Il lato nascosto del Sole: nuovi brillamenti solari

Il satellite della NASA che studia i fotoni gamma nello spazio, cui l’Italia partecipa con l’INFN,  ha rivelato nuovi brillamenti solari ad altissima energia, che hanno avuto origine nella faccia non visibile del Sole.

Fermi_flares_2017

Il satellite della NASA che studia i fotoni gamma nello spazio, cui l’Italia partecipa con l’INFN, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha rivelato nuovi brillamenti solari ad altissima energia, che hanno avuto origine nella faccia non visibile del Sole. La luce che deriva da queste violente eruzioni avvenute nel lato a noi nascosto della nostra stella dovrebbe venire bloccata senza giungere a noi. Invece, gli scienziati della collaborazione Fermi sono riusciti a osservarla perché gli ioni prodotti e accelerati nei brillamenti, essendo elettricamente carichi, viaggiano lungo le linee del campo magnetico solare, che connettono il luogo dove è avvenuto il brillamento con parti anche distanti del Sole. Questi ioni interagiscono nelle zone più dense della superficie della nostra stella, producendo pioni che a loro volta decadono in raggi gamma: i fotoni di altissima energia, che sono stati, appunto, rivelati da Fermi grazie allo strumento LAT (Large Area Telescope) collocato a bordo del satellite. La loro osservazione rappresenta quindi un’occasione unica per studiare come vengono accelerati gli ioni durante i brillamenti solari sul lato nascosto del Sole (chiamati in inglese behind-the-limb flares o btl).“L’aspetto affascinante di queste misure fatte con il Fermi-LAT spiega Melissa Pesce-Rollins ricercatrice della Sezione INFN di Pisa e membro della collaborazione Fermi-LAT –  è proprio il fatto che è stato possibile osservare l’emissione gamma da altissima energia prodotta dagli ioni, che hanno viaggiato più di 500mila km prima di interagire sulla faccia a noi visibile del Sole”. Grazie al Fermi-LAT è stato possibile raddoppiare il numero di osservazioni di questi rari fenomeni: infatti, dagli anni ’80 del secolo scorso fino al lancio di Fermi nel 2008 erano stati rivelati solo 3 btl ma tutti con energie sotto i 100 MeV (megaelettronvolt, cioè 106 elettronvolt). Mentre nei primi 8 anni in orbita, Fermi ne ha rivelati altri tre con emissione fino ai GeV (gigaelettronvolt, 109 eV). Le osservazioni sono avvenute l’11 ottobre del 2013, e il 6 gennaio e il 1° settembre 2014. I risultati dei tre btl visti con Fermi-LAT sono stati presentati il 30 gennaio nel corso della conferenza dell’Americal Physical Society (APS) a Washington D.C., e pubblicati su The Astrophysical Journal, oggi, 31 gennaio.

Il comunicato della NASA: Nasa’s Fermi sees gamma rays from ‘hidden’ solar flares

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