Presentato il libro “L’angelo e il Dio ignorante” di Ignazio Pandolfo

La presentazione del libro uscito il 31 marzo scorso, si è svolta presso la Chiesa di Santa Maria degli Alemanni il 10 maggio alle ore 18:00

Presso la Chiesa di Santa Maria degli Alemanni, la scrittrice Valeria Micale ha presentato martedì 10 maggio,alle 18.00, il romanzo “L’Angelo e il Dio Ignorante”, l’ultimo scritto di Ignazio Pandolfo, edito da Bookabook, casa editrice nazionale che opera attraverso il crowdfunding. L’evento è stato introdotto dai saluti di Daniela Bonanzinga, proprietaria della libreria promotrice della serata.

Che Ignazio Pandolfo, ex docente universitario della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Messina, sia anche un nome apprezzato nella pittura e nella composizione di romanzi, i cui intrecci e le cui elaborazioni attraggono molto i lettori, ormai è un fatto risaputo ma lasciatemi dire che questo libro “L’angelo e il Dio ignorante”, l’ultimo dei suoi sei romanzi, rappresenta secondo me una piccola o grande pietra miliare perché scritto con una tematica da sottogenere di fantascienza che è il cyberpunk, una narrativa imperniata su ipotesi plausibilmente tecnico-scientifiche e sulla eventualità di un rischioso sviluppo senza limiti della tecnologia attuale nonché del controllo capillare di ogni individuo, ma proprio per questo è pietra miliare…. perché il mondo, descritto nel romanzo da Ignazio Pandolfo, in tanti passaggi, in tante sfaccettature è già realtà.

Gli esseri semi-umanoidi o meglio macchine che imitano quasi alla perfezione uomini o animali esistono già e si parla già di imminente, se non già presente, intelligenza artificiale.

Un libro, un racconto aiuta lo sviluppo dei sogni. Leggere ci fa immedesimare anche in situazioni diverse, magari vissute in paesi diversi, con persone sconosciute, la fantasia può galoppare alla grande e coinvolgerci con bellissime emozioni o lasciare spazio in noi a una cupa tristezza. Ma in ogni caso durante la lettura si vive, non ci si può estraniare da quello che leggiamo.

E sulla storia di Liam, clone di un individuo malato, che per una felice intuizione del suo artefice non è solo una copia fisica di un’altra persona, ma ha in sé i germi di una struttura subcoscienziale, tanto individuale che collettiva, Pandolfo aggiunge: “Liam, che è una sorta di tabula rasa coscienziale, ha in sé le potenzialità per interfacciarsi con le vicende che gli accadranno e che lo faranno maturare, apprendere, e trasformarsi piano piano da essere artificiale a creatura sempre più umana, fino a diventare identico dal punto di vista psichico ad un uomo reale, vero”.

Pandolfo, che preferisce accostare il suo scritto alla “science fiction”, scrive di un mondo in cui le tecnologie condizionano la società e l’uomo, di biotecnologia, di un futuro prossimo che vede prodotti di ricambio biologico come via verso l’immortalità. Tante quindi le tematiche, compresa l’etica, che rendono lo scritto di Pandolfo un libro da leggere e approfondire.

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