Altamente qualificata la Mostra del Centro di Cultura Micologica

Moltissime le specie di funghi alla Mostra dal “Centro di Cultura Micologica”. L’evento ha visto protagonisti i funghi che hanno saputo attirare l’attenzione dei presenti i quali hanno posto moltissime domande ai micologi Enzo Visalli, Franco Mondello e all’esperto Angelo Miceli 1

Mostra molto interessante e altamente qualificata quella organizzata domenica 22 ottobre dalle 9,00 alle19,00 dalCentro di Cultura Micologica” di Messina presso il Centro Polivalente della Forestale, sito in località Quattro Strade dei Colli Sarrizzo di Messina.2

L’Associazione si propone e organizza tutte quelle attività atte a produrre cultura, scienza ed approfondimenti su tutte le tematiche pertinenti la “micologia” e di tutte le possibili connessioni di questa con altre scienze o fattori di vita sociale e di accrescimento culturale. Le principali attività sono quindi riunioni, conferenze, corsi di formazione, gite organizzate per specifiche finalità, incontri con esperti vari, fornitura di servizi culturali o di assistenza nella materia micologica o a questa collegabile, gestione di mostre, congressi, convegni o eventi vari a tema micologico.

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Questo appuntamento ha visto infatti protagonisti i funghi che hanno saputo attirare l’attenzione dei presenti i quali hanno posto moltissime domande ai micologi Enzo Visalli e Franco Mondello e all’esperto micofilo Angelo Miceli.

Chiediamo al Presidente, Vincenzo Visalli, figura professionale molto importante con esperienza ultraquarantennale, precedentemente Coordinatore Nucleo dei Tecnici della Prevenzione presso l’ASP di Messina, di come è nata l’associazione, sulle sue attività e sull’importanza di rivolgersi a un micologo quando si sono raccolti dei funghi:

“Il Centro di Cultura Micologica è un’associazione libera costituita nel 2007, ma è nel 2014 che inizia la vera attività di questa associazione che, dopo soli tre anni, annovera 160 soci e ci vengono a trovare anche familiari e amici. L’associazione, da fine gennaio a fine giugno e poi dai primi di settembre fino a metà dicembre, organizza ogni mercoledì dalle 17,00 alle 19,00 delle riunioni settimanali. La sede che utilizziamo per riunirci è il “Dopolavoro ferroviario”, in Via Reggio Calabria a Messina.Durante queste riunioni trattiamo tematiche micologiche cercando di diffondere la conoscenza dei funghi e oltre a questo si organizzano anche delle uscite periodiche. Le nostre attività cercano infatti di creare questa cultura verso il mondo dei funghi che purtroppo è un mondo molto sconosciuto  perché la gente parlando di funghi pensa solo al fatto di mangiare i funghi, alla loro commestibilità, mentre il mondo dei funghi è tutt’altra cosa, bisogna considerarli come esseri viventi, in quanto i funghi, e questo nella catena naturale fa capire l’importanza della loro esistenza, sono capaci di fagocitare e nutrirsi di materiali organici o microrganismi. I funghi fanno parte della natura e la natura per noi è il nostro regno”.

E sulla loro commestibilità cosa ci può aggiungere?

“Il guaio, diciamo così,  di questi esseri viventi è che sono gustosi al nostro palato e da qui è cominciato il consumo come cibo e la loro ricerca, però bisogna dire che questa commestibilità non deriva da conoscenze scientifiche ma dall’ esperienza.

In altre parole la loro commestibilità viene stabilita non solo per  controlli chimici o di laboratorio ma valutando ad esempio un certo periodo in cui le persone che mangiano una determinata specie fungina non hanno nessun problema alla salute; si capisce quindi che è un concetto molto labile, si deve fare molta attenzione e quindi bisogna consumare i funghi dopo che abbiano subito un controllo specifico molto attento da parte di un micologo professionale.

La micologia affascina anche per questo, per la quasi impossibilità di fare un riconoscimento immediato di una specie fungina, bisogna controllare tanti e tanti dati e stabilire se è una o un’altra, solo così possiamo capire quale specie abbiamo raccolto o abbiamo per le mani e quindi da questo capire se può essere consumato come cibo oppure no ed essere eliminato”.

Ci può parlare dei corsi che organizzate?

“La legge nazionale, per chiunque fa la raccolta dei funghi,  anche per un solo giorno, ha previsto dei tesserini che lo abiliti alla raccolta, non al riconoscimento e la legge regionale siciliana ha previsto 15 ore di formazione per i partecipanti. Una volta finito questo corso di 15 ore, chi avrà acquisito le giuste nozioni avrà un attestato che è un documento assolutamente necessario, propedeutico, per andare ai propri comuni di residenza e richiedere il lascito del tesserino raccolta funghi”.

