Il seminario su “I segreti delle mummie: da Otzi a Evita”

Venerdì 28 aprile si è svolto, all’Istituto Tecnico Economico Statale “A.M. Jaci”, il seminario su “I segreti delle mummie: da Otzi a Evita” organizzato da ADSeT, Associazione Dirigenti Scolastici e Territorio.

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Venerdì 28 aprile si è svolto, all’Istituto Tecnico Economico Statale “A.M. Jaci”, il seminario su “I segreti delle mummie: da Otzi a Evita” organizzato da ADSeT, Associazione Dirigenti Scolastici e Territorio. Il seminario è stato tenuto dal Dott. Dario Piombino-Mascali ricercatore sullo studio delle mummie. Laureato a Pisa, ove ha svolto gli studi di Antropologia, e un dottorato di ricerca in patocenosi, si è sempre più specializzato nello studio dei resti del passato al fine di individuare attraverso l’analisi delle mummie malattie e comportamenti e di conseguenza stili di vita delle stesse.

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Attualmente collabora con l’Università della Lituania per riesumare i corpi dei cadaveri dei caduti in guerra e restituirli poi ai familiari. Nel frattempo svolge una ricerca su mummie sempre in collaborazione con la stessa Università, ove lavora dal 2013, che lo hanno portato a stabilire che in vita erano affette da tubercolosi e arteriosclerosi, cosa compatibile con le fonti storiche.

Individuare le malattie significa anche individuare stili di vita e comportamenti di un popolo, ma il limite sta proprio qui perché non esistono agglomerati di popolazione tutti mummificati. Le mummie ritrovate sono poche rispetto ad una intera popolazione riferita ad un luogo specifico.

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Le più antiche e le più numerose mummie ritrovate sono quelle riferite all’Egitto e molti sono gli studiosi di mummie, alcune addirittura trafugate dal loro luogo di origine e portate in Europa sin dai tempi di Napoleone i cui collaboratori, esperti in diverse arti del sapere, hanno portato nel vecchio continente diversi reperti tra cui, appunto, diverse mummie.

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Dario Piombino-Mascali  si sofferma anche sulle tecniche di mummificazione da cui si evince il progresso degli studi scientifici nel campo della chimica. Da una mummificazione naturale, avvenuta soprattutto grazie all’ambiente climatico del luogo in cui la mummia era conservata, a quella artificiale avvenuta per mano dell’uomo che estraendone gli organi interni ed eliminando ogni traccia di liquidi, trattando poi il corpo con unguenti e fasciandolo per poi conservarlo in sarcofaghi o altre tombe, riusciva a conservarne l’integrità corporea, alla mummificazione chimica, infine, che avviene con un trattamento del corpo con sostanze chimiche che ne determinano la conservazione. Un caso eclatante è la mummificazione di una bambina conservata a Palermo che appare fresca come se fosse morta da poco tempo.

Dario Piombino-Mascali nella sua ricerca è riuscito a ritrovare l’elenco delle sostanze chimiche utilizzate per tale mummificazione.

La stessa cosa non è stato possibile fare, né a lui né ad altri, per la collezione didattica di Firenze ove sono conservati organi interni pietrificati i cui dati di mummificazione a tutt’oggi non sono conosciuti.

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In Italia e forse in Europa i dati più interessanti sono quelli tratti dagli studi svoltisi e che continuano a svolgersi sulle mummie siciliane con un progetto di ricerca a lungo termine, tra i cui studiosi ritroviamo Dario Piombino-Mascali che per altro è responsabile del gruppo di studio sulle mummie dei frati cappuccini di Palermo.

Per uno studio concreto, afferma Piombino-Mascali, bisognerebbe fare manualmente l’autopsia delle mummie ma ciò non è possibile per quel diritto umano all’integrità fisica di ognuno di noi che deve essere conservata; da qualche tempo, però, le nuove tecnologie vengono in aiuto e così, grazie alla TAC, gli studiosi riescono a vedere la parte interna delle mummie e gli organi vitali.

Grazie a queste strumentazioni il gruppo di ricerca, di cui Dario Piombino-Mascali fa parte, ha individuato nelle mummie conservate nella chiesa di Piraino, mummificate con la tecnica del colatoio, tracce di mieloma multiplo e la presenza nelle feci di uova di alcuni insetti e di foglie di una pianta espettorante che fa capire come essa venisse usata per curare problemi polmonari secondari al tumore.

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Nelle mummie di Savoca, invece, hanno scoperto la presenza di ossificazione della colonna vertebrale che è indice di una vita molto sedentaria e la gotta, indice di una di alimentazione da benestanti.

Dario Piombino-Mascali parla poco delle due mummie quella di Otzi e quella di Evita sia per rispetto ad un gruppo di ricercatori che sta svolgendo uno studio specifico sulla prima delle due mummie sia perché il titolo dato al seminario è puramente virtuale volendo significare, con lo stesso, che lo studio delle mummie ha una storia molto lunga, affonda le sue radici in tempi antichi e prosegue ai nostri giorni.

L’argomento poteva risultare pesante e noioso ma il modo semplice e naturale con cui Dario Piombino-Mascali ha esposto le sue idee e i risultati della ricerca storica e della ricerca personale hanno fatto sì che il seminario fosse seguito con molta attenzione e interesse da parte di tutti.

Il seminario si è concluso con interventi da parte di alcuni soci e Dario Piombino-Mascali è stato salutato con commozione da parte di tutti con l’orgoglio di avere fra i nostri giovani un eminente studioso, ma anche col rammarico che giovani pieni di talento devono andare fuori dal proprio paese per fare carriera.

Per questo il Prof. Angelo Miceli, Presidente dell’ADSeT, prima di iniziare il lavoro seminariale, nel salutare il giovane ospite lo ha definito “nato a Messina ma cittadino del mondo” e la Dirigente scolastica dell’ITES “A.M. Jaci”, Giovanna Messina, si è mostrata orgogliosa di avere nel proprio istituto la presenza di un giovane talento.

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