Sogno infranto Catania. Passa il Siena ai rigori (2-1; 3-4 dtr)

Sblocca Santini. Pareggia Curiale e Lodi porta avanti i rossazzurri, ma dagli undici metri sono fatali gli errori di Blondett e Mazzarani 

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Termina qua, e forse, non poteva esserci epilogo peggiore per il Catania di Cristiano Lucarelli davanti ai ventimila tifosi presenti al Massimino per incitare la squadra dell'elefante al raggiungimento dell'obiettivo Serie B. Dopo aver vinto per 2-1 nei centoventi minuti di gioco, si infrangono dal dischetto i sogni di gloria dei rossazzurri ed è il Siena a volare in finale dove affronterà il Cosenza.

Sblocca Santini alla mezz'ora, favorito da un rimpallo e, pareggia allo scadere della prima frazione di gioco Curiale con un gran colpo di testa. Nella ripresa, su calcio di rigore, è Lodi a trascinare il gli etnei all'over-time.

Adesso, ad acque ferme e potendo tirare le somme, possiamo dire che hai rossazzurri, questa sera, è mancata la cattiveria sotto porta e la forza di buttare quella sfera in fondo al sacco. Tante, troppe le ottime azioni costruite dal Catania nel corso dei tempi regolamentari ed oltre, ma non è arrivato nessuno ad insaccare quel pallone in rete. Sì, due gol sono arrivati, ma escludendo la seconda, la quale si è concretizzata dal dischetto, è stato solo il solito Curiale a segnare su azione. Il Catania non ha disputato una brutta partita, anzi, tutt'altro, ha disputato una gara quasi perfetta sul piano caratteriale, che fa restare ancor di più l'amaro in bocca per le troppe azioni sciupate e non concretizzate in porta.

Ma la realtà è questa e bisogna accettarla, la sconfitta è arrivata ai rigori a causa degli errori di Blondett e Mazzarani. Risulta inutile sul tabellino la parata di Pisseri su Bulevardi.

Adesso la palla passa alla società che dovrà "riordinare le carte" per far ripartire la squadra dopo questa delusione, cercando di costruire un gruppo ancora più forte per affrontare al meglio la prossima stagione e...sperando di poter agguantare quell'obiettivo appena sfiorato quest'anno.

 

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