Marilena Puleo, la palermitana che volteggia come una farfalla

Anni di esperienza nella danza le hanno conferito quell’ulteriore fascino che arricchisce la sua anima già così bella! Oggi ci parlerà della storia delle danze orientali.

image001

Marilena, come hai intrapreso la via dello spettacolo?

“La passione che fin da bambina mi ha rapita per la danza in generale (infatti da piccola ho fatto 5 anni di danza classica) mi ha portata, fin da giovanissima, a sentire l’estrema esigenza di iniziare a frequentare dei corsi di danza orientale. L’inizio è stato su mia scelta, con una maestra dei paesi magrebini, cosa che mi ha dato da subito l’opportunità di comprendere, grazie alle sue origini autoctone, l’essenza e la cultura  di questa danza. Da questo inizio non ho mai smesso di studiare, formandomi con maestri egiziani, e  studiando con i ballerini/ ballerine più famosi al mondo. Nel frattempo il passo verso lo spettacolo , dopo ovviamente diversi anni di studio consapevole, è stato breve. Ho iniziato con il Festival arabo del film, che all’epoca si teneva a Sciacca e di la’ è iniziata la vita artistica.”

Tutte le donne potrebbero intraprendere la danza del ventre o è solo una prerogativa di una elite?

“Potenzialmente tutte le donne possono accostarsi alla danza orientale; è una danza che non esclude nessuno. Ovviamente si presuppone che chi lai intraprende abbia il senso della musicalità, cosa che poi ovviamente viene anche insegnata pian piano,  ed anche la voglia di acquisire più consapevolezza del proprio corpo sia a livello muscolare che gestuale. Ovviamente non tutte diventeranno delle ballerine professioniste, ma delle donne più felici e consapevoli del proprio sé più intimo , quello è certo, Inoltre è una danza indicata per i problemi di schiena, visto che la rende più elastica, ed anche fino ad un certo punto della gravidanza è consigliatissima.”

La differenza tra danza del ventre e danze orientali dove lei è una farfalla e brava interprete Le tre differenze principali?

“La terminologia danza del ventre, in arabo, raqs sharqi, è riferibile alla danza classica orientale, nata nelle corti principesche del medioriente. L’Egitto, il Cairo in modo specifico, si può in assoluto considerare la patria della danza del ventre; li, le  ballerine erano divise in tre categorie: le awalym donne di qualsiasi estrazione sociale che si esibivano negli harem (ambienti privati di sole donne) in stanze dove gli uomini non le vedevano ma le potevano solo sentire dalle stanze attigue; le almèe, donne di elevata cultura  e raffinatezza che si intendevano di ballo ma anche di canto e pittura e quindi erano delle vere e proprie intrattenitrici e che si esibivano a corte  anche davanti gli uomini; e per finire le gawaze, le zingare del deserto, selvagge, spregiudicate ma altrettanto abili nella danza. Il termine danza orientale si riferisce sempre  de alla danza nata nelle corti principesche ma arricchita di quegli elementi di interscambio, evoluzione e contaminazione artistica e culturale tra i paesi arabi; il termine Mediorientale invece è riferibile al concetto di macroelementi che sta alla base della danza orientale, cioè danze riferibili a diversi paesi mediorientali ognuno con le propria danze e tradizioni ma con degli elementi di contaminazione ed influenza artistica collettiva. I macroelementi di cui sopra inglobano queste tipologie di danze: danze del golfo persico; danze del medio oriente; danze egiziane; danze del Magreb.”   

image002

Come si differenziano i tuoi spettacoli?

“Gli spettacoli si differenziano esclusivamente in base alla scelta di stile da portare in scena (gli stili della danza del ventre sono tantissimi, ognuno riferibile al paese di origine, alle tradizioni , ai ritmi musicali etc) e ciò dipende esclusivamente dal contesto oggettivo, logistico e culturale di riferimento e nell’ambito del quale mi esibisco e che mi induce a prediligere uno stile piuttosto che un altro.”

Vuoi condividere con noi i ricordi della tua prima esibizione live?

“Dovrei reperire i video nei cd, perché all’epoca c’erano solo quelli, e l’impresa non è semplice ma lascio delle possibilità.”

In tempi di Coronavirus, come svolgi le tue lezioni con le tue allieve?

“In tempi di Coronavirus, le lezioni così come gli incontri teorici e culturali di danza, vengono espletate online regolarmente e questa soluzione è inoltre  un momento fondamentale dal punto di vista emotivo, per il gruppo in un momento socio sanitario cosi difficile.”

Ci sono degli uomini che amano imparare la danza orientale?

“Assolutamente sì, ci sono uomini che amano imparare questa danza. Bisogna dire, come informazione culturale basica, che molti stili di danza come ad esempio il Tahtib o danza del bastone, così come la danza Sufi o la Dabke etc, sono danze che in oriente erano originaria prerogativa degli uomini, dico originaria in quanto poi gli stili citati furono interpretati e lo sono ancora anche dalle donne. Inoltre i maggiori esponenti della danza orientale a livello internazionale sono stati e sono anche  uomini. A testimonianza di ciò bisogna dire che la più grande compagnia di danze folcloristiche orientali fu infatti fondata nel 1960 da Mahomud Reda, ballerino e coreografo eccelso. Per quanto invece riguarda l’utenza occidentale a livello di potenziali allievi, posso dire che riscontro un interesse negli uomini ( pur se in misura molto ridotta rispetto le donne), all’approccio con questa danza, anche se  ancora in verità in  occidente in merito a ciò c’è anche  un certo retaggio rispetto il mondo orientale, dove ciò invece è ordinaria consuetudine.”

image003

Marilena, tu sarai  coinvolta  nei mesi che seguiranno in  eventi di alta cultura doc che sto curando in ogni minimo dettaglio. Sei una farfalla ed è per questo che ti ho scelto. Darai il meglio di te o ancora hai da imparare?

“Sarà un onore per me potere collaborare, oltre che una grande gioia. Quanto al resto chiudo con questa affermazione profondamente sentita: ad ogni spettacolo cerco di dare il massimo ed il meglio di me, nella piena consapevolezza però che l’arte è dinamica ed in divenire e  quindi nel momento in cui io credessi di avere imparato già tutto smetterei non solo di essere un’artista ma smetterei anche di essere una guida ed un esempio per le allieve e smetterei perfino di onorare con la mia danza l’arte. Quindi no, asserisco che non si finisce mai di imparare.”

a Cognita Design production
Torna in alto