PRIMA MONDIALE DELLA SUITE N.4 “MESSINA” DI PEROSI E LA QUARTA SINFONIA DI CIAJKOVSKIJ AL TEATRO VITTORIO EMANUELE

Con la sapiente direzione del M° Giuseppe Ratti l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele ha eseguito in prima mondiale la Suite n. 4 “Messina”, dedicata da Lorenzo Perosi alla nostra città, e la celebre Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36 di P.I. Ciajkovskij

Concerto Ratti-Perosi

Al Teatro Vittorio Emanuele di Messina nutrito il programma degli eventi musicali andati in scena sabato 27 e domenica 28 aprile 2019 con il “Concerto Sinfonico” in cui è stata eseguita, in prima assoluta mondiale, la Suite N.4 “Messina” di Lorenzo Perosi, (Tortona, 1872 – Roma, 1956) insieme alla celebre ed impegnativa Sinfonia n.4 in fa minore op.36 di P.I. Ciajkovskij (Kamsko-Votkinsk, 1840 – San Pietroburgo, 1893). Tra le interessanti proposte in cartellone per la stagione teatrale 2018/2019 della sezione Musica e Danza, a cura del Direttore artistico Matteo Pappalardo, l’esecuzione della composizione dell’autore tortonese è stata un evento di considerevole rilievo non solo dal punto di vista musicale ma culturale a tutto tondo e, nello specifico, per la nostra città ha dato vita ad una vera e propria “scoperta” di una bella e importante pagina ad essa dedicata.

Lorenzo_PerosiDon Lorenzo Perosi, nominato nel 1898 da papa Leone XIII Direttore Perpetuo della Cappella Musicale Pontificia Sistina, è noto come grande compositore di musica sacra; definito “Il nuovo Palestrina”, animato da una intensa attività creativa, fu assai famoso tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento in Italia e all’estero. Eminenti personalità della cultura come D’Annunzio, Carducci, Fogazzaro, Puccini, Mascagni, Massenet (che lo definiva il Bach italiano) Giordano, Boito e Toscanini lo ebbero in grande stima e, a tal proposito, non a caso ci piace citare la celebre frase di Giacomo Puccini: “C’è più musica nella testa di Perosi che in quella mia e di Mascagni messe insieme”.

L’attività creativa dell’estimato compositore tortonese non si limita infatti solo alla musica sacra ma si esprime anche con “l’altro Perosi”, quello della musica strumentale pura, come per la Suite “Messina” che si propone in prima mondiale. Doverosamente ricordiamoPerosi e Toscanini che, di fatto, presso la Biblioteca  Apostolica Vaticana e la Ricordi giace la sua musica cameristica e sinfonica, ignorata fino a poco tempo fa; un mondo sommerso perosiano di oltre 2000 titoli, materiale che venne acquisito dalla Biblioteca Vaticana grazie all’interessamento di Arturo Sacchetti e di S.E. Agostino Casaroli. Da queste opere emergono le sue speciali doti musicali, contrassegnate da particolare fascino, eclettismo e profonda sensibilità.

Fu intorno al 1906 che Perosi diede vita al progetto di dedicare composizioni sinfoniche per grande orchestra ad alcune città italiane, legate alle sue esperienze, e così scrisse le suites Roma, Venezia, Firenze, Messina, Tortona, Milano, Torino, Genova, forse Napoli (incompiuta) e, alla conclusione di questo ciclo, vi era la decima suite intitolata Italia che avrebbe incluso coro ed orchestra.

Riguardo la composizione “Messina” l’autore stesso dichiara che tale suite è stata ispirata dal terribile terremoto che colpì la città il 28 dicembre del 1908, un disastro di immani dimensioni che causò circa 120.000  morti. Ma come emerge dalla conferenza stampa di presentazione dell’evento (tenuta nel foyer del “Vittorio Emanuele” nella mattina di sabato 27) ebbe importanza decisiva per don Lorenzo anche il suo legame, affettivo ed emotivo, per le bellezze culturali ed artistiche della città. Sono tante le tracce, infatti, delle sue visite a Messina e numerose sono le testimonianze che vengono custodite negli archivi arcivescovili.

Giuseppe Ratti

Durante l’incontro a cui hanno partecipato il Sovrintendente dell’Ente Teatro peloritano, Avv. Gianfranco Scoglio, il Direttore artistico della sezione Musica del Teatro di Messina, M° Matteo Pappalardo, il Vescovo ausiliare Mons. Cesare Di Pietro e il Direttore artistico del Perosi Festival di Tortona, don Paolo Padrini, è stato ribadito l’alto valore culturale dell’operazione per il recupero della nostra memoria storica ed insieme l’importanza del momento divulgativo che non si esaurirà solo con un concerto ma che vedrà una continuità all’evento.

Grazie alla produzione E.A.R. Teatro di Messina e alla collaborazione con l’Ente Festival Perosi di Tortona molteplici sono le sinergie che sono state messe in campo con iniziative che preludono ad una “rinascita perosiana”. Infatti sarà a cura della casa discografica Tactus la registrazione della prima esecuzione della suite “Messina” che verrà incisa e sarà distribuita dalla Naxos Records a livello internazionale mentre un video del concerto sarà prodotto, con la regia di Fausto Caviglia, a cui si aggiunge ancora una possibile opera di riscoperta dell’arte musicale perosiana grazie al coinvolgimento del Conservatorio “Arcangelo Corelli”.

