Il pianista Filippo Balducci in concerto

Al via il concerto del pianista Filippo Balducci all’Auditorium dell’Istituto S. Cuore di Catania giorno 10 giugno. Il pianista Filippo Balducci, Mendelssohn e Schumann: tradizione e innovazione nel Romanticismo Tedesco per il Centro Magma.

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Conclusa la programmazione primaverile nella propria Sala, il Centro Magma avvia il suo percorso estivo all’Auditorium dell’Istituto del Sacro Cuore, in via Milano n. 47, dove sabato 10 giugno 2017, alle ore 19, sarà proposto ancora un appuntamento davvero eccellente. Il valore è garantito sia dall’interprete (il pianista Filippo Balducci) sia dal programma sintetizzato abbastanza esplicitamente nel titolo “Mendelssohn e Schumann – Tradizione e innovazione nel Romanticismo Tedesco”. Sono messi a confronto due grandi compositori della prima metà dell’Ottocento, vicini nella vita, nella professione e nella poetica, seppur lontani per temperamento e scelte estetiche. Il primo elabora un personalissimo stile nel solco della tradizione classica e biedermeier, innovando quasi silenziosamente. Il secondo è un rivoluzionario, attivo anche come critico musicale, che combatte apertamente la sua battaglia per una Musica “nuova”, istintiva, semplicemente ispirata eppur complessa.

Del compositore di Amburgo Balducci eseguirà: “Fantasia in Fa diesis minore op. 28”, tre Romanze senza parole dall’op. 30 (n. 1 Andante espressivo; n. 4 Agitato e con fuoco; n. 6 Allegretto tranquillo – “Gondoliera veneziana”) e “Variations Sérieuses in Re minore op. 54”.

La carrellata su Schumann, a sua volta, inizia con un’opera emblematica: “Fratelli di Davide”, che, come ha suggerito l’artista per il libretto di sala, «nel programma filosofico-estetico del compositore, rappresentano appunto l’innovazione, la sincerità, l’espressione delle mille sfaccettature dell’animo umano in Musica, e combattono idealmente (come nel Carnaval op. 9) contro “i Filistei”, ossia gli accademici, i falsi e i compositori di musica “alla moda” o “di facile ascolto”. Ognuno dei 18 brani porta in calce la firma di uno dei due pseudonimi di Schumann (in alcuni casi di entrambi): l’introverso, tenero, sognatore Eusebio o l’estroverso, energico e appassionato Florestano. La prima edizione è preceduta da un Antico detto che spiega il profondo significato di questa raccolta di pezzi contrastanti: in ogni età / gioia e dolore si mescolano / resta pio nella gioia / e sii pronto al dolore con coraggio”. Così all’inizio del nono vivacissimo brano, senza indicazione di tempo nella prima edizione, Schumann scrive: “Qui concluse Florestano, e le sue labbra tremarono dolorosamente”. All’inizio dell’ultimo, invece: “Anche se non vi era più nulla da aggiungere, Eusebio volle concludere mentre i suoi occhi brillavano per l’immensa beatitudine”». Il concerto sarà chiuso nel segno di Florestano, con la brillantissima Toccata op. 7, in cui ancora Schumann sperimenta un virtuosismo arduo e scomodo. Non a caso, in quegli stessi anni, l’autore, dopo aver provato a migliorare la propria tecnica pianistica anche con strani esperimenti ed essersi provocato una lesione all’anulare della mano destra, abbandonò la carriera di pianista per dedicarsi solo alla composizione.

Il pianista Filippo Balducci

Il pianista Filippo Balducci

L’artista barese, oggi nella piena maturità, è docente titolare di “Pianoforte Principale e Didattica Pianistica” nel conservatorio del capoluogo puglie ed ha un curriculum amplissimo e ricchissimo: è stato, tra l’altro, assistente del M° Fausto Zadra all’Ecole Internationale de Piano di Losanna ed al Festival del Mediterraneo di Cullera – Valencia, e del M° Aquilles Delle Vigne al Bain de Musique Festival di Flaine. Tiene corsi di perfezionamento presso l’Accademia “F. Chopin” di Lugano, il Festival “Evening of Art around Moscow”, l’Associazione EchoMusic di Monopoli e l’Associazione “D. Sarro” di Trani.

Come concertista su di lui così si esprime Lev Natochenny: «… un pianista dotato di straordinario intuito, maturità e immaginazione artistica… la sua intelligenza acuta, l’impeccabile gusto musicale e la tecnica raffinata conferiscono alle sue interpretazioni estrema bellezza e forza emozionale…».

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