L’Italia concede poco. Rimpianti per il palo di Belotti

L'amichevole del Meazza finisce a reti inviolate, con il primo tempo di marca tedesca e la ripresa in favore degli azzurri che hanno sfiorato il gol prima con Bernardeschi e poi con Belotti. 

CT Giampiero Ventura

È terminata sul punteggio di 0-0 l'amichevole di lusso andata in scena ieri sera al "Giuseppe Meazza" tra i campioni del mondo in carica e la giovane Italia di Ventura. Spiacevole episodio prima della gara: sulla scia della polemica scoppiata per le dichiarazioni di Mùller dopo la sfida contro il San Marino è stato fischiato sonoramente l'inno della nazionale tedesca. La reazione dei giocatori azzurri non si è fatta attendere: Buffon e compagni dopo i fischi hanno immediatamente applaudito come a voler sottolineare il rispetto che vige nello sport nei confronti del proprio avversario. Poco prima, il pubblico azzurro aveva accompagnato allo stesso modo la lettura della formazione tedesca e non a caso era stato fischiato soprattutto il nome del capitano tedesco.

Le notizie positive invece arrivano dal campo in cui si sono viste due squadre giovani e gagliarde dalla voglia immensa di dimostrare la propria personalità ai rispettivi tecnici in vista delle prossime partite ufficiali. Un tempo a testa e un pizzico di amarezza per il palo colpito a otto minuti dalla fine da Andrea Belotti. Nonostante l'assenza di reti, sono comunque positive le indicazioni per il ct Giampiero Ventura, arrivate soprattutto nella seconda frazione di gioco in cui gli azzurri hanno sfruttato meglio gli spazi lasciati dalla difesa di una Germania dominante per possesso palla, ma poco efficace. Gli azzurri hanno dimostrato carattere e tanta aggressività nonostante non si trattasse di una sfida valevole per le qualificazioni mondiali. 

Cronaca:

L'avvio è stato confortante con Belotti che cerca subito la porta. La sua conclusione è però fuori misura e si perde sopra la traversa. Pian piano, però la Germania inizia a prendere in mano la partita e a prendere campo con l'imbastitura dettata de Weigl. Col passare dei minuti i tedeschi spingono in avanti costantemente costringendo l'Italia a indietreggiare il proprio raggio d'azione. Tuttavia, Buffon viene impensierito poco e nulla dalle sortite offensive degli uomini in maglia bianca che impongono il proprio predominio territoriale senza riuscire ad essere cinici in area di rigore.

La musica cambia nella seconda frazione di gara. L'Italia riparte con una nuova verve, sfruttando quel pressing alto che Ventura aveva vanamente e ripetutamente richiesto nei primi 45 minuti. Il primo squillo è targato, manco a dirlo, Andrea Belotti che come nel primo tempo cerca la conclusione da lontano senza riuscire però ad inquadrare la porta. Al 10' minuto l'attaccante del Torino cade in area di rigore invocando un rigore mai concesso. Al 17' tocca alla Germania fare la voce grossa per il gol annullato a Volland con una posizione di offside millimetrica. La giovane "Mannschaft" nella ripresa sta tutta qui. Dopo quest'episodio in campo si vede solo ed esclusivamente la squadra di Ventura che avanza il proprio baricentro e si gode un Bernardeschi in grande spolvero. L'esterno della Fiorentina subentra al minuto 23 della ripresa dando un contributo decisivo fino al termine della gara: prima ci prova con una conclusione da fuori e poi ispira con un grande assist Ciro Immobile, il cui tiro a giro si spegne sul fondo. Infine, ben pescato da un ottimo lancio lungo di Bonucci, serve a Belotti la palla del rimpianto, quella che il numero 9 azzurro, spedisce in diagonale sul palo interno alla destra dell'estremo difensore tedesco. Nel finale, un leggero brivido per gli azzurri, sugli sviluppi di un corner arriva il colpo di testa del difensore centrale Tah che per questione di centimetri non trova la porta.

Ventura porta a casa delle ottime indicazioni da una partita che sul piano agonistico ha avuto ben poco di amichevole...Ma questa è un'altra storia! 

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