Quando ‘L’anagramma della vita’ è una favola

Racconti con stile da favola ma che non sono destinati a bambini. E uniti da un collante comune che è l’imprevisto. Questo, in estrema sintesi, “L'anagramma della vita” di Giovanna Augugliaro, presentato venerdì 7 luglio alla libreria Mondadori di Catania.

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Racconti con stile da favola ma che non sono destinati a bambini. E uniti da un collante comune che è l’imprevisto. Questo, in estrema sintesi, “L'anagramma della vita” di Giovanna Augugliaro, presentato venerdì 7 luglio alla libreria Mondadori di Catania.

“Nonostante la presenza nel libro di personaggi tipici delle favole potrebbero suggerirci questa chiave di lettura e cioè quella di una favola, in realtà essi vivono domande struggenti sul presente e sulla vita. Il collante- continua la scrittrice - delle storie tutte tra loro diverse è l’imprevisto e cioè un incontro con qualcosa che è diverso da ciò che i personaggi avevano programmato ma che in fondo chiarisce il senso dell’esistenza. Da qui, il titolo, appunto, cioè, se la vita fosse solo un anagramma, dice uno dei personaggi”.

Dunque, storie veloci, ma non facili. Si, perché hanno una “loro lunghezza ed intensità che fanno riflettere il lettore -spiega ancora l’autrice, già vincitrice del premio Navarro col suo inedito “Domande senza risposta”- che può così ritrovare sé stesso piuttosto che l'autore”.

“In questo libro dall’immediata capacità rappresentativa- dice Enzo Randazzo, presidente del ‘premio internazionale Navarro’- la scrittrice riesce con poche parole a presentare al lettore i fotogrammi incisivi dell’azione. Consigliato a chi va di fretta e non ha tempo di leggere- aggiunge Randazzo, che continua-“È scritto talmente bene che incoraggerei l’autrice a dedicare più tempo alla scrittura e meno alla giurisprudenza. Gli fa eco Giovanna Augugliaro (che è anche avvocato,n.d.r.):-“Si guadagna di più”- scherza lei.  

Insomma, un libro “da leggere non per evadere dalla vita ma per capire meglio la vita stessa”che pur nella sua imperfezione ci pone davanti ad una domanda: “E se la mia vita imperfetta fosse già compiuta?”

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