a capo?
Coinvolgere una società di Agile Head Hunting per le proprie ricerche permette non solo di avere un supporto nelle attività di ricerca e selezione, ma anche di approcciarsi ad una nuova metodologia di lavoro e di avere uno sguardo privilegiato sul mercato, iniziando a cavalcare i cambiamenti che lo interessano e adattando di conseguenza la propria strategia di talent acquisition. Ma perché scegliere l’Agile?
Iniziamo dalla teoria. La metodologia Agile nasce nel 2001 in America, quando un gruppo di progettisti e ingegneri del software si è riunito per venire a capo di un problema comune: trovare la migliore strategia per realizzare prodotti capaci di sfruttare al massimo le potenzialità di internet e i vantaggi del contatto diretto con il cliente finale. In quella riunione sono stati validati alcuni principi, diventati poi il fulcro del manifesto Agile, vediamoli brevemente:
- La priorità è soddisfare il cliente
- Accogliere i cambiamenti
- Consegnare software funzionanti con frequenze regolari
- Collaborazione tra committenti e sviluppatori
- Fondare i progetti su individui motivati
- La conversazione faccia a faccia è il modo più efficace per comunicare
- Promozione di uno sviluppo sostenibile
- La semplicità è essenziale
- I team si auto-organizzano
- A intervalli regolari il team si incontra per confrontarsi sul progetto
In sintesi possiamo dire che l’Agile è un mindset, un approccio al lavoro in team e all’organizzazione nel suo complesso e proprio per questo motivo è applicabile anche alle dinamiche HR.
Ma quindi cosa si intende per Agile Head Hunting? La società Reverse ha abbracciato questa filosofia strutturando in quest’ottica i propri processi. Il loro servizio di head hunting finalizzato al permanent placement nasce dall’abbinamento tra tecnologia e relazioni umane che, insieme alla cultura Agile e all’approccio scientifico, diventano un vantaggio competitivo differenziante.
Analizziamo quindi le colonne portanti di questo approccio e i vantaggi che l’HR può trarne:
- Tecnologia e relazioni umane: l'head hunter utilizza la tecnologia per eliminare tutti gli aspetti ripetitivi che contemplano un margine di errore e, in questo modo, può concentrarsi sulla costruzione di una relazione con i candidati ad esempio attraverso i colloqui, attività in cui a fare la differenza sono gli aspetti umani e psicologici. Il risultato è un processo di ricerca e selezione più veloce e performante, in cui l’head hunter può completamente dedicarsi alle attività di ingaggio dei talenti e di mediazione tra le loro richieste e le necessità dell’azienda;
- Approccio scientifico: le opinioni vengono trasformate in informazioni concrete e tracciabili dando vita a banche dati che raccontano non solo l’andamento della ricerca ma anche come essa si posiziona all’interno del mercato del lavoro. In questo caso i dati raccolti possono supportare l’HR nella presa di decisioni e fornirgli strumenti utili da condividere con il suo cliente interno;
- Relazione con il cliente finale: l’head hunter costruisce una relazione sia con i candidati che con i referenti aziendali. In particolare, la relazione con l’HR si basa sulla fiducia reciproca e sul dialogo trasparente. Queste due figure collaborano fianco a fianco fin dai primi step della selezione e, grazie a meeting e momenti di condivisione frequenti, definiscono le attività da intraprendere sulla base dei dati raccolti riuscendo ad intervenire tempestivamente in caso di difficoltà.