Giovanna Fileccia e la coffa come simbolo della Sicilia

 Da Terrasini con amore e passione: scrittrice, poetessa, innovativa, creatrice di moda. Poliedrica la nostra Giovanna

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 Il suo sguardo dolce e profondo come, talvolta, sono le ferite del cuore… Terrasini e’ piu’ ricca con la sua  figura poiche’ porta arte creativa e originale: C’è ne vuole parlare?

“Vivo a Terrasini da molti anni e mi inebrio del panorama che affaccia sul mediterraneo. È fonte di spaziosa creatività: il mio terzo libro, il poema “Marhanima, testo poetico e opere tridimensionali di Poesia Sculturata” pubblicato nel 2015 da Ed. Simposium, è dedicato anche al mare di Terrasini. “Marhanima” dopo essere stato presentato a Cefalù per Illustramente Earth Day, ai Cantieri Culturali alla Zisa, all’Arsenale della Marina Regia e a Ustica con la collaborazione della Soprintendenza del Mare (al suo interno annovera le prefazioni dell’architetto Alessandra De Caro, dirigente della Soprintendenza, della Psicoterapeuta Caterina Vitale e del compianto Soprintendente e Assessore Sebastiano Tusa), è stato presentato a Terrasini insieme al presepe artistico che io e il mio amato marito Alessandro Di Mercurio (che ora risiede nella parte destra del mio corpo) abbiamo realizzato nel 2009, e la mostra di Poesia Sculturata. Inoltre l’amministrazione di Terrasini mi ha invitata a recitare le mie poesie per tutto il periodo estivo del 2018 ai giovedì letterari presso il Museo D’Aumale, e ha aderito al mio progetto “Poesia Sculturata in Cartoline da donare”: una serie di cartoline con le mie poesie sia in italiano che in dialetto siciliano e immagini delle opere tridimensionali che io stessa creo.

Lei Giovanna e’ anche una decoratrice di borse e tendaggi. Una passione che le appartiene  da anni. Ci parli delle  coffe siciliane uno dei simboli della tradizione sicula Non e’ vero?

“È vero, la passione per il cucito mi appartiene da sempre: abiti, quadri, tappeti e soprattutto tende e tende  scultura. Anche qui a ogni tenda do il titolo di una mia poesia breve. Sono socia ALAB e sia che io mi occupi di arte o di artigianato cerco di far convergere le radici della tradizione con la mia personale visione delle cose. Da almeno dieci anni creo borse originali e uniche a cui abbino una mia poesia. Alle coffe ho dato nome “SpiralCoffa” sia perché la spirale è il simbolo che ricorre in ogni aspetto del mio mondo artistico, sia perché, da secoli, mani sapienti intrecciano la palma nana per dare forma alle “Coffe siciliane”: quelle dita partono da un punto che si estende a spirale a formare la base rotonda, per poi salire e aprirsi a calice. Mi occorre tempo e buon gusto per scegliere i tessuti e gli elementi per ricreare l’armonia dell’insieme, e poi tante ore pazienti per cucire a mano tutto ciò che fa di ogni SpiralCoffa un manufatto bello e resistente. Per richiamare la tradizione siciliana uso i cristalli Swarovski al posto di specchietti e i cordoni a formare Spirali. Ogni borsa rispecchia lo stile di “Segui la Giraffa”. Utilizzo tessuti pregiati in seta, ciniglia, cotone, velluto; pizzo nero e macramè nero dipinti a mano; cordone, passamaneria e nappe in misto seta; cristalli Swarovski, pietre di vetro, di murano, di ceramica, di legno, d’acciaio. La chiusura è un anello in ottone e fascia di tessuto pregiato.  Ogni SpiralCoffa è una borsa capiente, unica, originale e cucita a mano. Realizzata nel lato A e nel lato B. Ogni SpiralCoffa ha piccoli manici in corda ed è dotata di una comoda tracolla. È corredata da una sacca in raso di seta molto pratica ed elegante dove riporre ogni oggetto senza correre il rischio di essere perso. Inoltre la sacca può essere spostata in un’altra borsa. Alcune SpiralCoffa sono disponibili foderate in raso di seta con tasche porta telefono, portapenne, portarossetto. Altre sono disponibili con fodera cucita a mano solo sul fondo rotondo. Quando non usate, suggerisco di esporle a casa vostra come se fossero una delle opere tridimensionali di “Poesia Sculturata della Fileccia”: cerchi e semicerchi che ricongiungono al passato e invitano ad andare verso il futuro. Recentemente ne ha parlato la Fashion Blogger Daniela Pecoraro nel suo blog.

