TaoFilmFest-Ficarra e Picone, fuori controllo!

Ficarra e Picone alla kermesse di Taormina….senza peli sulla lingua… affondo sulla politica

 

Impossibile controllare Ficarra e Picone, nulla può neppure il Direttore del Taormina film Fest, Mario Sesti.  Non risparmiano nessuno, neanche i nostri politici, i due comici alla Tao Class della sessantesima edizione del festival: “Un tempo, durante le tribune politiche si parlava un linguaggio incomprensibile, oggi è la politica che fa comicità e dunque ci ruba il mestiere e questo non è giusto”, spiega Ficarra.

Tra le risate, si riesce a strappar loro una notizia: lunedì cominciano a girare un nuovo film, “Andiamo a quel paese”, girato a Rosolini, in provincia di Siracusa, diretto e interpretato dal duo stesso. La trama: due amici abbandonano la città per rifugiarsi nel loro paese natale, dove la vita è meno cara ed è più facile vivere. Ma l’impatto con la nuova realtà riserverà ai due protagonisti ben altre sorprese. Con Tiziana Lodato, Fatima Trotta, Nino Frassica e un’anziana signora che ha cento anni. La pellicola sarà in sala il 27 novembre.

“Anche se è amore non si vede” , girato a Torino, quindi, ritorno in Sicilia alla grande per i due attori: “In verità, ci sentivamo a casa nostra, perché abbiamo incontrato tanti siciliani e i torinesi sembravano essersi ambientati“, spiega  Ficarra .”Questa volta abbiamo scelto un paese sperduto, arroccato tra le montagne, con una grande piazza assolata, una chiesa. Un luogo che ci è piaciuto tanto dove stupisce che non sia mai stato girato un film”.  “Dall’ultima pellicola sono passati tre anni, non è facile inventarsi ogni volta qualcosa di nuovo, spesso ci ispiriamo a notizie che ci fanno ridere”  spiega Picone, che ha conosciuto l’amico e collega proprio qua, a Taormina. “Io ero un un turista, che godeva di un sconto fingendosi figlio di una lavoratore dei Cantieri navali di Palermo, e Ficarra“.

Location siciliane, per i due comici che girano Il 7 e l’8, a Palermo “sulla sceneggiatura erano indicate le vie dove avremmo girato, una Palermo che non è da cartolina. Del resto io ero cresciuto nei vicoli della Kalsa, lui nella zona del sacco edilizio. Dal bianco palermitano siamo poi passati con “La matassa ” al nero di Catania”.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *