“Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli” di Marco Termenana vince il Primo Premio “Pagine di Territorio. Storie di Uomini e Paesi”

Continuano gli allori per Giuseppe Noemi. "Mio figlio. L'amore che non ho fatto in tempo a dirgli" di Marco Termenana cioè il libro uscito agli inizi di questa estate, sabato 23 ottobre p. v., viene premiato quale vincitore unico della Sezione “Autori & Editori” al Concorso Letterario “Pagine di Territorio. Storie di Uomini e Paesi” a Livorno Ferraris, piccolo ma vivace centro agricolo vercellese.

Molto attivi per l’organizzazione della competizione, sono stati l’Assessore alla Cultura e Istruzione Mara Bianchetti e il Sindaco Stefano Paolo Corgnati. Giova precisare che siamo alla sua tredicesima edizione, dove le prime dieci sono state gestite dal vicino Comune di Crova.

Per "Mio figlio", invece, è il quinto riconoscimento in pochi mesi, cioè dal 5 luglio u. s. (secondo posto al “Premio Riviera Laurence Olivier e Vivien Leigh” a Bardolino, Verona, targa al “Premio Montefiore” a Montefiore Conca, Rimini, quinto posto al Premio “Il Sigillo di Dante” a La Spezia e finalista al “Premio Giovanni Bertacchi” a Sondrio).

Marco Termenana, invece, con lo pseudonimo di El Grinta, sullo stesso argomento, ha già pubblicato GIUSEPPE nel 2016.

I romanzi sono ispirati al suicidio realmente accaduto nella notte tra il 24 ed il 25 marzo 2014 a Milano, città in cui vive, di Giuseppe, il figlio all'epoca ventunenne (il primo di tre), quando cioè apre la finestra della sua camera, all'ottavo piano di un palazzo, e si lancia nel vuoto.

Si racconta il mal di vivere di un essere che si è sentito sin dall'adolescenza intrappolato nel proprio corpo e, infatti, è anche la storia di Noemi, alter ego femminile che assume contorni definiti nella vita dei genitori solo nel momento in cui si toglie la vita.

Tragedia non solo di mancata transessualità ma anche e soprattutto di sofferto e mortale isolamento, al secolo hikikomori.

“Non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno e reco solo una testimonianza che auguro a tutti di non replicare mai, tra l’altro venuta fuori per caso perché io volevo solo commemorare Giuseppe. Sapete però cos’è quello che mi ha fatto più piacere quando ho saputo del risultato? – ha detto lo stesso autore - Non i quattrocento euro del premio (anche), non che sia il vincitore assoluto della sezione (non c’è podio), ma che siano stati soprattutto i giovani della commissione ad assegnare a “Mio figlio” il massimo del punteggio disponibile!

Penso sempre che Giuseppe, in spirito, sia ben accetto e quindi a suo agio, in mezzo ai ragazzi che conoscono la sua storia e questo, anche se non ho mai capito perché, mi fa stare bene…”

Difficile aggiungere altro a parole cose semplici e dirette, se non l’augurio che il libro continui a penetrare nelle scuole di tutta Italia e diventi sempre di più una lettura autonoma suggerita per gli studenti a partire dalle terze medie e per i loro genitori e docenti.

Inoltre, ennesima prova, qualora ancora occorresse, che non siamo di fronte a una sdolcinata storia che commuove le Giure, ma di fronte alla cronaca - dettagliata e ben raccontata da vero “berretto verde” della letteratura - della lotta incessante di un padre all'incomunicabilità tra genitori e figli durata l'arco della breve vita di Giuseppe e narrata a ritroso a partire dalla notte maledetta.

Bello cioè il talento dell'autore che gli consente di raccontare i tragici fatti che ha vissuto in un modo tale che la sua lettura risulta subito avvincente e convincente, con il magico potere di modificare anche il tempo e farlo diventare uno solo: il presente di ciò che narra.

Ultimo ma non per ultimo, suggerito anche alle nonne, visto il rapporto che Giuseppe aveva con quella materna e teneramente narrato.

E allora, sotto ragazzi e in bocca al lupo Giuseppe Noemi!

L’autore è contattabile attraverso la sua nuova pagina Facebook "Marco Termenana”.

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