(S)legati da un incredibile destino

Ieri e oggi alla Sala Chaplin per la terza edizione di Palco off:  (S)legati, atto unico per una storia unica e sorprendente.

Scenario minimalista, pareti nere, due protagonisti  e unico elemento: la corda. Si apre così ieri sera il sipario della Sala Chaplin e ci accolgono con una descrizione della rappresentazione, i due attori  Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi. Abbigliamento tematico da trekking e quattro scarpe per creare una tenda da campeggio. Si ispirano alla storia vera di due alpinisti, Joe Simpson e Simon Yates, ripercorrendo in maniera estrema, minuziosa e ansimante  la vicenda dei due arrampicatori che ottengono il primato al mondo per aver scalato Il Siula Grande (catena montuosa nelle Ande Peruviane, alta  6.344 m). Con sketch comici, descrizione minuziosa e musica d’impatto  inizia il racconto in prima persona: dal primo giorno fino al quinto si intervallano momenti di entusiasmo, come l’ambizione e la volontà di raggiungere la vetta , a  momenti di ansia, a causa delle bufere di neve che rallentano la scalata. Piccozza, rampone, chiodo e poi  finalmente,  il raggiungimento della vetta:  un sogno che si avvera. Urla di gioia e musica di sottofondo descrivono la loro felicità con grande interpretazione, come se noi tutti fossimo insieme a loro, lassù,  a festeggiare con la cioccolata, trasportati in quello scenario da sogno con paesaggi mozzafiato. Poi, con la discesa: inizia l’incubo.  Attimi di terrore, quasi come se fosse un thriller, ci troviamo con loro: appesi alla parete , legati da una corda, brancolando nel buio e sul vuoto.  Avvertiamo il dolore di Joe per la rottura della gamba e siamo con lui, abbiamo anche noi il volto sprofondato sulla neve , ci contorciamo dal dolore, proviamo a muoverci per risalire e speriamo che Simon riesca a salvarci. Sono legati da quella corda che sigilla il loro legame: fisico, uniti da 40 metri, e morale, legati da un’amicizia che li porta a entusiasmarsi anche solo con un abbraccio. Fino alla scelta estrema del taglio della stessa corda: la musica si irrigidisce, l’espressione dei loro volti si incupisce, il pubblico in suspence ;  si dividono e Joe precipita nel vuoto. Toccante, emozionante e commovente questa incredibile storia messa in scena da due attori di rilievo, di nicchia, che si rivolgono con coinvolgimento e che rompendo la quarta parete entrano nei cuori del pubblico ignaro. Portano lo spettacolo tra i rifugi montuosi, ma non sono alpinisti Mattia e Jacopo, piuttosto amanti della montagna e delle grandi emozioni. Riproporre una tourneè tra i rifugi e documentare la loro esperienza: il loro sogno. Alla fine dello spettacolo ecco poche e incisive battute che ci hanno rilasciato i due attori:

Perché vi siete ispirati proprio a questi due alpinisti?

 Jacopo: “Dalla storia che raccontano dentro questi due uomini, amici che affrontano un’ esperienza insieme, come me e Mattia, bbiamo deciso di raccontare questa storia. Questi due alpinisti contengono una storia, si di montagna, che al suo interno contiene l’amicizia , la relazione del gesto della corda, staccarsi da qualcuno salvando la vita a se stessi e agli altri”

Mattia:” E' una storia di montagna ma anche ricca di significato e il teatro ha bisogno di veicolare storie importanti di storie grandi in cui tutte le nostre storie possono essere contenute. È difficile trovare storie cosi epiche. Questa ha delle caratteristiche che servono alla storia, deve essere intrigante. Piena di azione, c’è molta suspence ,un po’ thriller ci sono i grandi sentimenti ha tutte le carte in regola per essere una grande storia”

Cosa rappresenta per voi l’amicizia?

Jacopo: ” E’ una corda, è una  possibilità di legarsi e di slegarsi di tagliare, una possibilità di condividere un percorso , la nostra vita, scegliamo le amicizie come succede i n montagna con le cordate. Derci8de di fare un impresa come sposarsi”

Mattia: ” Mi viene da pensare che è una condizione "sine qua non" per stare al mondo. Come se fossi una torta con tante fettine, come se fossi un po’ Jacopo, io sono un po’ i miei amici sono composto dai miei amici. L’amicizia è una forma d’amore meno spaventata. E’ una possibilità per dirsi la verità, ma è una condizione senza la quale non si può stare al mondo.”

Siete incuriositi dal finale? Allora, non ci resta altro che augurarvi una buona visione perché gli (S)legati vi aspettano stasera alla Sala Chaplin alle 20:30.

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