Inaugurazione Frontex nell’ex monastero di Santa Chiara

L’ex monastero di Santa Chiara nel cuore di Catania ospiterà la sede di Frontex, la task force regionale europea per la gestione dei migranti (Eurtf). Oggi l’inaugurazione ufficiale alla presenza del ministro degli Interni Angelino Alfano, del sindaco Enzo Bianco, del commissario europeo per l’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, e del direttore dell’agenzia Frontex Fabrice Leggeri.

lampedusa

Frotex nasce con l’obiettivo di coordinare la cooperazione operativa tra gli Stati membri in materia di gestione delle frontiere esterne e di assistere gli Stati membri nella formazione di guardie nazionali di confine, anche elaborando norme comuni in materia di formazione, preparare analisi dei rischi, di seguire l’evoluzione delle ricerche in materia di controllo e sorveglianza delle frontiere esterne. Tra i compiti di Frontex rientrano anche l’aiutare gli Stati membri che devono affrontare circostanze tali da richiedere un’assistenza tecnica e operativa rafforzata alle frontiere esterne e fornire agli Stati membri il sostegno necessario per organizzare operazioni di rimpatrio congiunte.

Per Giovanni La Via, presidente della Commissione Ambiente, Sanità e Sicurezza alimentare del Parlamento europeo, Frontex è un’ottima occasione per affrontare in modo deciso le tragedie e le stragi che stanno dietro la migrazione.

“Solo la piena condivisione di una strategia europea per la gestione dell’emergenza consentirà di contenere efficacemente il fenomeno migratorio, evitando penalizzazioni per i Paesi accoglienti, e mortificazioni per chi viene accolto” afferma Giovanni La Via.

 “Da Bruxelles abbiamo fatto sentire la nostra voce, e ci siamo spesi sin da subito, insieme con il Ministro Alfano, con il Commissario Avramopoulos e il Direttore esecutivo Leggeri affinché Catania avesse il riconoscimento che la Sicilia intera ha dimostrato di meritare. La sede di Frontex a Varsavia era nata sulla base di esigenze diverse, mentre adesso il Mediterraneo è teatro di questo fenomeno, che ha assunto ormai dimensioni epocali”- dichiara .

Con la nuova sede di Frontex a Catania, abbiamo scommesso su un territorio che ha già dimostrato eccezionale spirito umanitario e grandi capacità d’intervento. Da Catania si lavorerà in stretto contatto con gli ufficiali di collegamento di Europol, Eurojust e dell’EASO, l’Ufficio europeo d’asilo. E ciò avviene contemporaneamente alla proposta del Migration Compact, il documento che il governo ha trasmesso all’Unione europea, che consentirà, se sostenuto dagli altri Stati membri, una gestione dei flussi sostenibile attraverso una cooperazione mirata e rafforzata coi Paesi terzi di provenienza e di transito.

“E’ infatti, necessario agire in loco – continua l’Eurodeputato siciliano- puntando a creare condizioni di sviluppo e democrazia nei Paesi del Mediterraneo, nonché sui campi di accoglienza per procedere direttamente nei paesi d’origine allo screening dei migranti che hanno diritto d’asilo. Questi interventi concreti, insieme alla revisione del sistema di Dublino, saranno fondamentali per evitare le conseguenze che ben conosciamo e consentire una gestione efficace di questo fenomeno.

Da Catania e dall’Italia intera, parte un messaggio chiaro per l’Europa unita, che dovrà essere capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Dobbiamo, infatti, assicurare la tutela della dignità della persona, ma sulla scorta di criteri validi, per garantire il rispetto delle regole e la sicurezza dei nostri cittadini” – conclude La Via.

Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, tramite i social dichiara “L’attività è legata agli hotspot ovvero quei luoghi che la European Commission individua per il lavoro congiunto di agenti della polizia di frontiera, tecnici e gli esperti di Frontex, Europol ed Easo (l’Agenzia europea per il diritto d’asilo). Avremo finalmente un ausilio serio per affrontare il fenomeno drammatico dei migranti, sentendoci così meno soli e più vicini alle Istituzioni europee. Un riconoscimento importante per la Sicilia, e per ‪‎Catania‬”.

Nei giorni scorsi i cori del No, di chi propone nuovi strumenti, di pace e apertura, verso i migranti e i problemi inevitabili, legati alle migrazioni di popoli si erano levati dalla stessa Catania, durante una manifestazione molto partecipata.

Per salvare le vite umane occorrono: corridoi umanitari con il nord Africa ed il Medioriente (nei paesi limitrofi alle zone di guerra), un cambiamento radicale delle politiche sull’immigrazione e l’istituzione di un diritto d’asilo europeo. L’apertura di una sede della famigerata agenzia Frontex a Catania rappresenta un insulto e una grande vergogna per tutta la popolazione siciliana. Catania è una città aperta all’accoglienza, antirazzista, da sempre ponte tra i popoli. L’agenzia Frontex e l’operazione Triton sono programmi militari dell’Unione Europea volti alla chiusura delle frontiere e al respingimento dei migranti, non hanno nulla a che vedere con l’accoglienza e il salvataggio delle vite di chi per fame, guerra e disperazione è costretto, a causa delle legislazioni liberticide europee, ad attraversare il Mediterraneo su barconi insicuri e schiavo di trafficanti di esseri umani.  Appaiono terrificanti i festeggiamenti di gran parte del mondo politico di fronte a questa vergognosa presenza e si manifesta per l’ennesima volta l’enorme ipocrisia di chi finge di piangere per le morti in mare e per le stragi di migranti e poi si rende complice di politiche, quali quelle di Frontex, che non fanno altro che alimentare naufragi ed incoraggiare traffici di esseri umani. Frontex e Triton sono azioni di guerra ai migranti inaccettabili e razziste. L’utilizzo di uno spazio pubblico, come il Monastero di Santa Chiara, per ospitare la sede dell’agenzia militare Frontex ( soprattutto nella nuova versione di “polizia di frontiera europea”) è un insulto all’intera città che vede sempre più ridursi gli spazi sociali destinati a scuole, a servizi sociali, all’aggregazione. E’ vergognoso che il Sindaco Bianco si permetta di regalare uno degli immobili più importanti della città per il coordinamento di operazioni militari per il respingimento di migranti, inventandosi che si tratti di “accoglienza” si legge nelle dichiarazioni dei manifestanti.

 

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