Cannabis: l’Italia sta davvero andando verso la sua liberalizzazione?

La situazione italiana potrebbe essere a un bivio storico per la legalizzazione della cannabis. Esiste infatti una proposta di legge che potrebbe aumentare i limiti di THC consentiti.

Al momento, la legge italiana prevede che non possa essere commercializzata, coltivata o posseduta la cannabis con THC superiore allo 0,6%. Se quindi trovare la migliore hashish legale online non è particolarmente complesso, visto il grande proliferare di e-store, esiste però un problema. La cannabis medica può arrivare a contenere fino al 20% di THC e non è possibile averne accesso se non facendone richiesta al sistema sanitario. Se da un lato la domanda per questo prodotto continua a crescere, dall’altra il Ministero della Salute fatica a soddisfare tutte le richieste. Per questo motivo, la proposta di legge Magi-Licantini potrebbe essere decisiva per cambiare le carte in tavola e rendere più semplice la coltivazione della cannabis.

Vendita, possesso e coltivazione della cannabis: ecco cosa dice la legge italiana

La vendita di Cannabis in Italia è vietata in tutti i casi in cui il quantitativo di THC sia superiore allo 0,6%. Si tratta di una quantità leggermente superiore a quella autorizzata a livello europeo (0,2%), ma in ogni caso ben lontana per ottenere l’effetto psicotropo normalmente associato alla pianta. Quindi, la vendita di canapa non è sempre vietata in Italia, ma solo nei casi in cui la pianta superi la quantità di THC stabilita dalla legge. La violazione dei limiti normativi, può comportare fino a un massimo di sei anni di carcere. Si tratta comunque di punizioni decisamente meno severe se paragonate a quelle previste per la vendita di droghe cosiddette pesanti, come ad esempio la cocaina o l’eroina. Per quanto riguarda invece il possesso di cannabis, la normativa in merito fa ancora riferimento al Testo Unico del 1990. Secondo quanto previsto da questa legge, sebbene non sia considerato illegale utilizzare la cannabis, in realtà non è consentito possederne. Il TU è stato comunque integrato dalla legge 79 del 2014, la quale prevede la classificazione della cannabis come droga leggera e quindi meno pericolosa. Le pene previste per coloro che vengono trovati in possesso di questa sostanza, prevedono la sospensione della patente di guida fino a un massimo di 3 mesi. In ogni caso, se segnalati per la prima volta, i trasgressori vengono generalmente soltanto ammoniti. Per quanto riguarda invece la coltivazione, lo Stato italiano non prevede particolari limiti (se non quelli normalmente previsti per il THC) e consente questa attività a partire dal 2016. In questo modo è stato possibile produrre e commercializzare molti prodotti a base di canapa, come quelli alimentari, cosmetici o medici. Se invece le piante coltivate non rispettano i limiti previsti dalla legge, o se non si è provvisti delle adeguate certificazioni, le pene possono arrivare fino ai 4 anni di carcere. Esiste però una proposta di legge che mira a rendere legale la coltivazione autonoma, anche senza il rispetto dei limiti massimi previsti per il THC. Nel prossimo paragrafo vedremo nel dettaglio quali sono i cambiamenti proposti.

La proposta di legge Magi-Licantini chiede di legalizzare la coltivazione di cannabis per uso personale (e medico).

Tra i temi più discussi dell’ultimo periodo, c’è quello della parziale legalizzazione della marijuana in Italia. Esiste infatti una proposta di legge che chiede la depenalizzazione della coltivazione di cannabis per uso personale. Il limite avanzato dalla cosiddetta legge Magi-Licantini è di 4 piantine. L’obiettivo è quello di rendere più semplice la coltivazione per uso terapeutico, togliendo spazio alle organizzazioni criminali che si occupano dello spaccio illegale di cannabis. Infatti, lo Stato pare non riuscire a soddisfare le richieste di cannabis terapeutica e non tutti quelli che ne hanno bisogno riescono ad avere accesso a questo genere di cure. La pianta usata per scopi medici contiene infatti una quantità di THC ben superiore a quella normalmente consentita dalla legge. Al momento non è infatti possibile coltivare piante che contengono più dello 0,6% di THC, mentre la cannabis terapeutica può contenerne fino al 20%.Il testo della proposta Magi-Licantini ha ricevuto il primo sì dalla Commissione Giustizia e adesso si appresta a continuare il suo percorso. La legge vorrebbe quindi autorizzare la coltivazione fino ad un massimo di 4 piante per uso personale e vorrebbe prevedere un’attenuazione delle pene. Nel caso in cui il numero di piante venga superato, ma è comunque considerato scarso, non sia destinato al mercato degli stupefacenti e in assenza di particolari sofisticazioni nella coltivazione, le sanzioni saranno poste solo sul piano amministrativo e non penale. Mentre, se la sostanza viene ceduta a terzi, la violazione non potrà mai essere considerata come di lieve entità e saranno disposte le attuali misure cautelari già previste dalla legge. Sebbene siano molti gli oppositori della proposta, specialmente tra le file del centrodestra, si attende comunque la decisione del Governo, che dovrebbe arrivare in tempi brevi. La proposta Magi-Licantini potrebbe essere un importante passo avanti verso la liberalizzazione della cannabis. La coltivazione, la vendita e il possesso di cannabis non sono sempre illegali in Italia e in Europa. Se il quantitativo di THC non è superiore allo 0,6% non sono infatti previsti particolari limiti di legge. Nel caso della cannabis terapeutica, questo limite non si rivela però essere sufficiente. In questo caso, infatti, la sostanza può arrivare a contenere fino al 20% di THC. Considerata la crescente richiesta di cannabis medica e la scarsità del prodotto, la proposta di legge Magi-Licantini potrebbe essere un importante passo avanti per rendere accessibili le cure a tutti. Se invece si desidera acquistare cannabis legale, che quindi non superi lo 0,6% di THC attualmente previsto dalla legge, è sempre possibile acquistarla anche sui diversi store presenti online, come quello di Justbob, ultimamente alla ribalta nel settore della cannabis di qualità.