Zahi Hawass a Catania e Taormina: Augusto e il dramma egiziano

 Una tre giorni tra Catania, Augusto e un dramma egiziano. 
Iset”, primo dramma sacro ispirato al mito di Iside e Osiride. 

Catania, Augusto e un dramma egiziano. Cosa lega questi tre elementi?

Apparentemente nulla. Ma dal 23 al 26 ottobre non è stato più così. E questo al Palazzo della Cultura per le celebrazioni dell’Imperatore Ottaviano Augusto.

Per quanto riguarda quest’ultimo, Catania, colonia romana dal 21 a.C., ha rivissuto il suo passato con mostre, tavole rotonde e conferenze sul bimillenario dalla morte dell’imperatore. Infine, presentato anche il dramma che guarda all’Egitto: ‘Iset’ a firma di Dora Marchese e Francesco Santocono. Tra gli ospiti di questa tre giorni culturale, il sindaco di Catania Enzo Bianco e l’egittologo Zahi Hawass.

Apertura dei lavori giovedì 23 ottobre con la tavola rotonda “Augusto: parole e simboli della cultura e del potere” presieduta da Claudia Giuffrida, Dario Palermo, Giovanni Salanitro e Dora Marchese, dell’Università di Catania.

Il lascito culturale del periodo augusteo – ha spiegato la Marchese, direttore scientifico della manifestazione – è presente nelle nostre parole, nell’immaginario e nei segni monumentali con cui continuiamo a confrontarci. Augusto – ha continuato la professoressa – realizzò un modello di governo di popoli ed etnie con distinte connotazioni e culture, gestito con efficacia, equilibrio e rigore. I suoi fasti raggiunsero l’apice dello splendore nei primi due secoli dell’era cristiana, fissando uno degli ancoraggi più solidi della civiltà occidentale nell’incontro tra grecità, romanità e cristianità sotto il segno dell’universalismo’.

L’assessore alla Bellezza e ai Valori Condivisi Orazio Licandro, Dora Marchese e Fulvia Toscano, direttore artistico di ‘Naxos legge’, hanno presentato invece, venerdì 24 ottobre, il libro di Lorenzo BraccesiGiulia, la figlia di Augusto” (ed. Laterza).

Giulia non è una donna qualunque – dice l’autore – ma è l’unica figlia del primo imperatore di Roma. Lei è una donna discussa, criticata, indomabile, musa di poeti e insieme intrigante cospiratrice. Il libro racconta la vita di Giulia, dal primo accordo di matrimonio stipulato dal padre quando aveva due anni fino alla morte, avvenuta – conclude il Braccesi – lo stesso anno di Augusto, chissà se per caso”.

A chiudere la manifestazione sabato 25 ottobre al Teatro Sangiorgi, la lectio magistralis del noto egittologo Zahi Hawass (“Piramidi, mummie e Cleopatra: recenti scoperte”).

L’archeologo egiziano, nato a Damietta nel 1947, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità Egizie, è noto a livello internazionale per le sue frequenti apparizioni a History Channel o alla CNN, dove, tra l’altro, ha smentito la ‘Teoria degli Antichi Astronauti’. Lo studioso, da sempre, critica le teorie sulla presunta civilizzazione extraterrestre della terra, ribadendo che furono i soli Egizi a costruire le piramidi e negando che esse siano state base d’atterraggio per mezzi spaziali alieni, come racconta il film di fantascienza ‘Stargate’.

Tra i suoi vari studi, nel 2005 quelli sul decesso del faraone Tutankhamon.

Domenica 26, al Museo Casa Cuseni di Taormina, Fulvia Toscano e l’egittologa Stefania Sofra hanno presentato poi il dramma teatrale ‘Iset’ di Dora Marchese e Francesco Santocono, responsabile stampa dell’ospedale “Garibaldi” di Catania. 

La Sofra ha illustrato il mito di Iside e Osiride, e i due autori dell’opera, che incarna il primo esperimento di rappresentazione teatrale del mito stesso, hanno spiegato come è nata la loro idea: “Quest’estate, – ricorda Santocono – dopo aver assistito alla tragedia greca ‘Agamennone’ al Teatro Greco di Siracusa, Dora ed io ci siamo guardati negli occhi chiedendoci “Perchè non metter su una tragedia egizia?”.

I due autori avevano già a disposizione una base tragica: Seth, dio del caos uccide per gelosia il fratello Osiride, dio dell’oltretomba.
Da qui l’ispirazione che ha trasformato un‘idea nata per gioco in ricerca, frutto di una reale passione che non ha nulla da invidiare agli studi di esperti e studiosi di tutto il mondo.

Donne, la scorsa notte ho fatto un sogno orribile, una visione atroce e perversa mi ha attraversato come fosse una lava”. 
Così comincia il testo di “Iset”, primo dramma sacro ispirato al mito di Iside e Osiride, letto a Taormina dall’attrice Donatella Finocchiaro.

 

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