Patto per la salute. Via libera dalle Regioni ai costi standard

Il primo step sarà l'approvazione in Conferenza Stato Regioni del Decreto sulle cinque regioni di riferimento per applicarli già nel 2013 in via sperimentale ed entrare a regime nel 2014. Le regioni presenteranno al Ministro una proposta innovativa per migliorare ulteriormente la loro definizione dei costi standard.

 

Novembre - Patto per la salute avanti tutta. Le Regioni hanno trovato un accordo sui costi standard, si partirà nel 2013, ma in via sperimentale, considerando che l’anno ormai è in dirittura di arrivo. Mentre per il 2014 si farà sul serio. Conditio sine qua non sarà l'approvazione del decreto che individua le 5 regioni benchmark. Il tutto per accelerare i lavori per il Patto per la Salute, in piena sintonia con il ministero della Salute, al quale verrà presentata una proposta innovativa per migliorare ulteriormente la definizione dei costi standard.

Si è conclusa così la Conferenza straordinaria interamente incentrata sul Patto per la Salute. “È stata un’ottima riunione, abbiamo raggiunto un’intesa tra tutte le Regioni sull’applicazione dei costi standard - ha dichiarato il presidente delle Regioni, Vasco Errani -  vogliamo avviare i costi standard già dal 2013, in via sperimentale, perché siamo alla fine dell’anno costi standard che invece entreranno a regime dal 2014. Approveremo inoltre il decreto sulle cinque regioni di riferimento e accelereremo, in piena sintonia con il ministro Lorenzin, il Patto per la Salute”.

In sostanza come hanno dichiarato le regioni in un comunicato stampa: “Le regioni considerano fondamentale e non più rinviabile l’applicazione dei costo standard: una questione che abbiamo per primi proposto come Conferenza delle regioni e che ora vogliamo dichiarare. Occorre quindi partire da subito sapendo che applicazione per l’anno 2013 sarà di tipo sperimentale, mentre il 2014 sarà l’anno di applicazione a regime. Chiederemo un incontro con il ministero della Salute – che condivide con noi la necessità di accelerare il buon lavoro già avviato sul patto per la salute – confermando in quella sede la nostra decisione di approvare in Conferenza Stato-Regioni il Decreto che individua le cinque regioni di riferimento per partire subito sperimentalmente sui costi standard già nel riparto 2013, considerando che siamo alla fine dell’anno, e nel 2014 si andrà a pieno regime. Sottoporremo inoltre al ministro una proposta innovativa per migliorare ulteriormente la definizione dei costi standard e la loro applicazione”.
 
L’accordo raggiunto dalle Regioni è stato accolto dal ministro con soddisfazione: "Una gran buona notizia, a cui se ne aggiunge un'altra altrettanto significativa con l'accelerazione sul Patto della salute” ha dichiarato Beatrice Lorenzin. “Accolgo con ottimismo l'invito del presidente Errani e sono pronta fin da subito a mettere in atto tutte le misure necessarie per render operativa la 'riforma'. Quanto emerso  – ha concluso il ministro – conferma il buon lavoro svolto tra Governo e Regioni, quindi possiamo realisticamente avviare un processo di riqualificazione del Sistema sanitario nazionale che punti su organizzazione e qualità fin dal prossimo anno”.

“Siamo di fronte ad una svolta storica, ad un passo che deve essere decisivo per risanare finalmente con i giusti metodi il buco della sanità italiana. E’ stata invertita la rotta, adesso pari avanti tutta” ha dichiarato l’assessore alla sanità della Regione del Veneto Luca Coletto.  “E’ una vittoria di chi come noi ha sempre chiesto una seria lotta agli sprechi – aggiunge Coletto – ma è anche una vittoria per tutti i cittadini nelle cui tasche si dovrà smettere di infilare le mani per tappare ora un buco ora un altro”.

Si parte subito applicando la normativa che già c’è, spiega Coletto “e che costituisce un totale cambio di rotta rispetto al vecchio e ingiusto criterio della spesa storica che veniva applicato e regolarmente andava a colpire le Regioni virtuose come il Veneto. Si sanerà così il non governo della spesa introdotto con i tagli orizzontali nel 2011. A ruota – conclude Coletto – va il nuovo Patto per la Salute che dovrà essere un vero e proprio piano regolatore virtuoso per la costruzione di una nuova sanità in Italia”.

  
Plauso all’intesa sui costi standard anche dal governatore del Veneto Luca Zaia: “Battaglia vinta, finalmente si parte. Con l’accordo sui costi standard, riprende un cammino che era stato colpevolmente abbandonato dal 2011. E i risultati, in termini di finanza pubblica, sono drammaticamente sotto gli occhi di tutti”. 
  
 “Si dà finalmente corpo a quella svolta che attendevamo da anni. Basti pensare che stiamo parlando e aggredendo un volume di risparmi potenziali pari a decine di miliardi, più di qualche finanziaria – riprende Zaia – Un attendismo pernicioso, quello posto sulla materia dai governi dal 2011 a oggi, che ha consentito agli spreconi di continuare a sprecare e agli esecutivi di applicare i tagli orizzontali che uccidevano i virtuosi e non colpivano gli scialacquatori di denaro pubblico, avvilivano i servizi e costringevano le Regioni coi i conti in ordine a tirare la cinghia anche più del necessario”. 
 “Una vittoria vera – conclude Zaia – perché si parte subito. Ora tutti capiranno cosa significa quando sosteniamo che una siringa acquistata da un ospedale del Veneto viene pagata sei volte meno che in tante altre realtà, che un pasto a un paziente può arrivare a costare a noi fino a dieci volte di meno… Significa che i soldi dei veneti non verranno più sprecati e che non dovranno mai più finire a coprire i buchi chi pratica finanza pubblica allegra”. 
  
Soddisfazione anche per il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi che ha specificato come la Regione ha “sempre detto di essere favorevole all'applicazione dei costi standard e anche alla sua operatività sperimentale già nel 2013''. L'applicazione dei costi standard nella sanità, secondo il presidente Chiodi, “apre una nuova fase della sanità regionale. Una prospettiva nuova in ragione della quale nessuno potrà poi disperdere risorse o lamentare diversi trattamenti e diversi costi regione per regione. Questo - prosegue Chiodi - permetterà di allocare meglio le risorse finanziarie messe a disposizione delle Regioni, eliminando in questo modo le sacche di spreco”. Per quanto riguarda il 2014, invece, Chiodi ha detto che le ''Regioni faranno una loro proposta migliorativa rispetto a quella presentata dal Ministero”. 
Sì ai costi standard anche per  l'assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Mario Mantovani che ha commentato così l’intesa: “Abbiamo trovato la quadra in un clima molto disteso. I costi standard partiranno subito, già dal 2013, e andranno a regime dal 2014”. 
“Twitta” il suo assenso il governatore campano Stefano Caldoro: “Bene accordo regioni su costi standard ma rivisti e migliorati”.

"Hanno vinto la responsabilità e l'efficienza - ha spiegato il governatore del Piemonte, Roberto Cota - Come Regioni del nord avevamo posto questa questione dal punto di vista politico. Non si tratta di aver vinto in assoluto, ma di aver fatto valere il principio della responsabilità e dell' efficienza". (Fonte: Quotidianosanità.it