Rappresentativa regionale Under 17

il tecnico Alderisi: «Nel difficile percorso verso il Torneo delle Regioni confido nelle qualità umane e tecniche dell’organico, e in quelle dei miei preziosi collaboratori»

«Insieme al gruppo di lavoro -continua il tecnico- ci adopereremo per presentarci ai nastri di partenza come una squadra e non come una selezione»

È ripartita l’attività delle rappresentative della Sicilia in vista del Torneo delle Regioni, dopo le scorse, ultime stagioni purtroppo sospese a causa della pandemia. Si riparte anche con i raduni, sino a quando,solitamente a gennaio, prenderanno forma i gruppi squadra delle quattro rappresentative regionali che tenteranno l’assalto allo scudetto. Tra quelli rimessosi in gioco, il gruppo lavoro dell’Under 17 con il tecnico Pierpaolo Alderisi, cui abbiamo rivolto alcune domande.

Alderisi, iniziamo dal rinnovo dell'incarico, altra manifestazione di stima e di fiducia nei confronti del professionista e dell'uomo…

«Si. È un attestato di stima che rende fiero me e tutto lo staff, che ci consegna la responsabilità di mettere in evidenza i profili migliori del calcio giovanile siciliano».

Per lei non è un debutto, ma lo sarà per i tanti giovani che iniziano il lungo percorso che porta al Torneo delle Regioni con la divisa della Rappresentativa U17 siciliana.

«Il meticoloso lavoro di scouting, valutazione, elaborazione dati e selezione, iniziato con il nostro gruppo di lavoro già nella stagione precedente, ci ha consentito di creare un corposo database di calciatori. Ciò ha consentito di partire quest’anno con alcune certezze in più. Tuttavia, continuiamo e continueremo a battere il territorio regionale per dare a coloro i quali meritano la possibilità di giocarsi le proprie chance».

Che cos'è nei fatti il Torneo delle Regioni?

«Dopo il Viareggio è sicuramente la “kermesse” giovanile nazionale più importante e seguita con grande interesse da tutti gli addetti ai lavori. Riuscire ad entrare nella rosa finale dei 20 calciatori che rappresenteranno la nostra Sicilia contro tutte le altre regioni d’Italia, rappresenta una grande opportunità in termini di visibilità. Ma per far parte di questo gruppo occorrerà dimostrare in primo luogo impegno, serietà e grande carattere, oltre -ovviamente- notevoli qualità tecnico-tattiche e fisico-atletiche».

Per trasformare il modo di giocare di ragazzi dalla diversa preparazione, e per la prima volta insieme a nuovi compagni, magari già avversari, si dovrà trasformare quella che è una routine meccanica in pensiero di gioco...come si sviluppa esattamente il suo intervento, unitamente a quello di tutti i suoi collaboratori?

«Cercheremo di condividere con il gruppo di calciatori semplici ma fondamentali principi di gioco che poi dovranno caratterizzarci come squadra. La difficoltà più grande sarà quella appunto di presentarci ai nastri di partenza come una squadra e non come una selezione. Sarà un percorso difficile, ma confido nelle qualità umane e tecniche dei calciatori che comporranno l’organico, oltre che sulle qualità dei miei preziosi collaboratori».

Ecco, ce li presenti pure...

«Con piacere! David Caggegi è il “Capo delegazione” oltre che “collaboratore tecnico”, al pari di Dario Scardaci e Simone Russo, mentre per il ruolo di “Allenatore dei portieri” c’è Mario Russo; poi, Giuseppe Caserta, “Match Analist”, ed Emilio Bonaventura, “Area osservazione”. Nello staff sanitario, Angelo Calabretta, “Medico” e Salvatore Barbagallo, “Fisioterapista e massaggiatore”».

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