R.I.P. Giorgio Albertazzi: addio all’ultimo imperatore

Con Giorgio Albertazzi perdiamo l’ultimo grande attore del Novecento, l’ultimo imperatore. Forse il più grande interprete italiano di Shakespeare l’unico attore non di lingua inglese ad essere premiato con una foto nella galleria dei grandi interpreti shakespeariani del Royal National Theatre.

albertazzi

Sul mio passaporto c’è scritto: attore. In realtà faccio anche il regista, lo sceneggiatore, il riduttore di romanzi per la televisione e ora l’autore teatrale. Alcuni amici sostengono che il mio vero mestiere è l’attore. Altri dicono che dovrei soltanto scrivere. Altri ancora che non dovrei mai più fare una regia teatrale. Chissà quali sono fra questi gli amici autentici?” L’home page del sito ufficiale di Giorgio Albertazzi descrive esattamente l’animo mutevole e instancabile di uno degli attori più grandi del nostro tempo e l’ultimo testimone del Teatro del Novecento.

Era nato a Fiesole il 20 agosto 1923, una laurea in architettura, e una partecipazione alla Repubblica di Salò. “Ho aderito alla Repubblica Sociale perché venivo fuori da una famiglia che aveva vissuto il fascismo, e per me e altri era la scoperta di una via socialista anticlericale e contro il re, e sono coscientissimo che, sia quelli che si sono schierati come me, sia quelli che hanno abbracciato un’ideologia partigiana volevano altrettanto sostenere una posizione di dignità, di morale e di fermezza, […]. L’identità che man mano m’è venuta fuori è quella di un anarchico di centro“.  Così commentò in vecchiaia la sua esperienza repubblichina.

Giorgio Albertazzi e una vita sul palcoscenico. 67 anni di teatro e di successi, rinnovandosi, evolvendosi, studiando, imparando e insegnando. 

Debuttò sul palcoscenico nel 1949 in Troilo e Cressida di Shakespeare, con la regia di Luchino Visconti al Maggio Musicale Fiorentino. Pur avendo girato una trentina di film (tra cui una pellicola di Resnais L’anno scorso a Marienbad) e avendo lavorato molto in televisione, soprattutto come interprete di sceneggiati televisivi di successo negli anni sessanta (tra cui L’idiota e Jekyll), era noto soprattutto come grande attore di teatro, spesso anche regista dei propri spettacoli.

Nel 1964, in occasione del 400º anniversario della nascita di Shakespeare, debuttò al teatro Old Vic di Londra con Amleto, diretto da Franco Zeffirelli e con protagoniste femminili Anna Proclemer e Anna Maria Guarnieri. Lo spettacolo rimase in cartellone per due mesi, e lo stesso attore venne premiato con una foto nella galleria dei grandi interpreti shakespeariani del Royal National Theatre, unico attore non di lingua inglese.

La sua ultima interpretazione è stata “Il Mercante di Venezia” e fino a qualche mese fa Giorgio Albertazzi era stato in tournèe con le Memorie di Adriano e il suo ultimo sogno sarebbe stato mettere in scena Giulietta e Romeo interpretato da due vecchi attori, con Valeria Valeri.

Da tempo “era sofferente e il suo cuore ha smesso di battere alle 9“, ha reso noto la stessa famiglia annunciando la scomparsa del “più grande attore italiano”. Vicina fino all’ultimo istante “con amore – si legge nella nota – la moglie Pia Tolomei di Lippa sposata davanti a Valter Veltroni nel 2007 nella chiesetta sconsacrata di Caracalla quando lui aveva 84 anni e lei 48″. 

Tantissime persone hanno affollato la camera ardente allestita nella sua tenuta in Maremma.

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