A Cuba, dopo 60 anni, finisce la dinastia dei Castro

 Il Parlamento dell’Avana si è riunito ieri per eleggere il successore di Raul. Il prescelto è Miguel Diaz-Canel, un civile che non ha fatto la rivoluzione del ’59, il delfino dei fratelli Castro, l’uomo che ha costruito la sua carriera all’ombra della dedizione finalizzata al successo, scalando tenace e fedele i gradini del partito

636595798875448057-AP-Cuba-The-Next-PresidentL’Assemblea nazionale si è riunita in sessione plenaria per eleggere il successore dell’86enne Raul Castro, che si è presentato davanti ai 605 membri del Parlamento cubano senza la consueta uniforme militare, indossando una abito con cravatta. A succedergli nel ruolo di presidente sarà il suo vice, il 57enne Miguel Diaz-Canel, esponente di una generazione che non ha legami con l’epopea rivoluzionaria di Fidel Castro, che nel 1959 spodestò il regime di Fulgensio Batista. Il passaggio ad una nuova generazione sarà comunque graduale. L’86enne Raul Castro, succeduto al fratello maggiore Fidel, rimarrà infatti leader del partito Comunista almeno fino al prossimo congresso del 2021, conservando il grado di Generale dell’Esercito, ovvero di massima autorità delle forze armate.

Ingegnere di formazione, Diaz-Canel ha scalato tutti i gradini del partito Comunista. E’ stato leader del partito in due delle province più importanti dell’isola, prima nella provincia natia di Villa Clara, poi a Holguin, da cui vengono i fratelli Castro. La gente ne ricorda lo stile alla mano, in giro in bicicletta con la maglietta del Che.

E’ stato Raul a chiamare Diaz-Canel all’Avana, nominandolo ministro dell’Istruzione superiore nel 2009. Nel 2013 Raul lo scelse come primo vice presidente, preferendolo ad altri giovani leader emergenti come Roberto Robaina e Felipe Perez Roque che, a suo giudizio, apparivano troppo attirati “dal miele del potere”.

cubaDiaz-Canel è stato invece più discreto e solo di recente ha cominciato ad avere maggiore visibilità. Ha rappresentato Cuba in occasione di insediamenti di presidenti di paesi amici e ricevuto delegazioni di paesi alleati come il Venezuela e la Russia. All’estero si è fatto spesso accompagnare dalla seconda moglie, Lis Cuesta, rompendo la consuetudine cubana di consorti invisibili.

Il battesimo politico di Miguel Diaz-Canel fu quando prese parte, poco più che ragazzo, alla missione militare cubana in Nicaragua a sostegno dei sandinisti (un’ideologia patriottica e antimperialista basata sul pensiero di Augusto Cèsar Sandino, un rivoluzionario nicaraguense). Ha poi studiato per diventare ingegnere elettronico e, negli anni Novanta, ha insegnato all’università.

450395-castro-m3597802bSi allontanò dalla dottrina del partito avvicinandosi a un centro culturale aperto alla comunità Lgbt (termine usato negli anni Novanta per riferirsi a persone di un altro sesso), che in quegli anni era ancora emarginata, dato che nel partito prevaleva una forte omofobia.

Come nuovo presidente, Diaz-Canel, dovrà fare una serie di scelte per assicurare un “paese prospero e sostenibile” come ha finora promesso Raul. L’isola ha infatti bisogno di investimenti stranieri e deve affrontare l’annoso problema della sua doppia valuta: il peso cubano (Cup), con il quale lo stato paga i salari, e il peso convertibile (Cuc) usato per il turismo e l’acquisto di immobili.

Bisogna anche vedere se farà ripartire l’apertura al settore privato. Rimane il problema dei rapporti con gli Stati Uniti, dopo lo stop al riavvicinamento imposto dalla presidenza Trump, un tema strettamente legato al rapporto con l’emigrazione cubana: il presidente, infatti, impose maggiori restrizioni per gli americani che intendevano viaggiare sull’isola caraibica e per le aziende che là intendevano fare business.

C’è poi la questione delle libertà politiche, della repressione dei dissidenti e del rapporto con il partito comunista. Per la prima volta il presidente cubano non sarà anche leader del partito che, secondo la costituzione, è “la forza dirigente superiore della società”.

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