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Lei e’ anche un’istallatrice di pezzi originali; una forma d’arte tutta sua da lei inventata. Vuole esporre ai lettori del Globus in che cosa consiste  questa nuova arte polimaterica?.

“Con piacere, anzi colgo l’occasione per ringraziare Lei Duchessa Fici e i lettori di Globus per tanta attenzione. La “Poesia Sculturata” è il mio mondo, rappresenta la visione che ho delle cose. Racchiude l’ideologia che mi porto dentro fin da bambina. Sono l’artefice di questa nuova espressione d’arte, così come io stessa ho ideato tale neologismo.
Perché Poesia Sculturata? perché ogni opera tridimensionale nasce dalle mie poesie, infatti ognuna ha il titolo e i versi della poesia che mi è stata d’ispirazione. Nasce con me: fin da ragazzina ho immaginato, disegnato e raccontato di forme circolari, spirali, cerchi. Forme armoniche che oggi mi riportano al centro di me stessa. C’è una poesia che si intitola “Introspezione” pubblicata in “Sillabe nel Vento” che inizia così: “Mi riavvolgo a spirale\ girando su me stessa \per lineare il mio\ equilibrio per cogliere la mia essenza”: è questo il senso che do alle mie opere di Poesia Sculturata, il senso più profondo e più vero. Ho sempre avvertito questo bisogno di unire la poesia alla materia. La poesia mi ha aiutato a far uscire fuori da me la materia e a dare forma alle parole. Parole e materia si compensano e si completano. Realizzo le opere dal 2013 dopo che Ed. Simposium ha pubblicato il mio primo libro “Sillabe nel Vento”. Inizialmente realizzai tre pannelli rotondi che denominai “Poesia Sculturata, Frammenti di Giovanna Fileccia” per una mostra itinerante di sei mesi. Ogni pannello, che seppi poi essere MANDALA, ha al centro un filo con un oggetto in bilico che rappresenta la precarietà di ognuno. La mostra itinerante mi diede la possibilità di realizzare altre opere di Poesia Sculturata: Metafore, Linguaggio, Essenzialmente io, I sensi dell’amore eccetera. In questi anni ho allestito altre mostre personali le più importanti: EQUI-LI-BRIO?, ESSENZIALMENTE IO, LA GIOSTRA DORATA, MARHANIMA, SILLABE NEL VENTO, POESIA SCULTURATA. Quando nel 2015 Ed. Simposium pubblicò “La Giostra dorata del Ragno che tesse” lo storico Pippo Oddo ne scrisse la prefazione dal titolo “Giovanna Fileccia e la Poesia Sculturata come ricerca e tessitura del destino umano” (Si trova sul web). Pippo Oddo spiegò il meccanismo che c’è dietro le mie opere e mi fece notare che tutto era partito nel 2009 quando io e mio marito Alessandro di Mercurio realizzammo il presepe artistico\filosofico ispirato dalla poesia “Metafore”. Un presepe che ha vinto premi e che ancora oggi ha bisogno di essere spiegato perché nella sua semplicità è complesso. Per realizzare le opere di Poesia Sculturata, utilizzo materiali preziosi e materiali di recupero e anche tele, pelle, cartone e stoffe, pietre, swarowski ma, soprattutto, gli elementi della terra e del mare tra cui alghe, sabbia e conchiglie. Il mio è un voler dare valore a un oggetto, a un materiale; dare vita a ciò che nasce da un’idea, fare in modo che un oggetto piuttosto che essere scartato, gettato, possa essere impiegato nuovamente. Ciò che scrivo e che creo richiama alla stessa circolarità: in “Sillabe nel Vento” ogni refolo ha il compito di tornare a illuminare il caos della mente; ne “La Giostra dorata del Ragno che tesse” il tema comune è il rispetto; in “Oggetti in terapia” rafforzo la mia idea del dare una seconda vita agli oggetti e auspico il giusto rispetto delle cose, degli uomini e dell’ambiente. In “Scossa” la terra urla il suo dolore nell’essere calpestata, scavata, penetrata; in “Aneris” la sirena si imbatte in un’isola di plastica e lancia un monito affinché cambi il modo di vivere di ognuno. La Poesia Sculturata mi offre, sia la possibilità di parlare ad ampio raggio della Terra, dell’ambiente, del riutilizzo, che di raccontare l’interiorità. Il mio obiettivo è raccontare la circolarità propria del respiro, dell’alito divino a chiederci: Chi siamo? Cosa siamo? Perché siamo? Dove andiamo? In fondo siamo piccoli ragni: sta a noi scegliere cosa tessere e come tessere la nostra tela in questa Giostra dorata che è la Vita”.

