Tra accuse e difese ecco Vittorio Emanuele III raccontato nel libro di Guglielmo Bonanno

“Vittorio Emanuele III. Piccolo Grande Re, un’altra storia” di Guglielmo Bonanno. Un percorso filologico accurato.

Un aperitivo per parlare di storia e cultura. La sezione provinciale di Catania dell’Associazione nazionale Arma di Cavalleria, presidente duca don Stefano Mario Coco di Mara, in collaborazione con l’Istituto Internazionale Diritto Nobiliare, Storia ed Araldica col patrocinio dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon e Accademia Italiana Cerimoniale Immagine e Comunicazione hanno presentato presso la loro sede sportiva La quercia del Duca, il volume di Guglielmo Bonanno di San Lorenzo “Piccolo Grande Re, Vittorio Emanuele III. Un’altra storia”.

Un libro che si legge con entusiasmo per la narrazione lineare, con una conclusione che allarga le prospettive storiche; prefazione del nipote Vittorio Emanuele, introduzione Giulio Andreotti “uno dei protagonisti, se non il principale, della storia dell’Italia moderna”. Il testo non ha né scopo né orientamento politico e ideologico, l’autore opera e lavora nell’Interpol e con le Nazioni Unite quale militare dell’arma dei Carabinieri,e attraverso una ricerca storiografica ripercorre il processo storico degli ultimi 70 anni sulle accuse rivolte a Vittorio Emanuele III. Fa emergere la figura dell’uomo prima ancora del re,  ogni mattina raccoglieva le ”violette” per regalarle alla moglie.

Hanno relazionato i docenti: Emilio Petrini Mansi della Fontanazza, Diritto Nobiliare Comparato che analizza il contenuto del testo sotto l’aspetto genealogico e araldico evidenziando la consanguineità dei matrimoni nella famiglia Savoia e non a caso da Umberto I e Margherita, primi cugini, nasce Vittorio Emanuele III un uomo dal fisico sicuramente non vigoroso, ma dotato di intelligenza brillante e di vastissima cultura che ha regnato per 46 anni, impensabile oggi, realizzando il Corpus Nummorum Italicorum; Francesco Raneri, Cerimoniale Università  Catania, si sofferma sull’educazione e formazione del Re e pone una domanda alla platea “se tutti fossero stati come il Re, l’Italia sarebbe cambiata in peggio o in positivo?”.

La conclusione è stata affidata all’autore del libro che sottolinea il carattere esclusivamente storico, Vittorio Emanuele è l’imputato ma non c’è contraddittorio, se qualcuno nel tempo l’ha difeso è stato ammutolito. È giustizia difenderlo nei confronti dei nostri figli, della storia, dare la possibilità di farsi un’idea propria non preconfezionata. Vittorio Emanuele III additava i fascisti come “quella gente”, la sua abdicazione fu scelta per evitare la guerra civile. Stimolando l’interesse e la curiosità del pubblico l’autore racconta degli aneddoti che  caratterizzano la figura del sovrano, amava raccogliere ogni giorno le “violette” per regalarle alla moglie. Gustava cibi semplici, e durante il suo soggiorno a Brindisi alla richiesta di un ufficiale inglese e americano, se avesse bisogno di qualcosa rispose “due uova fresche” di cui Elena era ghiotta.

Ha moderato l’incontro Lella Battiato. Indovinata sintesi la poesia creata dal prof. Vito Leanza, docente Università Catania ginecologia e ostetricia, suggerendo alla platea di guardare a nuovi obiettivi attraverso un sentimento poetico sul “re soldato” che il pregiato pubblico ha accolto e gradito per la scelta dei suoni tra assonanze e allitterazioni, nessi sintattici e punteggiatura.

A chiusura dell’incontro, l’argomento di alto spessore ha consegnato una nuova visione del Re suscitando tra i presenti, ricchi rimandi culturali e partecipando al dialogo con vivacità e proposte. Sono intervenuti Giuseppe Restivo ispettore regionale Guardie d’onore del Pantheon, Filippo Marotta, Placido Lavenia past president Rotary, il vicesindaco di Misterbianco Enzo Marullo, Patrizia Costa presidente Fidapa Gravina di Catania, Grazia Caruso Guardie d’onore di Catania.

 

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