Taser – pistola elettrica alle Forze dell’Ordine

Primo passo verso la dotazione della pistola elettrica Taser alle Forze dell'Ordine

Adesso è ufficiale: le Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati, che esaminavano l’A.C. (Atto Camera ndr) 2616, hanno accolto l’emendamento, con la proposta di avviare la sperimentazione, presso il Ministero dell’Interno, della pistola elettrica Taser, quale strumento di contrasto in dotazione alle nostre Forze dell’Ordine, a condizione che ciò avvenga con le necessarie accortezza per la salute,  l'incolumità pubblica e nel rispetto dei principi precauzionali e previa intesa con il Ministro della salute. Tale emendamento, in attesa di decisione, è stato approvato dopo che il viceministro all'Interno Filippo Bubbico ne ha proposto una riformulazione rispetto al testo iniziale di Forza Italia.

Dopo lo spray al peperoncino e le microcamere sulle divise, quindi, ecco a voi “Taser”, strumento che produce una scossa elettrica che rende la persona colpita inoffensiva per alcuni secondi.

Grande soddisfazione, quindi, per il deputato bergamasco di FI, l’On.le Gregorio Fontana, promotore dell’emendamento, che ha dichiarato ‘É stato fatto un primo passo verso l’introduzione del Taser come strumento in dotazione alle Forze dell’Ordine. La Prima Commissione ha, infatti, approvato l’emendamento, anche se riformulato dal Governo. C’è da augurarsi che tale condizione non si trasformi in una manovra ostativa verso un’operazione di ammodernamento tecnologico, di estrema utilità per gli operatori della sicurezza e per tutti i cittadini. La pistola elettrica Taser, come è noto, è un’arma di dissuasione “non letale”: essa produce una scarica elettrica, che rende la persona colpita inoffensiva per alcuni secondi, sufficienti alle forze dell’ordine per arrestarla. Il suo utilizzo, pertanto, contribuisce non solo a ridurre i rischi per l’incolumità personale degli agenti ma anche a ridimensionare drasticamente il numero delle vittime nelle operazioni di pubblica sicurezza, come dimostra l’esperienza di molti Paesi avanzati, tra cui gli Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Svizzera’.

Contraria Sel (Sinistra Ecologia Libertà), con il capogruppo in Commissione Daniele Farina: ‘numerosi studi e rapporti ne hanno rilevato la pericolosità e l'uso indiscriminato nei paesi dove l'armamento è stato adottato’.

Il provvedimento ha sollevato le proteste anche del M5S. ‘La possibilità di sperimentare la pistola elettrica Taser, è un’esigenza così tanto urgente e necessaria da essere inserita in un decreto legge?’, si sono chiesti i Cinque Stelle. ‘Quanto ci costeranno queste “pistole giocattolo” non è dato sapere mentre i nostri emendamenti per sbloccare il tetto agli stipendi delle forze dell’ordine non sono stati dichiarati ammissibili. Questa è la priorità di Governo e maggioranza: pistole elettriche invece dello sblocco degli stipendi e la tutela della salute della polizia. Noi, invece, domani incontriamo le forze di polizia’.

La reale funzione dovrebbe essere di ridurre drasticamente i rischi che un arresto oppure una “carica di alleggerimento” potrebbero causare. ‘Piano piano si comincia ad abbattere un pregiudizio di fondo verso determinati strumenti, che non sono solamente di carattere repressivo, ma sopratutto preventivo, anche se la strada da fare è ancora molto lunga. Sarebbe preferibile impiegare, già nella fase sperimentale, pistole Taser, che dispongano di un sistema di videoregistrazione connesso automaticamente al loro uso, come avviene già in Francia’, ha commentato il segretario del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) Gianni Tonelli. Tutto questo a garanzia di agenti e cittadini.

