ECONOMIA, CREDITO ETNEO CHIUDE IL BILANCIO SEMESTRALE IN CRESCITA

IL DIRETTORE SENA: «MODELLO DI BUSINESS RESILIENTE NONOSTANTE IL CONTESTO ECONOMICO AVVERSO». Confermati i 295 mln di attivo, con un utile d’esercizio di 800mila euro e un incremento degli impieghi netti dell’1,7% (finanziamenti a famiglie e Pmi)

Stato patrimoniale, conto economico, prospetto della redditività complessiva e movimentazione del patrimonio netto: sono questi gli indicatori per misurare il buon andamento della gestione e la solidità di una banca.

Sulla base delle informazioni finanziarie armonizzate per il meccanismo di vigilanza unico (Regolamento UE 2015/534), il Cda dell’istituto bancario catanese Credito Etneo ha approvato il bilancio semestrale, registrando le performance dei primi mesi di questo 2021. Anno che - seppur ancora fortemente condizionato dalla crisi pandemica – segna un importante trend di crescita, a conferma della solidità dell’istituto che fa capo al Gruppo cooperativo Cassa Centrale.

«Nel primo semestre del 2021 la situazione patrimoniale della nostra banca che, voglio ricordarlo, ha un’anima territoriale circoscritta alla sola provincia etnea – sottolinea il direttore generale Massimo Sena – ha registrato risultati importantissimi. Con un utile di esercizio di 800mila euro, abbiamo confermato quel percorso di crescita e sviluppo ormai in corso da diversi anni, registrando il miglioramento di tutti gli indicatori gestionali, forti della nostra rete territoriale dove sono presenti 6 filiali e 47 dipendenti. Tengono inoltre le grandezze patrimoniali con 295 mln di attivo, grazie a un modello di business resiliente, che ha saputo reagire ai contraccolpi della crisi economico-finanziaria a livello globale. La nostra è una piccola realtà che continua a esprimersi con grandi risultati, grazie a quel processo di partecipazione sociale che rappresenta il vero cuore di ogni realtà cooperativa».

Credito Etneo, infatti, oggi più che mai rappresenta un sostegno all’economia reale del territorio: «Crescono dell’1,7% anche gli impieghi netti, pari a 119,4 milioni, ovvero i finanziamenti verso la clientela: famiglie e imprenditori – continua Sena – la nostra è una continua attività di supporto alla comunità di riferimento, che garantisce dignità bancaria e accesso al credito anche a fasce economicamente e socialmente svantaggiate. Una scelta rischiosa e altrettanto coraggiosa, che però è risultata premiante e ci ha consentito di essere incisivi sul fronte della responsabilità sociale. Il risultato del bilancio semestrale restituisce ancora una volta fiducia e ottimismo, in un contesto ancora pieno di difficoltà, che vede le banche avere un ruolo primario all’interno della nostra società, ferita da una pandemia che non lascia tregua».

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