Presentati a Sofia i risultati delle ricerche nelle grotte Monello e Villasmundo

Nel corso del “5th International congress on Biodiversity: Taxonomy, Speciation and Euro- Mediterranean Biodiversity”.

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Sono stati presentati a Sofia in Bulgaria i risultati preliminari delle attività di ricerca sulla fauna invertebrata condotta all’interno delle grotte Villasmundo e Monello di Siracusa presenti, rispettivamente, nelle riserve naturali integrali “Complesso Speleologico Villasmundo – S. Alfio” e “Grotta Monello” gestite dal centro di ricerca Cutgana dell’Università di Catania diretto dal prof. Giovanni Signorello.
Le ricerche sono state illustrate, nei giorni scorsi, nel corso del “5th International congress on Biodiversity: Taxonomy, Speciation and Euro-Mediterranean Biodiversity” dal prof. Giorgio Sabella dell’Ateneo di Catania (responsabile scientifico delle attività di ricerca all’interno della grotta Villasmundo), dai direttori delle aree protette Elena Amore (Complesso Speleologico Villasmundo – S. Alfio) e Salvo Costanzo (Grotta Monello) insieme con Giuseppe Nicolosi, biospeleologo del Centro Speleologico Etneo.
Le attività di ricerca, condotte da due anni, oltre a confermare la presenza di specie già note, hanno portato alla scoperta di specie nuove per la scienza, già pubblicate sulla rivista “Zootaxa”, mentre altre sono in fase di descrizione, dando così un notevole impulso alla conoscenza della fauna troglobia delle due grotte.
In particolar modo è stata presentata l’attività di ricerca scientifica “Valutazione della capacità di carico della Grotta Monello” condotta dal Cutgana per stimare l’influenza dell’uomo sull’ambiente ipogeo. Un progetto coordinato dal responsabile scientifico Rosolino Cirrincione, docente dell’Università di Catania, con la collaborazione del prof. Giorgio Sabella.
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Le altre ricerche presentate riguardano, invece, la grotta Villasmundo dove, negli ultimi mesi, sono state scoperte nuove specie per la scienza, due interessanti insetti troglobi: uno appartenente all’ordine dei Dipluri a cui è stato attribuito il nome di “Plusiocampa (Plusiocampa) tinoamorei Sendra & Nicolosi” e l’altro appartenente all’ordine dei Coleotteri, e più specificatamente alla sottofamiglia delle Pselaphinae, a cui è stato attribuito il nome di “Tychobythinus villasmundi Sabella, Amore & Nicolosi”.
Entrambe le scoperte sono state effettuate dal biospeleologo Giuseppe Nicolosi, membro del Centro Speleologico Etneo (CSE), nel corso di esplorazioni della grotta al fianco del direttore dell’area protetta, Elena Amore.

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