‘Curiosity’ ritorna da Marte…con tante curiosità!

NASA – Ritorna il robot Curiosity, in viaggio su Marte dell’agosto 2012. ‘Su Marte c’erano tutti i requisiti per vivere’: lo confermano gli scienziati con i dati raccolti sul “pianeta rosso”

Scordatevi il pianeta arido a cui ci hanno abituato le immagini di oggi. Marte, 3,6 miliardi di anni fa, era ricco di laghi, alimentati da fiumi, che scorrevano in superficie e vegetazione. Lo confermano i ricercatori, che hanno studiato i dati raccolti dal robot Curiosity, inviato sul pianeta rosso dalla Nasa il 6 agosto 2012. La conclusione è sorprendente: con l’acqua c’erano su Marte tutti gli ingredienti necessari alla vita. ‘La prova dell’acqua dolce “è scritta nelle rocce”’, hanno osservato gli scienziati. Il gruppo di David Vaniman, dell’Istituto di Scienze Planetarie di Tucson, ha analizzato le rocce sedimentarie chiamate ‘John Klein’ e ‘Cumberland’, che Curiosity aveva estratto perforando la superficie marziana e datate in precedenza a 4,1 miliardi di anni fa, ossia nel periodo più antico della storia marziana, chiamato Noachiano. Le nuove analisi dimostrano che, queste rocce, hanno continuato ad evolversi fino al più recente periodo Esperiano, compreso fra circa 3 miliardi e 500 e un miliardo e 800 milioni di anni fa.

I risultati degli studi sono stati pubblicati in sei articoli su Science e descrivono un pianeta inedito. Le prove dirette dell’esistenza di forme di vita marziana ancora non ci sono, ma per la prima volta vengono individuati tutti gli elementi indispensabili alla vita, almeno a quella che conosciamo sulla Terra. C’era, secondo i ricercatori, tutto il necessario per l’esistenza di procarioti, microrganismi unicellulari come quelli che si ritiene abbiano popolato per primi la Terra. 
L’acqua è la condizione senza la quale non potrebbe esistere la vita come la conosciamo, ma da sola non basta perché ci sia un ambiente favorevole alla vita’, ha spiegato il coordinatore di una delle ricerche, John Grotzinger, del California Institute of Technology (Caltech). ‘Oltre all’acqua – prosegue – serve una fonte di energia che alimenti il metabolismo dei microrganismi, come carbonio, idrogeno, zolfo, azoto e fosforo’. Ora non ci sono più dubbi: su Marte c’era tutto ciò.
La scoperta è stata fatta nel cratere Gale dove Curiosity era atterrato, nelle rocce sedimentarie della zona chiamata Yellowknife Bay, vicino l’Equatore marziano. Lì, per un lunghissimo periodo, forse anche centinaia di migliaia di anni, c’è stato un lago, e proprio lì sono stati scoperti carbonio, idrogeno, zolfo, azoto e fosforo. Ciò, spiegano i ricercatori, faceva di Marte “un ambiente abitabile” capace di ospitare microrganismi chemiolito autotrofi, capaci, cioè, di ottenere da rocce e minerali l’energia necessaria per vivere.

Questa scoperta ci lascia molto riflettere sul destino dei pianeti su come possano cambiare letteralmente aspetto dopo qualche calamità.

Le novità su Marte continuano a crescere e la NASA continua le sue spedizioni.

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