Concerto Ratti-Perosi 1

Ad eseguire l’inedita partitura l’Orchestra Sinfonica del “Vittorio Emanuele”, in scena con circa 60 elementi, contraddistinta dalla sapiente e brillante direzione del Maestro Giuseppe Ratti per i tre movimenti che la compongono (Andante, il II movimento prima definito Adagio in seguito – dalla partit. – è stato modificato in Andantino e il III mov. Presto), pagine di musica in cui l’autore esprime il suo sentire per quei drammatici momenti vissuti dalla città alle ore 5:20:27 del 28 dicembre 1908: quell’arco di tempo di 37 lunghissimi ed interminabili secondi che generò lo sconvolgimento assoluto nella storia di Messina.

Andante, il primo movimento, con note che delineano cupi scenari carichi di foschi presagi per l’immane tragedia che non manca all’appuntamento con il crudele destino. Allora le atmosfere si caricano di lirica tensione emotiva. Messina è stata colpita al cuore e ferita a morte; ricerca, con disperazione, un punto di riferimento per ciò che resta  poiché niente sarà più come prima.

Concerto Ratti-Perosi 3

Le sensazioni del doloroso riaffiorare dei ricordi caratterizzano il secondo movimento, come anche i momenti di introspettiva meditazione che l’armonica musicalità dell’oboe, del flauto e del fagotto sottendono. È invece verso la speranza del domani che si apre il Presto del terzo movimento, chiaro incitamento diretto al rinnovarsi delle energie vitali della natura umana e alla sua capacità di aprirsi verso prospettive di nuovi orizzonti.

Piotr Ilic Ciaikovskij

Piotr Ilic Ciaikovskij

La seconda parte della serata è stata dedicata all’esecuzione della celeberrima Sinfonia n.4 in fa minore op.36 di P.I. Ciajkovskij

Quattro i movimenti in cui si divide:

I – Andante sostenuto. Moderato con anima (fa minore);

II –  Andantino in modo di canzona (si bemolle minore);

III – Scherzo. Pizzicato ostinato. Allegro (fa maggiore);

IV – Finale. Allegro con fuoco (fa maggiore)

La Quarta Sinfonia, finita di comporre nel 1878, porta la dedica “al mio migliore amico” ma è ormai certo che il celato amico, cui si riferisce il compositore russo, fosse in realtà la sua mecenate, Nadezda von Meck. Uno dei capolavori sinfonici più importanti dell’ottocento, la cui prima esecuzione fu diretta da Nicolai Rubinstein a Mosca nel febbraio dello stesso anno (1878), l’opera musicale vede prevalere il tema della celebrazione della cupa disperazione dell’uomo di fronte al destino che si accanisce, impedendogli di raggiungere la felicità; l’uomo si chiude in sé stesso, nel sogno e nel distacco dal mondo terreno, alla ricerca di una desiderata felicità inattaccata dal fato.

La baronessa von Meck, mecenate del compositore

La baronessa von Meck, mecenate del compositore

Sebbene lo stesso Ciajkovskij affermasse che la composizione di una sinfonia è un processo non facilmente esprimibile a parole ed essenzialmente lirico, questa sua opera fu composta secondo un programma e, a tal proposito, ciò che segue sono le parole del compositore tratte da una delle lettere lasciate “al suo migliore amico”, appunto la sua mecenate Nadežda von Meck:

“L’introduzione è il seme dell’intero lavoro, senza dubbio l’idea centrale. È il fato: quella forza oscura che impedisce all’impulso, alla felicità di raggiungere il suo obiettivo; quella forza che gelosamente assicura che felicità e pace non siano complete e serene – e che avvelena costantemente il cuore. Una forza invincibile…

Il secondo movimento esprime una diversa fase della tristezza. È la melanconia che ci prende la sera quando ci sediamo soli, con un libro in mano, che ci sfugge e cade in terra…

Il terzo movimento non esprime alcun sentimento specifico. È composto di arabeschi capricciosi, d’immagini elusive che ci scorrono rapidamente innanzi agli occhi…

Il quarto movimento: se non riesci a trovare gioia in te stesso, vai in mezzo agli altri, impara la felicità dalla gente semplice intorno a te. Ma gli altri non si accorgono di te, della tua tristezza. Rimprovera te stesso e smettila di dire che tutto a questo mondo è triste e misero. Gioire è semplice. Gioisci della gioia degli altri. Vivere è ancora possibile.

Ecco, questo è tutto quello che so spiegare della nostra sinfonia…”

Concerto Ratti-Perosi 2

Calorosi alla fine delle due esecuzioni gli applausi del pubblico, rendono meritevole omaggio all’eccellenza del bel momento di cultura musicale mentre un sentito plauso va alle pregevoli iniziative della direzione artistica dell’Ente Teatro per l’attenzione posta sulle scelte artistiche inserite tra le proposte in cartellone, giusto segno verso la riscoperta delle nostre bellezze culturali, come il caso della prima della Suite n.4 “Messina” di Perosi: un gran bel dono dell’E.A.R. Teatro di Messina alla comunità dei messinesi, un evento che lascia traccia verso la riscoperta delle proprie radici storiche e, insieme, opportunità preziosa per riappropriarci di un significativo momento del nostro patrimonio culturale anche perché è importante non dimenticare…

Manifesto Concerto Perosi

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