Salotto con l’artista: Mara di Maura, nome poco palindromo quanto donna tanto poliedrica

 Focus on sul personaggio catanese: attrice, regista, giornalista, scrittrice e mamma dalle mille sfaccettature e potenzialità.

Catania – Focalizziamo l’attenzione su Mara di Maura, ex reginetta di bellezza, mamma di due bambini e donna dalla forte personalità, che, guidata dalla passione innata per il teatro, si è fatta strada nel tortuoso mondo dello spettacolo, non solo nello scenario siciliano, ma anche nazionale.

L’illuminazione, per Mara, avvenne con il celebre passo del balcone di Romeo e Giulietta di Shakespeare: “da quel momento in poi mi si sono spalancate le porte di un mondo tanto meraviglioso e affascinante quanto certamente di difficile accesso per chi vive in un paesino di poche migliaia di abitanti”, ci racconta l’attrice nel suo website http://www.maradimaura.it/. La sua passione, infatti, nacque ad Augusta. Mara continua: “non ci sono in un piccolo centro molte persone interessate alle arti e voler fare l’attrice non è considerata una delle massime aspirazioni della vita, se sei testarda nell’inseguire un sogno, sei considerata strana, eccentrica e un po’ “pazza” e si è, in un certo senso, condannati a rimanere “fuori dal giro”, un po’ border liner”. Ma ciò non le permise di rinunciare al teatro e di collaborare con Sergio Sillato presso il Teatro Stabile di Augusta. Poi una serie di trasferimenti, prima il periodo buio dell’anoressia a Catania, poi l’inizio del corso di studi DAMS della Facoltà di Lettere e Filosofia a Bologna, interrotto per problemi di salute e, in seguito, il ritorno a Catania e l’incontro con la poesia: “La poesia è adesso un mezzo importante attraverso il quale cerco di erigere un ponte con la Mara Di Maura più autentica, che continuo ad alimentare in seno alla mia anima, diventa un ponte di connessione indispensabile, un filtro ineludibile tra me e la realtà esterna. In questo modo, poco a poco, mi apro nuovamente alle possibilità che mi si possono profilare intorno”, questo il modo della scrittrice di risorgere al buio interiore. Seguono le collaborazioni con il quotidiano “La Sicilia” e il trasferimento a Roma, con la conseguente esperienza con il prestigioso mensile “Cinemagazine” del Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici, portavoce ufficiale dei Nastri d’argento. Finalmente debutta, a 21 anni, al teatro Parioli (Roma), tramite l’iscrizione all’”Accademia del Musical Exitus“, diretta da Fioretta Mari nipote di Turi Ferro, nello spettacolo “La scapricciata“, scritto dalla stessa regista Fioretta e ispirato alla commedia di Nino Martoglio “Annata ricca, massaru cuntentu”. Con la “Scuola di tecniche dello spettacolo“, diretta da Claretta Carotenuto, ha la possibilità di fare lo stage di doppiaggio con il doppiatore Renato Cortesi, voce ufficiale di Gerard Depardieu e di partecipare alla sonorizzazione di “Sex and the city”. Con la tesi “C’era una volta in America: dalla sceneggiatura al film” sul capolavoro di Sergio Leone, finalmente si laurea con 110/110 e lode (2004) in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Tre di Roma. Laureata, la nostra Mara, torna in Sicilia per dedicarsi completamente al teatro, interpretando svariati ruoli, da Pirandello, Moliere, Cechov, Giacosa, D’Annunzio, Shakespeare, a opere di artisti siciliani, Martoglio, Lanza, Verga, fino ad approdare al ruolo di Antonietta, ne “Il malato immaginario” di Moliere al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, all’interno della rassegna “Bellini D’Estate”, curata dal Teatro Massimo Bellini di Catania. Partecipa alle rassegne nazionali “Short” al Teatro dei Satiri di Roma e “La parola e il gesto” di Imola. Esperienze cinematografiche hanno segnato la sua carriera, tra cui il film “La Matassa”(2009) con Ficarra e Picone. La nostra Mara non si ferma alla semplice recitazione, ma addirittura, nel 2011, anno molto proficuo, fonda a Catania la scuola di recitazione “La bottega dell’attore”, debuttando alla regia con “Allo specchio”, atto unico da lei scritto e interpretato.

Presidente dell’associazione artistica culturale “Pentesilea”, erige la “Sala Teatro Ridotto”, graziosa saletta di 35 posti in cui dirige e interpreta spettacoli. Recentemente ha vinto il Premio di narrativa “Giuseppe Cavarra” con il racconto “Rifugio“, classificandosi seconda nella sezione “adulti“. La vedremo in scena al teatro Stabile di Catania con la “Volata di Calò” di Gaetano Savatteri dal 13 al 25 gennaio

Cos’altro aspettarci da questa donna poliedrica dalle mille sfaccettature e dai pensieri profondi?

Ricordo pure a me stessa che la fortuna ce la creiamo ogni giorno con le nostre scelte e con le occasioni che siamo in grado di riconoscere e di cogliere quotidianamente. Solo così ogni nuovo giorno ha il fascino della scoperta, diventa una nuova pagina da sfogliare nel libro della nostra esistenza”

 Di seguito l’intervista “Salotto con l’artista”:

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