L’anno della maturità dei media globali

L’anno dei media globali è stato ricco di novità. Forse meno incredibile rispetto ad altri settori, perché è stato un po’ l’anno della maturità

Il 2013 era iniziato con la scelta di Andrew Sullivan: addio al Daily Beast per continuare il suo Dish. A fine anno gli oltre 30mila lettori hanno garantito ricavi per 800mila dollari.

Le tendenze in atto sono continuate online e offline: calo della pubblicità, contenimento dei costi. Il mercato ha maturato due idee principali: paywall per la qualità, versione aperta per i grandi numeri. Nella prima il Financial Times e il Wall Street Journal dettano legge. Il direttore del quotidiano inglese Lionel Barber ha spiegato che la strategia è digital first. Il 2013 ha consacrato anche la scelta del New York Times: gli abbonati digitali sono più preziosi dei ricavi della pubblicità online. Sembrerebbe quasi una carezza per chi vive con ansia la liquidità in cui impera il tempo reale, la piattaforma è indifferente (e quindi mobile) e la socializzazione della notizia rende dubbio il concetto stesso di notizia.

È dunque curioso che il giornale dell’anno sia stato, secondo molti, il Guardian. Il giornale non ha il paywall e non lo avrà, ma è in perdita, e la carta garantisce il 75% dei ricavi.

La star del Datagate, Glenn Glenwald, ha già lasciato il Guardian per un nuovo progetto. Quando Google ti avvicina al contenuto, le prime pagine valgono meno (anche le homepage): è l’autore che conta. Nate Silver è solo il più famoso tra coloro che hanno lasciato una grande testata.

La notizia dell’anno è l’acquisto del Washington Post da parte di Jeff Bezos, ma gli effetti sono ancora da vedere. Il 2013 è anche l’anno della conferma di Buzzfeed con le sue gif onnipresenti, della divisione senza traumi di News Corp, della centralità di Al Jazeera (sbarcata in America) nelle crisi arabe, timido spostamento d’equilibrio rispetto all’anglofonia dominante. È stato anche l’anno in cui Reuters ha investito e poi spento un progetto per il nuovo sito. Meglio pensare agli abbonati, che siano di carta o no. No frills, follow the money.

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