“Io” di Flavia Mastrella e Antonio Rezza apre la stagione 2022 di AltreScene da Zō

L’8 gennaio 2022 per AltreScene, la rassegna di arti sceniche contemporanee di Zō Centro culture contemporanee di Catania, l’unica data siciliana dell’allestimento scenico di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, con lo stesso Rezza in scena, che si avvale dei quadri di scena o teli intesi come arte.

AltreScene, la rassegna di arti sceniche contemporanee di Zō centro culture contemporanee di Catania, diretto da Sergio Zinna, entra nel vivo con altri otto spettacoli, in calendario dall’8 gennaio al 7 maggio, uno sguardo sulle migliori proposte di teatro contemporaneo nazionale, con una grossa attenzione alla nuova drammaturgia siciliana. Arte che vuol dire vita dove il corpo dell’attore gioca un ruolo fondamentale, dove la scena diventa azione drammaturgica.

Si comincia l’8 gennaio alle 21 con “Io”, spettacolo di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, con lo stesso Rezza da solo in scena, ormai un vero classico dei due artisti premiati nel 2018 con il Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia. Unica data in Sicilia.

“Io” di Flavia Mastrella Antonio Rezza con Antonio Rezza Quadri di scena Flavia Mastrella, (mai) scritto da Antonio Rezza. Assistente alla creazione Massimo Camilli, tecnica Daria Grispino, organizzazione generale Marta Gagliardi, macchinista Andrea Zanarini. Prodotto da RezzaMastrella e La Fabbrica dell’Attore - Teatro Vascello. Lo spettacolo. Il radiologo esaurito fa le lastre sui cappotti dei pazienti mentre un essere impersonale oltraggia i luoghi della provenienza ansimando su un campo fatto a calcio. Io cresce inumando e disumano, inventando lavatrici e strumenti di quieto vivere. Il radiologo spossato avvolge un neonato con l'affetto della madre, un individualista piega lenzora a tutto spiano fino ad unirsi ad esse per lasciare tracce di seme sul tessuto del lavoro. Tre persone vegliano il sonno a chi lo sta facendo mentre il piegatore di lenzora, appesantito dal suo stesso seme, scivola sotto l'acqua che si fa doccia e dolce zampillare. Io mangia la vita bevendo acqua rotta che è portavoce dell'amaro nascere, il piegatore di lenzora parte per la galassia rompendo l'idillio con il tessuto amato. Si gioca all'oca, parte il dado di sottecchio, Io si affida alla bellezza del profilo per passare sotto infissi angusti. Ogni tanto un torneo, un uomo che cimenta in imprese impossibili ma rese rare dalla sua enfasi, un ufo giallo scrutante esseri e parole, un visionario vede vulva nelle orecchie altrui. E Io, affacciato sul mondo terzo dove scopre che, tra piaghe e miseria, serpeggia l'appetito non supportato dalla tavola imbandita. Infine la catastrofe: Io si ridimensiona... Como poco innanto tra clamori e vanto così l'idea dell'inventura porta la mente a vita duratura.

Scena e struttura. Anche questo allestimento scenico si avvale dei quadri di scena o teli intesi come arte. Le scene sono coinvolte completamente nell'azione drammaturgica, la struttura è di metallo sottile, sostiene i teli che, disposti in vari piani, risentono del movimento del corpo... Tutto barcolla. Il colore dei quadri si espande, il metallo si insinua nella stoffa, i cambiamenti di scena frequenti rinnovano in continuazione l'andatura cromatica. Il giallo, il rosso, il blu di vari tessuti e intensità rispondono in modo diverso alla luce che ne esalta inoltre le diversità della trama. I verdi in velo, i bianchi di seta, rete o traforati, compatti o trasparenti coprono il corpo rivelandone i contorni; i quadri mutanti hanno vita breve e vengono abbandonati in terra formando macchie colorate sparse in un mondo buio. La simmetria non esiste, le forme giocano in verticale, i personaggi siano essi solitari o raggruppati, risultano sempre simpatici e vittime di un'agglomerazione.

AltreScene 2022 8 gennaio, h 21, “Io”, di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, con Antonio Rezza. 29 gennaio, h 21, Pulici” di e con Sara Firrarello. 20 febbraio, h 21, “Il rasoio di Occam” di Giusi Arimatea e Giovanni Maria Currò, regia di Giovanni Maria Currò con Tino Calabrò, Alessio Bonaffini e Marco Failla. 26 febbraio, h 21 e 27 febbraio h 18.30, “Lupo” di Carmelo Vassallo con Savi Manna, regia di Savi Manna. 13 marzo, h 21, “Polvere” di e con Saverio La Ruina e Cecilia Foti, regia di Saverio la Ruina. 20 marzo, h 21,“Shuma” di Dario Muratore, con Peppe Macauda, regia di Peppe Macauda. 9 aprile, h 21, “Amleto + Die Fortinbrasmaschine” di e con Roberto Latini. 7 maggio, h 21,“Il cortile” di Spiro Scimone, regia di Valerio Binasco, con Spiro Scimone, Francesco Sframeli e Gianluca Cesale.

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