In attesa che il Parlamento si pronunci sul Taser, faranno il loro esordio a tutela delle forze dell’ordine le microcamere installate sulle divise, a beneficio dell’ordine pubblico, la cui sperimentazione è in corso a Roma, Napoli, Torino e Milano: in occasione del vertice della Bce di giovedì scorso a Napoli, gli agenti dei reparti mobili hanno ricevuto in dotazione i nuovi strumenti, delegando il ‘’Dirigente incaricato alla gestione della piazza’’, qualora se ne presentasse la necessità, la facoltà di decidere di attivarli, o meno. Nel parere con cui il Garante della privacy ha dato il via libera all'utilizzo, infatti, si sottolinea che il sistema - per quanto finalizzato alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, alla prevenzione, all'accertamento o alla repressione dei reati - è pur sempre soggetto al rispetto dei “principi del codice privacy” sul trattamento dei dati personali: le immagini riprese, difatti, dovranno essere pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono state raccolte. Ecco il motivo per cui il sistema dovrà essere attivato “solo e soltanto” ove vi sia effettiva necessità, ovvero nel remoto caso in cui insorgano concrete e reali situazioni di pericolo, turbative dell'ordine e della sicurezza pubblica. Le riprese, inoltre, dovranno essere conservate per un periodo di tempo limitato e poi cancellate.

Preoccupazione è stata espressa da Amnesty InternationalSulla questione-taser c’è un sentimento di preoccupazione. Le esperienze vissute tra Usa e Canada non ci lasciano tranquilli’, sottolinea Riccardo Noury, portavoce Amnesty International per l’Italia. ‘Dal 2001, data di acquisizione dal Taser nel Nord America, i morti sono stati 864 e il 90% di questi era disarmato. Studi medici a nostra disposizione dimostrano come persone che soffrono di disturbi cardiaci, o in particolari stati di alterazione emotiva e sotto sforzo, possono perdere la vita o riportare gravissime conseguenze se colpiti da questa arma. C’è un rischio di un uso eccessivo e gratuito, ma c’è anche la possibilità di non sapere chi si sta colpendo’.

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Cos'è, come funziona, benefici e possibili rischi dell'arma che potrebbe entrare nel kit di difesa della polizia italiana

Cos’è 

Un’arma che anziché utilizzare i proiettili ricorre a una scossa elettrica per rendere innocuo un aggressore o un violento. Non lo uccide, non lo ferisce, ma lo immobilizza, lo stordisce. Gli impedisce di continuare a portare avanti qualsiasi azione (illegale o pericolosa, si presume) stia compiendo. Il recupero della mobilità è quasi immediato, il sistema è studiato per dare agli agenti il tempo necessario per bloccare il soggetto o alla vittima di un’aggressione per scappare e chiedere aiuto. 

Come funziona 

Dalla pistola partono due piccole sonde simili a comuni freccette attaccate a un filo che trasmettono un segnale elettrico non appena entrano in contatto con il corpo. Va bene sia la pelle nuda che i vestiti, l’importante è che entrambi i dardi tocchino il bersaglio, altrimenti la pistola è inefficace. Le freccette hanno una gittata variabile fino a circa 10 metri, consentendo di agire anche a una certa distanza, senza avvicinarsi troppo al bersaglio e rischiare di essere colpiti o aggrediti. Sono alimentate da due batterie al litio identiche a quelle utilizzate, per esempio, per i flash delle fotocamere.

È pericolosa? 

I produttori e più di 100 studi indipendenti dicono di no. Cento flash di una fotocamera valgono 110 mila impulsi di una pistola elettrica. Il punto è che questi impulsi, sebbene non potenti, per essere efficaci devono essere molto ravvicinati tra loro. Sono di bassa intensità ma hanno un ritmo di uno ogni circa 5 microsecondi. È una specie di mitraglia. Secondo un corposo documento della Taser International (è un po’ come per la Coca Cola: l’azienda identifica il prodotto) che Panorama.it ha consultato, la corrente «sparata» da un’arma è di 0.0021 Ampere. Toccare una classica pallina sull’albero di Natale trasmette al corpo l’intensità di 1 ampere. La differenza, vale la pena ripeterlo, sta nella brevissima distanza degli impulsi che provocano l’effetto di immobilizzare il corpo. Impulsi innocui, secondo la letteratura dominante.     

Perché si chiama così

Taser è in realtà un acronimo. Sta per «Thomas A Swift’s Electronic Rifle». È un marchio depositato dalla TASER International, Inc. dove Tom Swift è il nome del personaggio di un fumetto, facente riferimento a dei dispositivi classificati come armi da difesa "meno che letali" che fanno uso dell'elettricità per far contrarre i muscoli del soggetto colpito. Tali dispositivi sono stati ideati nel 1969 da Jack Cover ma i modelli che permettono l'immobilizzazione totale di una persona sono stati progettati a partire dal 1998.

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