IL MITO DI ‘PROMETEO’ RIVIVE AL CALVI FESTIVAL CON EDOARDO SIRAVO

L’attore Edoardo Siravo ha ricevuto il 4 luglio scorso il prestigioso Premio Flaiano 2020 alla Carriera. Con lui sul palco: Ruben Rigillo, Silvia Siravo, Gabriella Casali e Alessandro D’Ambrosi.  Prometeo Calvi dell'Umbria locandina

CALVI DELL’UMBRIA (Terni) – Il Calvi Festival propone il terzo appuntamento con la sezione Teatro. Edoardo Siravo sarà in scena con “Prometeo” (da Eschilo), adattamento e regia di Patrick Rossi Gastaldi. Insieme a Edoardo Siravo, che ha ricevuto il 4 luglio scorso il prestigioso Premio Flaiano 2020 alla Carriera, ci saranno Ruben Rigillo, Silvia Siravo , Gabriella Casali e Alessandro D’Ambrosi.

Prometeo è il dio amico degli uomini e loro benefattore, il Titano che li favorisce dando loro il fuoco contro il volere di Zeus. Il fuoco significa il sapere e Zeus rappresenta lo status quo, la situazione dominante dell’Occidente attuale. Prometeo “colui che riflette prima” il Titano che ama il genere umano, altro non è se ne non la metafora d’una lotta inesausta, identica a se stessa nell’apparente trascorrere del tempo: lotta contro il potere dei pochi, affidato all’ignoranza dei molti. Ed è questo il segreto che Prometeo ha carpito ai numi: senza il fuoco della conoscenza lo sfruttato è il miglior alleato dello sfruttatore, perché non ha coscienza dei diritti. Prometeo non è solo un mito, è un modo d’essere dell’uomo nella storia di tutti i tempi. Come un passero intrappolato, piuttosto che vivere in gabbia si rompe le ali contro le sbarre per riconquistare la libertà di volare, così l’uomo sfida le imposizioni e mette in gioco la vita, se il potere prova a imporgli un’ideologia di annientamento della sua libertà di scelta. La scintilla del fuoco, da Prometeo sottratto all’egoismo degli dèi, accende una luce in un mondo popolato da esseri confusi e atterriti, che si aggirano “simili a larve di sogni”, sulla terra desolata, e li guida verso una vita più consona alla loro dignità di uomini. Egli è dunque il fiero eroe ribelle alla tirannide, dotato di una fede incrollabile nell’uomo. Una condizione senz’altro riconducibile alla nostra attuale in cui anche ciascuno di noi, forse confuso e spaventato, dovrà portare con sé la fiaccola del fuoco sacro della conoscenza per non essere mai asservito al potere ma sempre artefice del proprio destino” (Gabriella Casali).

Lo spettacolo andrà in scena al Calvi Festival giovedì 13 agosto alle ore 21.15 nel Giardino del Monastero (ingresso da Piazzetta dei Martiri). Orario di apertura al pubblico: mattino 10/13; pomeriggio dalle ore 20, ovvero un’ora prima dello spettacolo).

EdoardoSiravo©F.LeraPh-2706

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