ll rumore del silenzio, Santa Maria la Scala

Il caos cittadino, una piena domenica avvolta dal sole, nel tepore di un caldo Febbraio siciliano.

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I festeggiamenti della Santa Patrona, mandano in fibrillazione gli abitanti della città di Catania, Sant’Agata l’eterna fidanzata dei fedeli, devoti di ogni età.
Bancarelle ricche di dolciumi, luci colorate, strade in festa, vie barocche allietate dal balletto delle “cannelore” , energia, attesa, gioia.
Sembrerebbe impossibile che poco distante dalla città regni il silenzio più assoluto, dove l’unico suono che accompagna il vento è lo stridio dei gabbiani. Eppure, a quindici minuti d’auto da Catania si trova un antico borgo marinaro, incastonato come uno smeraldo, nelle rocce vulcaniche della riserva naturale della Timpa di Acireale.
Santa Maria La Scala: un luogo fatato, quasi finto, una cartolina di tempi antichi spolverata dai cassetti della nonna.
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Da Acireale, andando verso il mare, una vecchia strada, ricca di vegetazione, un tempo chiamata “le Chiazzette”, diventa il preludio di un paesaggio quasi sonoro, la bellezza del borgo marinaro del paese cattura lo sguardo, cancellando ogni suono cittadino.
Ed ecco l’incanto della lentezza, pacifica compagna della serenità. Il mulino ad acqua alimentato dal fiume Aci, la Fortezza del Tocco, i rituali dei pescatori, tramandati da generazioni, il bucato amorevolmente steso dalle vecchiette, che portano ancora il capo coperto, riportano nell’immaginazione, i momenti in cui la forza della vita e dell’amore esplodevano nel cuore, probabilmente accompagnati dalle note del brano Giochi proibiti di Andres Segovia.
Il brusio della città sembra distante anni luce, un curioso vecchietto segue attentamente i movimenti degli stranieri, chiassosi cittadini dai ritmi frenetici.
Il tempo è scandito dal rintocco delle campane della chiesa, che si affaccia sull’infinito mare blu.
L’anima si confonde con il volo dei gabbiani, la natura avvolge lo spirito bisognoso di attimi, seppur fugaci, di semplicità. Anche questa è la Sicilia, verde terra arsa dal sole, bagnata dal mare, bruciata dalla lava, di zagare profumata; la Sicilia tanto amata dai propri isolani che talvolta quasi con dispetto schiaffeggia le loro vite
mettendoli a dura prova. Sicilia terra d’amore e di passione, il paradiso si nasconde nei meandri della sua essenza.
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