L’anniversario dell’assassinio di Harvey Milk

Lo scorso 27 novembre è stato il 35esimo anniversario dell’assassinio di Harvey Milk, primo gay dichiarato a essere eletto in un’istituzione statunitense

Il 27 novembre del 1978, dentro al municipio di San Francisco, l’ex consigliere comunale Dan White uccise il sindaco George Moscone e il consigliere comunale Harvey Milk, primo gay dichiarato ad essere eletto in un’istituzione statunitense.

Chi era Harvey Milk. Harvey Milk nacque a Woodmere, Long Island, New York, da una famiglia ebraica di origini lituane. Si laureò in matematica all‘Albany State College nel 1951 e nel 1972, come altre persone omosessuali di quel periodo, si trasferì a San Francisco con il suo compagno Scott Smith. Nello stesso anno aprì un negozio di fotografia nel quartiere gay di Castro, molto noto all’epoca per essere il ritrovo principale della comunità LGBT cittadina. Milk creò nel quartiere il primo importante gruppo di coscienza che lo avrebbe poi sostenuto alle elezioni. Divenne ben presto il leader della comunità gay, fondò la “Castro Valley Association“, un’associazione dei commercianti locali, e fu nominato rappresentante degli interessi del quartiere nelle relazioni con il governo cittadino. Harvey Milk si candidò tre volte a cariche amministrative senza venire mai eletto. Diventò comunque il portavoce della vastissima comunità gay di San Francisco, venendo per questo soprannominato “sindaco di Castro Street”.

L’elezione del primo gay. Nel 1977 venne eletto supervisor (consigliere comunale) diventando il primo rappresentante di una delle maggiori città degli Stati Uniti ad essere apertamente gay. In undici mesi da consigliere, Milk si batté in difesa di una legge per i diritti dei gay di San Francisco, e il suo intervento fu decisivo nel rigetto della Proposition 6 promossa dal senatore dello stato John Briggs. La Prop6 avrebbe permesso il licenziamento degli insegnanti dichiaratamente gay in base alla loro identità sessuale: Milk, in un dibattito pubblico con Briggs davanti a tutta la nazione, sfiancò a tal punto il senatore, argomentando su tutto, che alla fine, nel novembre 1978 la legge fu definitivamente rigettata dai californiani.

 

L’assassinio di Harvey Milk. White a quel punto ricaricò l’arma e si recò nell’ufficio di Milk nella parte opposta dell’edificio. Lo incontrò appena arrivato nell’ala riservata al consigliere e gli sparò in pieno petto. Milk cadde a terra privo di sensi, morì poco dopo in ospedale. White negò la premeditazione, in tribunale rischiò fino all’ultimo la pena di morte ma fu condannato nel 1979 a soli a sette anni e otto mesi – ridotti poi a cinque anni – per omicidio volontario poiché i suoi avvocati riuscirono a dimostrare la seminfermità mentale. La sentenza scatenò gli scontri tra manifestanti gay e polizia. Nel 1984 uscì di prigione, l’anno dopo si suicidò nel garage della moglie con i gas di scarico della macchina.

Il giorno dopo l’assassinio, un corteo spontaneo per le via della città raccolse oltre quindicimila persone ‘armate’ di candele e bandiere arcobaleno. Nel 2002 Milk fu definito il rappresentante apertamente gay più noto e influente mai eletto negli Stati Uniti. Nel 2009 il Presidente Barack Obama ha conferito alla memoria di Harvey Milk la massima decorazione degli Stati Uniti, la Presidential Medal of Freedom, per il suo contributo al movimento per i diritti dei gay.

La vita di Harvey Milk è stata immortalata nel documentario The times of Harvey Milk che nel 1984 ha vinto l’Oscar come miglior documentario, e nel 2009 in un film di Gus Van Sant intitolato semplicemente Milk. L’attore che interpretò Milk nel film di Van Sant fu Sean Penn, il quale vinse l’Academy Award come miglior attore. Di seguito il trailer del film con Sean Penn.

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