Lo spreco alimentare “al quadrato”, il focus sugli impatti sull’ambiente e sulla salute

L’incontro è stato inserito tra le iniziative promosse nell’ambito della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. ff1

Lo spreco alimentare “al quadrato” e gli impatti sull’ambiente e sulla salute. È il tema al centro del convegno – dal titolo “Conoscere per non sprecare: come un comportamento sano, perché cosciente, può aiutare l'ambiente, la salute, il benessere, l'economia” - che si è tenuto online nei giorni scorsi organizzato dall’Università di Catania ed inserito tra le iniziative promosse nell’ambito della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.

«L’incontro - come ha evidenziato il promotore, il prof. Giuseppe Mancini del Dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica e informatica dell’Università di Catania - ha affrontato, con una diversa e più ampia prospettiva, il concetto di spreco alimentare visto non più solo nella sua “tradizionale” necessità di attenzione a non gettare nella spazzatura cibo ancora buono e per il quale, durante tutte le fasi della produzione, del trasporto, della distribuzione fino ad uno smaltimento che si sarebbe potuto evitare, è stata emessa una enorme quantità di CO2, consumati molti metri cubi d’acqua, ettari di suolo e tanta energia».

«Una maggiore attenzione va rivolta anche a quella quota di cibo che, oltre agli stessi impatti di produzione, comporta ulteriori e gravi impatti: sulla salute, sul sistema sanitario nazionale, su quello economico – ha aggiunto il prof. Mancini -. Questo avviene quando “lo spreco” è costituito da sovra-alimentazione; peggio, molto peggio se ciò avviene a partire dall’età infantile».

All’incontro organizzato in collaborazione con l’Associazione nazionale degli Ingegneri per l’Ambiente e il Territorio, il Rotary Distretto 2110 Sicilia e Malta, il Banco Alimentare Sicilia Onlus e il Protocollo Cuore Generoso sono stati presentati numerosi contributi specialistici con un approccio olistico e multidisciplinare.

«È fondamentale, per capire e agire al meglio, saper caratterizzare qualitativamente e quantitativamente il rifiuto organico evitabile e tradurne il suo spreco in impatti sull’ambiente» ha evidenziato il prof. Mario Grosso del Politecnico di Milano e componente del consiglio direttivo dell’AIAT. «È altrettanto importante avere un chiaro quadro degli effetti, stavolta sulla salute, di quello spreco che è sovra-alimentazione, sia nei bambini, sia negli adulti» come ha spiegato la prof.ssa Lucia Frittitta dell’Università di Catania.

«Un primo contributo alla lotta allo spreco “al quadrato” deve partire proprio dalla consapevolezza che si deve attuare a partire da una spesa sostenibile, basata su una alimentazione sana e con attenzione alla dieta mediterranea» come esplicitato dalla dott.ssa Sonya Vasto dell’Università di Palermo e presidente della Commissione per la diffusione della dieta mediterranea e prevenzione del Diabete del Distretto 2110 Rotary International.

«Ma lo spreco si può combattere anche con rilevanti azioni sul territorio, come quelle che sostengono oggi in Sicilia decine di migliaia di famiglie in difficoltà, grazie al Banco Alimentare della Sicilia onlus e ai suoi operatori la cui passione, dedizione e risultati raggiunti, anche in termini di spreco evitato» così come spiegato dal responsabile per la comunicazione Simone Piccinini.

E proprio il supporto delle numerose reti istituzionali alla lotta sullo spreco alimentare è stato illustrato dalla dott.ssa Elena Alonzo, direttore del SIAN ASP Catania attraverso un attento focus sulle diverse linee guida del Ministero della Salute, del MIUR, del CREA e sulle iniziative dei Tavoli nazionali e regionali sulla Sicurezza Alimentare. Uno straordinario esempio di queste reti è costituito dal protocollo "Cuore Generoso", che coinvolge il Dipartimento regionale Acque e Rifiuti, la polizia metropolitana di Catania (che lo ha promosso), il Comune e l'Asp di Catania, il Centro Servizi Volontariato Etneo, il MAAS e lo stesso Banco Alimentare della Sicilia Onlus, come evidenziato nell’Intervento della dottoressa Daniela Scuderi, tra i promotori del Protocollo. Altrettanto fondamentale è l’azione delle associazioni di service tra cui si evidenzia il Rotary International.

Daniela Vernaccini presidente della Commissione per la cittadinanza globale e lo sviluppo sostenibile Distretto 2110 Rotary International ha evidenziato «l’importanza dell’azione rotariana nel supportare la comunità educante a produrre, anche su questo tema, una inversione di rotta, creando e condividendo una cultura della consapevolezza che parta dalle dinamiche individuali per sfociare in quelle collettive».

Azione del Rotary che si sta sviluppando attraverso un importante programma sulle scuole che ha coinvolto in Sicilia già oltre 65mila studenti delle scuole primarie e superiori di primi grado. L’importanza di azioni pratiche del Rotary è stata ulteriormente ribadita nell’intervento di Marcello Stella (Distretto 2110 Rotary International – Area Etnea) trovando la necessaria sintesi nell’intervento conclusivo del Governatore del Distretto 2110 Sicilia e Malta del Rotary International, Alfio Di Costa, che ha sottolineato «l’esigenza di professionalità nell’agire e nel fare acquisire una consapevolezza volta a innescare comportamenti sociali più responsabili, confermando la piena disponibilità del Rotary, ed in particolare del Distretto 2110, a far gioco di squadra e creare opportunità anche quando si parla a 360°, come in questo caso, di Ambiente e Sostenibilità».

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