Si è riunito il Consiglio di Presidenza del CCA del Policlinico Universitario “G.Martino” di Messina

Convocato dal Presidente Gaetano Alessandro, il Consiglio di Presidenza del Comitato Consultivo Aziendale si è riunito il 6 Ottobre presso il Padiglione “L” del Policlinico

La riunione del Consiglio di Presidenza del CCA del Policlinico Universitario “G.Martino”, su convocazione del Presidente Gaetano Alessandro, è cominciata presso il Padiglione “L” alle ore 15.30 del 6 Ottobre. Presenti: il Presidente Gaetano Alessandro, la Vicepresidente, dott.ssa Marinella Ruggeri (da remoto), la Segretaria, avv. Carmen Agnello, la dott.ssa Marilin Mantineo, il dott. Francesco Previti, il dott. Vincenzo Terzi e il dott. Antonino Morreale, tutti membri del Consiglio di Presidenza, nominati su decisione del Presidente Gaetano Alessandro, in data 19/07/2022, ai sensi dell'articolo 3 comma 8 del Regolamento per il funzionamento del CCA Policlinico di Messina (allegato alla Delibera n. 580 del 11/04/2018).

Ricordiamo che l’art. 9, comma 8 della Legge regionale 5 del 2009 (Allegato n. 1) dispone che:

Marinella Ruggeri - Gaetano Alessandro

“In ogni Azienda del Servizio sanitario regionale è istituito, senza alcun onere economico aggiuntivo, un Comitato consultivo composto da utenti e operatori dei servizi sanitari e sociosanitari nell'ambito territoriale di riferimento. Il Comitato consultivo esprime pareri non vincolanti e formula proposte al direttore generale in ordine agli atti di programmazione dell'Azienda, all'elaborazione dei Piani di educazione sanitaria, alla verifica della funzionalità dei servizi aziendali nonché alla loro rispondenza alle finalità del Servizio sanitario regionale ed agli obiettivi previsti dai Piani sanitari nazionale e regionale, redigendo ogni anno una relazione sull'attività dell'Azienda. Il Comitato formula altresì proposte su campagne di informazione sui diritti degli utenti, sulle attività di prevenzione ed educazione alla salute, sui requisiti e criteri di accesso ai servizi sanitari e sulle modalità di erogazione dei servizi medesimi. Collabora con l'Ufficio relazioni con il pubblico (U.R.P.) presente in ogni Azienda per rilevare il livello di soddisfazione dell'utente rispetto ai servizi sanitari e per verificare sistematicamente i reclami inoltrati dai cittadini”.

Francesco Previti

Per quanto riguarda l’organizzazione di lavoro dei CCA, l’Art 5 del D.A. n. 1019/2010 ne regola il funzionamento. Il comma 7 prevede che “Il comitato può costituire gruppi di lavoro ristretti o tavoli tematici su particolari problematiche che necessitano di approfondimenti individuando il relativo referente e, in relazione ai temi trattati, può prevedersi anche la presenza di esperti”. La maggior parte dei Comitati Consultivi organizza l’attività̀ corrente in gruppi di lavoro. In linea generale il criterio seguito per la composizione è quello di focalizzarsi su tematiche che hanno un impatto trasversale sull’intera utenza: accoglienza, accesso ai servizi, qualità, semplificazione amministrativa, l’umanizzazione delle cure, etc..

E anche di questo si è parlato nella prima riunione del C.C.A:

Il dott. Vincenzo Terzi ha illustrato ed esposto esaurientemente i compiti e le funzioni del CCA aggiungendo che alla luce del Codice Etico, vigente dal luglio 2019, si dovrebbe rivisitare il regolamento interno del CCA per renderlo compatibile con il detto Codice e precisando che il CCA deve acquisire autorevolezza sia all'interno dell'Azienda che esternamente (Assessorato, etc), sempre in maniera costruttiva. Raccomanda, anche perché è un obbligo per il CCA, la redazione di una carta dei diritti e dei doveri dei cittadini che va poi deliberata e diffusa e ha infine messo fra gli obiettivi la creazione di gruppi di lavoro così come da relazione, con la presenza di un referente.

Il Presidente Gaetano Alessandro sottolineando la piena collaborazione con l'Urp le cui comunicazioni arrivano con una buona rapidità ha quindi precisato che in merito ai gruppi di lavoro vanno coinvolti tutti i componenti del CCA, con un referente per ogni gruppo che sia preferibilmente un componente del Consiglio di Presidenza.

La dott.ssa Marilin Mantineo si è offerta per questo di individuare, insieme agli altri componenti, i temi da trattare per ogni tavolo ed i possibili soggetti da coinvolgere per poi darne comunicazione al Presidente.

L'avv. Carmen Agnello segnala che un grave problema da affrontare è quello delle dimissioni protette e della continuità socio-assistenziale sul territorio; il malato troppo spesso è lasciato solo, una volta dimesso dall'ospedale, e non è neppure informato dei diritti che ha in merito all'assistenza integrata domiciliare (ADI).

Carmen Agnello

La Vicepresidente Marinella Ruggeri, a questo riguardo, mette a conoscenza il Consiglio che i pazienti con malattie neuromuscolari saranno in futuro garantiti da dimissioni protette ad hoc mentre il Presidente, concordando sull’importanza del problema, ha proposto di convocare le assistenti sociali del Policlinico per capire con loro come si possa intanto risolvere il vuoto informativo sul tema dimissioni protette.

Il dott. Francesco Previti ha messo l’accento sull'annoso problema delle liste d'attesa e su questo punto la Vicepresidente, dott.ssa Ruggeri, ha chiarito che l'assessorato alla salute ha consentito che per le visite dei pazienti cronici da recuperare ci sia un esborso di 80,00 euro lorde, per ogni ora in più, mentre non è così per le visite ospedaliere: da qui il problema delle liste di attesa che non si riesce a risolvere.

L'Avv. Agnello sottolinea infine che nelle circostanze in cui si è agito per iscritto, chiedendo chiarimenti o informazioni al Policlinico, la struttura ha sempre risposto; segno che comunque il Comitato sta lavorando bene (per esempio sulla questione del bar/vitto, dei posteggi disabili, etc).

I lavori del Consiglio di Presidenza del CCA si sono quindi conclusi e uno degli obiettivi primari sarà quello di formare i tavoli di lavoro. E’ chiaro che i problemi da affrontare sono numerosi ma già dalla prima riunione si evince la volontà di rafforzare da subito il rapporto di fiducia fra i cittadini e la sanità territoriale.