Torna Giacomo Casanova: l’amante delle donne…in scena

Il cinema si fonde con il teatro, il palatupparello tra il 3D ed i racconti di un antico aedo

Casanova è sempre Casanova! Dalla splendida interpretazione del 1977 in ‘Casanova & Company’ di Tony Curtis a quella di Stefano Accorsi nel 2002 ne ‘Il giovane Casanova’ (senza contare tutte le altre messe in scena, sia teatrali che cinematografiche, che si sono susseguite), Casanova è sempre stato il gran bel giovane amante e amato dalle donne! E dire che anche nell’accezione più comune dare a qualcuno del ‘casanova’ non è che sia proprio un complimento!

Ma, sebbene gli anni passino e solitamente mode, usi, costumi e gusti si dice che cambino, par di capire che l’amore degli uomini per le belle donne non passi mai di moda, anzi…

Ed è così che nasce ‘Casanova in 3D’, spettacolo teatrale felicemente debuttato al PalaTupparello di Acireale lo scorso 7 Dicembre. Quindi…mettete gli occhialini che…si parte!!!

Dietro e fuori le quinte per uno show che spacca gli schemi convenzionali

È dalla Sicilia che nasce la scommessa C.A.M.S. (College Arti e Mestieri dello Spettacolo)!

Ed è proprio il C.A.M.S., con l’organizzazione della J.G.Angel’s, la distribuzione della Associazione Artime e la collaborazione della 3D live live (società di produzione del 3D antesignana nel mondo delle tecnologie in teatro, ideata da Francesco Stochino), a produrre il Musical ‘Casanova in 3D’.

Ideato e diretto da Valentina Spampinato, con Vito Torrisi per la parte tecnica, con le musiche di Lino Zimbone e Salvo Leanza e le coreografie di Letizia Scuderi e Don Cash, può fregiarsi della supervisione musicale di una star mondiale della musica leggera, Lara Fabian, nonché della supervisione coreografica dell’eccellente e noto maestro di ballo Raffaele Paganini.

Il progetto scenografico multimediale è stato realizzato da Andrew Quinn (noto per gli effetti speciali di Matrix e Tomb Rider) e Riccardo Puglisi, esperto di videomapping, mentre le scenografie sono state curate da Marco Lanzafame. Ad Angela Dispinzieri è stato assegnato il ruolo di vocal coach mentre il giovane talento catanese Viviana Tomarchio ha curato la realizzazione dei costumi (ben quattro mesi di progettazione e realizzazione per 60 modelli principali, oltre, ovviamente, gli abiti delle comparse. Un’accurata progettazione, un’attenta scelta di tessuti originari dell’epoca. I costumi ricordano alcuni dei quadri del pittore veneziano Pietro Longhi-1702/1785-. Gli abiti delle meretrici, invece, sono interamente frutto della libera interpretazione dell’epoca da parte della Tomarchio, riletti nella fattispecie allo scopo di favorire le evoluzioni anche acrobatiche degli artisti in scena).

Ricco il corpo di ballo, che ha messo in scena giovani artisti siciliani, alcuni dei quali si sono distinti nel panorama nazionale, come Ester Condorelli (vincitrice di “Ballando con le Stelle-2012”), Jessica Villotta (ballerina di “Amici” di Maria De Filippi nella seconda edizione), Floriana Lauritano (finalista di “Miss Italia 2012”) e Marica Riggio (talentuosa acrobata che, con la sua arte, sta solcando i palcoscenici più prestigiosi del mondo).

Il protagonista, Casanova, impersonato da Dario Inserra ed il suo vero, unico, dolce amore, la prostituta (ma non per scelta) Vittoria, interpretata magistralmente dalla eclettica Francesca Ferro, figlia d’arte, premiata nel 2012 come migliore attrice siciliana.

Indiscusso fiore all’occhiello dello spettacolo, impegnata nell’apertura dell’overture, una vera e propria icona del teatro italiano, nota attrice, cantante ed insegnante di dizione e recitazione: Fioretta Mari.

