UN PONTE DI CORPI – APRIAMO LE FRONTIERE.

La Società della Cura di Catania” ha accolto l’appello lanciato da un gruppo di donne, contro le violenze ed i respingimenti di migliaia di migranti nelle frontiere orientali.

Il 6 Marzo alle 17,00 in Piazza Stesicoro a Catania ha preso vita un importante movimento di solidarietà: “Un Ponte di Corpi” . Sit –in, promosso da Lorena Fornasir , attivista dell’associazione “Linea d’Ombra”, nota per le azioni di solidarietà a favore delle persone migranti in cerca di una vita dignitosa, in fuga da guerre ed indigenze, verso i  paesi confinanti. Un simbolico ponte di corpi che attraversa la rotta balcanica, dalla Sicilia fino ai confini del Nordest e Nordovest d’Italia. “La società della Cura di Catania” ha fatto proprio il Manifesto “ Un Ponte di Corpi” per  dare voce ai migranti, vittime di continue violenze rese invisibili dall’indifferenza della società. Sembrerebbe, che nel  2021 la popolazione mondiale sia stata afflitta da un solo problema:il contagio da Covid. L’emergenza pandemia è stato l’argomento principale di telegiornali e media. La paura della propria morte, probabilmente, ha fatto si che la sensibilità comune non si sia soffermata abbastanza su temi altrettanto gravi e dolorosi: il sangue dei migranti respinti alle frontiere,  torturati  o deportati, tragedia al momento in atto anche nei Balcani, dove “La dichiarazione universale dei diritti umani” parrebbe essere un documento mai esistito. Coltivare il proprio orto senza voler guardare oltre la propria siepe. In fondo i problemi sono solo di chi li vive, quindi, tanto vale alzare la siepe, il muro, chiudere l’accesso al proprio giardino. L’isolamento  sociale da  restrizioni Covid  uccide quanto il corona virus, soprattutto coloro i quali hanno la necessità  vitale di essere accolti, avvolti, abbracciati dalla solidarietà umana. Tanti gli argomenti delicati trattati in apertura della manifestazione, negli interventi di : Teresa Modafferi, Afonso di Stefano, Anna Di Salvo, e Daniela Di Dio, per illustrare l’iniziativa che si è svolta contemporaneamente  anche in altre città d’Italia. Un Flash – mob quello di oggi,  per urlare la propria indignazione, per  non essere complici dell’orrore che si sta consumando sotto gli occhi di tutti. Una manifestazione non violenta da parte di quei siciliani che non accettano che la propria Isola, frontiera Sud della fortezza Europa,  continui ad essere scenario di morte di donne, uomini e bambini, inghiottiti dal Mar Mediterraneo nell’indifferenza di molti. Piazza Stesicoro, si  trasforma: un telo blu simboleggiante il mare ricopre totalmente  i corpi  di uomini e donne, le cui mani agitate all’esterno, attraverso apposite fessure, chiedono aiuto  nella speranza di potersi aggrappare ad un sostegno, che non  troveranno mai. Una riproduzione dell’infinita angoscia di chi, disperato naufraga e perde la vita nella vana ricerca di un mondo migliore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *