AltreScene da Zō: “Mi chiamo Maris e vengo dal mare”, amore viscerale e dissidio interiore di una maternità conflittuale

Per AltreScene, la rassegna di arti sceniche contemporanee di Zō centro culture contemporanee di Catania, il lavoro teatrale, prodotto da Retablo, di e con Chiaraluce Fiorito su progetto drammaturgico di Melania Manzoni.

La preview 2021 di AltreScene, la rassegna di arti sceniche contemporanee di Zō centro culture contemporanee di Catania, giovedì 25 novembre, alle ore 21, porta in scena Mi chiamo Maris e vengo dal mare, adattamento, regia e interpretazione di Chiaraluce Fiorito, progetto drammaturgico di Melania Manzoni. Lo spettacolo è prodotto da Retablo. La storia di Maris è vera. Venduta, costretta a prostituirsi rimane incinta, viene poi messa su un barcone e spedita in Italia, dove - grazie al sistema di accoglienza - si salva dallo sfruttamento. In Sicilia scopre e matura il sentimento di una maternità conflittuale, fatta di slanci di amore viscerale ma anche di profondo dissidio interiore. Dal nucleo potente della vera storia della protagonista, parte la drammaturgia di una storia “simbolo” che ha in sé molti elementi archetipici: la guerra, la migrazione, il rapporto con la famiglia di origine e poi la figlia. La rete da pesca e l’acqua sono due elementi dominanti che legano il passato e il presente in un viaggio che avviene - con e attraverso - una “pignata”, una pentola antica che è barca e fulcro di una danza tribale da cui ha origine tutto.

Nella rappresentazione si intrecciano due chiavi di lettura imprescindibili fra loro: una simbolica, epica che si esprime attraverso la danza e la gestualità, e una intimista fatta di parole dissacranti, del racconto-cronaca crudo e disperato. A tal proposito Chiaraluce Fiorito dichiara: «Raccontare la storia di Maris che viene dal mare è un grido rivoluzionario e controcorrente. Non interpreto un personaggio ma narro una vicenda vissuta, quel racconto diventa parte di me come narratrice, come interprete e come donna; è come un libro che apro al momento e lo racconto invertendo le pagine, soprapponendo i capitoli, disegnando tratti, gesti, parole intrappolate in una rete da pesca che diventa pagine da sfogliare, l’ultima delle quali è l’inizio di una nuova storia. Ed è proprio dalla figlia che scaturiscono la catarsi e l’ultima provocazione lanciata al pubblico: “dai tu un nome a questa pagina di Maris”». In attesa della stagione 2022, la preview 2021 di AltreScene proseguirà con L’avare, d’aprés Moliére” di Tabola Rassa (in collaborazione con Palco Off, dal 3 al 5 dicembre) e si concluderà con “Amore di Ruggiero e Bradamante” dei Figli d'arte Cuticchio (11 dicembre).

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