Sui Social  si e’ inventata in questi lunghe settimane di stasi che hanno costretto tutti noi a stare a casa per  via del virus, dei video dove il libri fanno da “ padrone”. Ci vuole spiegare come si svolgono questi pomeriggi di cultura?

In questo inizio del 2020 il Corovavirus è entrato prepotente nelle vite di tutti noi e ha stravolto i nostri giorni. L’unico modo in cui sono riuscita a non farmi travolgere dall’angoscia è stato aggrapparmi alla scrittura e alla lettura. Poi il 19 aprile un amico mi ha invitato a proseguire una delle catene social che prevedeva la pubblicazione di una copertina senza alcun commento. Ho accettato ma a modo mio: ho spezzato la catena e ho ideato la rubrica #Tiraccontounlibro a cura di Giovanna Fileccia che pubblico sui social e sul mio Blog “Io e il Tutto che mi attornia”. Ad oggi sono più di trenta i video in cui racconto i libri. Scelgo tra i volumi che ho nella mia libreria. Racconto i libri di autori classici –Orwell, Hess, Bach, Mamani, Tamaro, Camilleri, Pirandello eccetera-, e di quegli autori emergenti di cui ho scritto la recensione, ho relazionato durante la presentazione, o ne ho scritto la prefazione oppure semplicemente letto. Scelgo il libro in base a ciò che mi ha lasciato sia dal punto di vista personale che artistico. Di recente molti blog si sono interessati alla mia rubrica che è totalmente amatoriale, e che “giro” da sola a casa mia con la sola compagnia delle parole e delle opere di Poesia Sculturata. Tra gli altri anche Radio Amica sta riproponendo la rubrica #Tiraccontounlibro sulla pagina ufficiale di Facebook. Non avrei mai immaginato che tale iniziativa riscuotesse tanti consensi e ciò non può che farmi piacere”

 La sua presenza sara’ certamente gradita come creativa di moda e di innovativa poesia “sculturata”; arti  che certamente  emozioneranno gli spettatori che  numerosi parteciperanno a serata doc di cultura e tradizione culinaria: progetti  ……. ma non vogliamo svelare troppo; tutto a tempo debito…?

”Progetti? Tanti in testa. Arriva l’estate e sarebbe bello presentare di nuovo “Sillabe nel Vento”, “La Giostra dorata del Ragno che tesse” e “Marhanima” nelle spiagge di tutta Italia, sarebbe bello presentare “Oggetti in terapia” a tutte le persone di ogni età, scuole comprese, che promuovono il rispetto per gli uomini e per le “cose”, persone che prediligono le letture ironiche ma allo stesso tempo letture portatrici di messaggi importanti.

E poi ho tanti libri di prosa, di poesia, di fiabe e di teatro da pubblicare, e opere di Poesia Sculturata che mi frullano in testa. Sì, mi piacerebbe partecipare di nuovo a qualche fiera artigianale dove l’arte in tutte le sue forme si “sposi” con la tradizione culinaria siciliana, così come mi piacerebbe allestire una mostra personale in cui recitare le mie poesie accanto le opere tridimensionali. E tornare a interpretare “SCOSSA” davanti un folto pubblico così come ho fatto a Milano. E poi mi piacerebbe che ogni fibra del mio corpo si riempisse di serenità, e che tutti noi potessimo tornare a sorridere e a vivere spensierati consci di quanto le relazioni la bellezza e il lavoro siano fondamentali per tutti”.

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