Mercato, Catania: il punto sulla difesa

Dopo l’arrivo di Tedeschi, la dirigenza rossoazzurra punta a completare il reparto. Molti i nomi che circolano, alcuni più verosimili di altri.

difesa

Dopo aver ufficializzato l’arrivo di Luca Tedeschi (leggi qui), il Catania continua a lavorare alacremente sul mercato, specie per quanto riguardo il reparto difensivo, quello maggiormente sottoposto a cambiamenti rispetto alla stagione appena trascorsa.

Il prossimo, in ordine temporale, a diventare un giocatore rossoazzurro sarà Raffaele Alcibiade, centrale ex Lecce che andrà a rimpolpare la difesa. Ma il “vero” titolare che gli etnei vorrebbero, nei pensieri di Pietro Lo Monaco e Cristiano Lucarelli, sia che si giochi a tre o a quattro, è Edoardo Blondett, centrale anch’esso resosi protagonista con la maglia del Cosenza. Sul giocatore c’è l’interesse di club di serie B come Avellino, Carpi e Foggia, ma il blasone e l’importanza di una piazza come quella etnea farebbe inevitabilmente passare in secondo piano discorsi del genere, rendendo possibile anche la scelta di una categoria inferiore. In caso Blondett dovesse sfumare, la prima alternativa è Tommaso Coletti, altro centrale in forza al Foggia. Anche in questo caso, però, ci sarebbe da convincere il giocatore ad accettare il ritorno in serie C dopo la promozione in cadetteria. Per quanto riguarda gli under, è fatta per Matteo Bachini, classe ’95 del Tuttocuoio che dovrebbe firmare a giorni.

Spostandoci sugli esterni, per la corsia di destra l’obiettivo numero uno è Daniel Semenzato del Pordenone. Anche in questo caso le concorrenti non mancano, ma il Catania è fiducioso, la trattativa può chiudersi, non necessariamente in tempi brevissimi. L’alternativa porta il nome di Alessio Luciani dell’Arezzo, mentre perde quota l’ipotesi Calapai. Per la fascia sinistra si cercherà un under capace di alternarsi con Djordjevic.

In uscita, oltre a Gil e Bergamelli, è da monitorare la situazione di Parisi: su di lui ci sono Sicula Leonzio e Siracusa, ma non è da escludere una sua permanenza. Sicuri di rimanere, infine, sia Giovanni Marchese che lo stesso Djordjevic sopra citato.

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