I signori del calcio: un capitano di nome Steven Gerrard

La storia dell'ex capitano dei Reds, trascinatore in campo e fuori di uno dei club più affascinanti del mondo del calcio

gerr Ci sono giocatori che segnano un’epoca grazie a straordinarie doti tecniche o vittorie memorabili. Ci sono giocatori che fanno la storia di una squadra e di una maglia, cucita praticamente sotto pelle. Ci sono giocatori che lasciano un segno così profondo che difficilmente risulta colmabile da altri. Ci sono giocatori e poi c’è Steven Gerrard. Era il 29 novembre 1998 quando l’allora 18enne Steven scende in campo per la prima volta in Premier vestendo i colori del Liverpool, squadra che aveva scelto sin da quando aveva poco più di 7 anni. Come poteva essere altrimenti per lui che veniva da una famiglia da sempre tifosa dei Reds? Diciasette anni, undici trofei e quasi cinquecento partite dopo Steven Gerrard è lo storico capitano del Liverpool che decide, dopo una lunga e difficile riflessione, di terminare la propria storia con il Liverpool per sposare a fine stagione la causa dei Los Angeles Galaxy, club statunitense che aveva già accolto qualche anno fa un altro pezzo di storia inglese come David Beckham. Per raccontare la storia d’amore tra il Liverpool e il suo capitano non basterebbe però un libro: alti e bassi, trofei e sconfitte, finali vinte e finali perse sono solo dei capitoli di una storia che resterà incisa non solo nel cuore del centrocampista inglese e dei tifosi dei Reds ma di tutti gli amanti del calcio. Non sono mancate di certo le possibilità di compiere altre scelte: il Manchester United provò a strapparlo al Liverpool quando era ancora giovanissimo, il Real Madrid ha fatto più di un tentativo per portarlo al Bernabeu, lo stesso Milan ha cercato di portarlo in Italia qualche anno fa. Nulla da fare. Il ragazzo di Whiston è rimasto vicino casa, ha ignorato le sirene dei soldi e dei successi facili e ha scelto di vincere con la propria squadra. Una coppa UEFA, una Champions, due Supercoppe Europee e numerosi trofei in patria: Gerrard ha vinto quasi tutto ciò che si possa vincere con un club vestendo i colori del Liverpool. Quasi. Nell’antica Roma durante i festeggiamenti per un trionfo in battaglia uno schiavo ripeteva al generale vittorioso “Guardati dietro! Ricordati di essere un uomo”. A ricordare a Gerrard “di essere solo un uomo” è stata la Premier, unico trofeo per club mancante nella bacheca di uno dei giocatori più forti della storia del calcio. Paradossale come un giocatore di questa caratura in un club come quello di Liverpool, certamente non estraneo ai successi, non sia mai riuscito a vincere un campionato. Diverse volte ci è andato vicino, altre annate invece sono state proprio difficili, ma Steven era sempre lì, in mezzo al campo, un capitano che non abbandona la nave nemmeno nei momenti più duri. Rimane quella macchiolina sul curriculum a ricordare, a lui e a tutti noi, che la realtà è diversa dalle favole, che l’eroe non sempre rag- giunge tutti i suoi obietti- vi alla fine dalla storia, ma ciò non toglie che sia comunque un eroe. Poco importa quindi, anche le storie d’amore più belle hanno degli scheletri nell’armadio e ciò non toglie nulla alla magia che avvolge quella del capitano inglese e della sua squadra. In un calcio in cui le storie di questo genere diventano sempre più rare, quella di Gerrard brilla di luce propria e risulta difficile persino immaginare il centrocampista 35enne vestire altri colori. Eppure lì, oltre l’oceano, in quella che è diventata la “Terra Promessa” per molti giocatori sedotti dai soldi e da un’attenzione mediatica in continua crescita, lo aspettano già a braccia aperte. Un’operazione di marketing sì, ma non solo: è difficile infatti pensare che Gerrard, con la sua esperienza e le sue qualità tecniche, non possa dare ancora qualcosa ai Galaxy. Chissà se soffrirà però la nostalgia di casa, la nostalgia di Anfield, la sua vera casa. Era il 1964 quando i tifosi del Liverpool cantarono dagli spalti per la prima volta l’ormai storico coro “You’ll never walk alone”, facendo ai propri giocatori e alla propria squadra la promessa più bella che un tifoso possa fare: “Non camminerete mai da soli”. La storia con i Reds del capitano Steven Gerrard sembra ormai essere giunta agli sgoccioli. Poco importa che strade prenderà da adesso in poi, poco importa quali saranno i nuovi (e ultimi) capitoli della sua carriera, poco importa se ci sarà davvero un oceano a separare, come nella più struggente delle storie d’amore, Gerrard dai suoi tifosi del Liverpool, la certezza è una sola: ovunque andrà non camminerà mai da solo.

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