Nella magnificenza dei teatri di Segesta e Tindari si conclude il tour Edipo Re di Salvatore Guglielmino tra applausi e standing ovation finale

Il dramma di "Edipo Re" di Sofocle riadattato e diretto da Salvatore Guglielmino, che per il secondo anno ne interpreta passioni e dolori tra le pietre del Teatro di Segesta  e Tindari, passando per il Castello di Donnafugata alla luce del tramonto, mentre il giorno cede il passo all'oscurità, trova in questo speciale tour nei teatri di pietra dell'isola la sua naturale collocazione. 
Pubblico entusiasta arrivato da ogni parte della Sicilia, lunghi applausi e standing ovation finale ad ogni tappa della terza edizione della rassegna Mitoff, dedicata al teatro classico, che il regista ed attore Salvatore Guglielmino, insieme a Franco Colaiemma e Marta Limoli, dà vita alla tragedia greca più significativa per l'Occidente.
La magia dell'arte del palcoscenico e la bellezza delle parole in questo applaudito e fortunato tour si sono incontrate per dare voce ad uno spettacolo capace di toccare le corde più intime dell'anima dei presenti.
"In queste sei date in giro per la Sicilia tra Palermo, Catania e Messina- dichiara emozionato Salvatore Guglielmino- ho toccato con mano l'emozione del pubblico felice non solo di ritornare a teatro ed assistere ad una rappresentazione classica, dove la modernità dei miti greci si riflette quotidianamente nella nostra società, ma la passione e il sentimento nel vivere il dolore del protagonista per una corrispondenza di amorosi sensi tra palco e platea".
Tanti i commenti positivi a fine spettacolo- come ha spiegato il regista- soprattutto nel recepire la forza del protagonista di interpretare sulla scena quel dialogo con l'anima dell'uomo distrutto dagli eventi in un particolare cammino introspettivo dal complesso quadro psicologico.
"Come sarà la prossima stagione invernale non posso dirlo-conclude Guglielmino provato come tutto il mondo dell'arte e dello spettacolo al tempo del covid-, non ho il potere di leggere il futuro, viviamo come tutti il momento, ma una cosa è certa la gente ha voglia di teatro, di vita e normalità e per questo non possiamo fermarci".

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