 

 

 

 

 

 

IL TERZO MILLENNIO ABBRACCIA IL ‘700…E VICEVERSA!

Solo la tecnologia poteva arrivare a tanto!

Lo sposalizio sembra impossibile, invece è meravigliosamente ‘surreale’.

Gli effetti 3D posti in essere in questo spettacolo hanno circondato gli interpreti, compenetrandosi nelle scene. Una vera e propria sinossi tra cinema e teatro, un dentro e fuori di proiezioni che, fuoriuscendo dallo schermo con pacata invadenza, hanno invaso la sala, abbracciando fluttuosamente i protagonisti.

Una forte contrapposizione tecnico-temporale, questa, che ha tenuto alta la suspence degli spettatori, impegnati a vivere la storia ed al contempo godere con curiosità di effetti che creano un “nuovo teatro”.

Un mix travolgente di musiche, colori, voci ed immagini che narrano stati d’animo tra i più disparati, in un’epoca in cui esprimere sé stessi è difficile già di per sé. Questo sarà il grande dilemma del nostro giovane Casanova: cosa scegliere, l’amore grande per il grande amore o l’amore convenzionale voluto dai tempi?

 

TRAMA

Qui si narra la storia del grande Giacomo Casanova, uomo colto e dalle mille risorse, avvezzo a sfruttare il suo indiscusso fascino a favore di una condotta di vita che tramuterà il suo nome nell’emblema dell’uomo seduttore.      

Piacente e dai modi affettatamente vezzosi, piace a donne di qualunque rango, che facilmente possono annoverarsi tra i suoi svariati amori. Amori, però, di sol piacere: Casanova non ha mai messo il cuore. Nessuna è riuscita a farlo davvero innamorare, i suoi sono sempre stati amori dissoluti, passionali e carnali, senza poesia né travolgimento. Il suo esser svogliatamente avventuroso, però, gli mette contro tutto il rigido finto perbenismo settecentesco, cui lui normalmente si accompagna nelle assidue frequentazioni di corti e salotti.

Viveva di espedienti, truffava la legge e se ne faceva vanto: suo unico obiettivo era la ricerca del piacere.

‘Nulla di tutto ciò che esiste ha mai esercitato su di me un così forte potere. Soltanto una bella figura di donna.’

Con questa frase Casanova dipingeva se stesso, il suo ardito modo di travolgere carnalmente le donne, di ammaliarle e sedurle, viziarle e coccolarle e poi, lasciarle sul più bello, immerse in una cupa nostalgia.

Ma la società ed i costumi del tempo non potevano permettere che un simil pericolo continuasse a gironzolare e stuzzicare le donne incontrastato! Donne sposate, novizie e di ogni altra natura furono condotte al peccato dal bel Casanova, ma la Chiesa non poteva permettere un simile disonore, soprattutto già impegnata a celare la aristocrazia veneziana in decadenza. La Chiesa, così, comincia a perseguitarlo, ma, tra una fuga e l’altra, una tempesta colpisce il suo fiero controllo della coscienza: arriva nella vita del Casanova la giovane Vittoria, la prima donna capace di tenergli testa, forte come un uomo, ma sensuale come una grande donna, l’unica che gli ha fatto provare il brivido del vero grande amore, insegnandogli il senso dei valori e la grande passione.

Ma la rigida legge ecclesiastica continua a perseguitarlo e Giacomo, nonostante i diversi appoggi di cui ha sempre goduto nel patriziato, non riesce più a sfuggire alla sicura condanna. Decide, così, di fidanzarsi ufficialmente con una ricca aristocratica, al fine di salvare la sua dignità e poter rimanere all’interno di quella società cui aveva sempre ambito.

Ma ben presto lo raggiunge la triste consapevolezza di aver perso, con quella scelta convenzionale, il suo unico vero amore, Vittoria, e decide di tornare da lei sfidando leggi e convenzioni sociali. Ma è troppo tardi: Vittoria ha pagato con la sua vita. E così Casanova decide di fuggire da Venezia per rifugiarsi nella scrittura, unico vero tramite tra lui e la sua amata. 

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