Ustica: adesso è certo. ‘Ci fu depistaggio indagini’

Ustica – Roma - Si fa chiarezza a 33 anni dalla strage della tratta Bologna - Palermo. Difesa e Trasporti tornano sotto processo

La Cassazione ha sentenziato, dando ragione al ricorso degli eredi della proprietà dell'Itavia.

Il ‘depistaggio delle indagini sul disastro aereo di Ustica deve considerarsi definitivamente accertato’. Con una nuova sentenza della Terza Sezione Civile depositata oggi, la Cassazione torna ad occuparsi di Ustica e lo fa accogliendo il ricorso di Luisa Davanzali, erede di Aldo, patron della compagnia aerea Itavia, fallita sei mesi dopo il disastro. Disposto quindi nuovo processo a Roma per valutare un’eventuale responsabilità dei Ministeri della Difesa e dei Trasporti nel fallimento della compagnia aerea.  Ai Davanzali, la Corte di Appello di Roma aveva sbarrato la strada alla richiesta di risarcimento danni allo Stato, nonostante i depistaggi. Per la Cassazione il verdetto d'appello ‘erra’ ad escludere ‘l'eventuale efficacia di quella attività di depistaggio’ e l'effetto sul dissesto.

Missile sparato da aereo ignoto, quale causa dell'abbattimento del DC9 Itavia caduto al largo di Ustica il 27 giugno 1980:ad avviso dei supremi giudici, comunque, dal momento che è accertato il depistaggio delle indagini da parte di ufficiali dell'Aeronautica, diventa anche ‘irrilevante ricercare la causa effettiva del disastro’ e questo ‘nonostante la tesi del missile sparato da aereo ignoto, la cui presenza sulla rotta del velivolo Itavia non era stata impedita dai Ministeri della Difesa e dei Trasporti, risulti ormai consacrata pure nella giurisprudenza di questa Corte’.Per la Cassazione, i giudici di secondo grado avrebbero dovuto ‘verificare se una tale situazione di irrecuperabile dissesto effettivamente preesistesse al disastro aereo o se e in qual misura fosse determinata o aggravata in modo decisivo proprio dalla riconosciuta attività di depistaggio e di conseguente discredito commerciale dell'impresa’. La Corte d'Appello, insomma, ha ‘mancato di porsi il problema delle concrete caratteristiche della situazione economico-finanziaria dell'Itavia in tempo immediatamente precedente al disastro del 27 giugno 1980 (cioè indipendentemente da esso) e dell'eventuale efficacia di quell'attività di depistaggio e conseguente discredito sul passaggio dalla situazione di difficoltà a quella di dissesto’.Ora i due Ministeri, Difesa e Trasporti,  torneranno sotto processo.

 

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