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Franco Mondello, esperto micologo, altra colonna portante del “Centro di Cultura Micologica nel quale, con moltissima esperienza, collabora anche lui nei Corsi di formazione, ha aggiunto: “Curo il sito del Centro come webmaster dove si fornisce assistenza micologica agli iscritti anche con mezzi informatici quali App varie, WhatsApp, E-mail, Facebook, Messenger interagendo così con chi chiede informazioni sui funghi raccolti. Il sito ha lo scopo di promuovere la conoscenza dei funghi e della micologia in generale”. Altro grande punto di riferimento del Centro di Cultura Micologica è il prof. Angelo Miceli, presidente ADSeT (Associazione Dirigenti Scolastici e Territorio) ma, come già scritto, anche grande esperto in campo micologico. Così scrive in alcuni dei tanti articoli che ha dedicato ai funghi e alla micologia:

“E’ sempre stata una convinzione comune, caratteristica delle regioni meridionali e collegata alla tipicità del clima, quella diffusa tra quanti in considerazione delle limitate conoscenze sul meraviglioso “Regno dei Fungi” ritengono che i funghi si riproducono esclusivamente nel periodo autunnale ed in concomitanza con le precipitazioni atmosferiche, affermando anche, in maniera ancora una volta errata, che i nostri “amici miceti” sono soliti riprodursi esclusivamente nei boschi. Nelle nostre, ormai numerose, “Riflessioni Micologiche” abbiamo avuto occasione di affermare, come ancora una volta facciamo, che i funghi, è vero, prediligono, per la propria riproduzione e crescita, la stagione autunnale ricca di piogge e l’ambiente boschivo ma è anche vero che queste preferenze non possono essere un generico riferimento ecologico-naturale che accomuna tutte le specie, esistendone numerose che prediligono stagioni e ambienti di crescita completamente diversi da quelli “tradizionali” (tratto dal penultimo articolo dal titolo “Inonotus tamaricis”) mentre in un altro “Sua Maestà il Porcine” scrive: “Puntuali, con l’arrivo dell’autunno e delle prime piogge, i “funciari” (cercatori di funghi), si riversano, fin dalle prime luci dell’alba, nei boschi alla ricerca di quei curiosi “esserini” che, in questo periodo, popolano le aree boschive. Da sempre apprezzati in cucina per il loro particolare sapore, i funghi catturano l’attenzione di quanti vogliono coniugare il piacere di una sana e salutare passeggiata nei boschi con l’appagamento dei sensi del gusto. Le prede più ambite, ovviamente, ovuli e porcini! Attenti però al loro corretto riconoscimento, la possibilità di fare confusione tra le innumerevoli specie esistenti è sempre in agguato e può riservare, per i meno esperti, spiacevoli sorprese anche con conseguenze drastiche ed irreversibili”.

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Ma se anche gli ovuli ed i porcini possono, se scambiati con altre specie, riservare spiacevoli sorprese, non deve allora stupire se, all’ingresso della Mostra micologica, il Presidente Vincenzo Visalli ci indica un cartello ben in evidenza che così fedelmente riporta:

“Questa Mostra ha carattere “naturalistico/scientifico” e non “gastronomico”, pertanto sui “cartellini” che riportano il nome di “Genere e specie”, identificativi di ogni frutto, noterete che non viene citata la “qualità” della stessa (velenoso/tossico/commestibile). Tale assenza è voluta, in considerazione delle grandi difficoltà che comporta il “sicuro riconoscimento”di una “specie fungina”, dovuta alla estrema somiglianza tra loro. Pertanto, quale, “prevenzione” a tutela della salute umana, viene evitato che, una semplice e veloce visione di un “frutto fungino”, fatta in questa esposizione, possa essere ritenuta sufficiente per una futura raccolta di un “fungo” del quale, erroneamente ne presuntivamente, si ritiene di ricordare le fattezze e la qualità di “ commestibile”mentalmente annotate nel corso della visita alla Mostra”.

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Nella Mostra micologica molto approfonditi gli argomenti sulla problematica della raccolta e del consumo dei funghi a scopo alimentare, sottolineando la necessità di acquisire, sempre, prima di consumare funghi personalmente raccolti o ricevuti in regalo, il parere di un esperto micologo. Una iniziativa ben riuscita e sicuramente utile per una corretta informazione su questo argomento.

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